ALESSANDRIA. BIMBA NEGATA DAL TRIBUNALE AI GENITORI-NONNI.

La Corte d’Appello di Torino ha confermato lo stato di adottabilità della bimba,nata da una coppia di anziani di Mirabello Monferrato in provincia di Alessandria. All’epoca dei fatti,lui 67 anni e la moglie 59,la bimba era stata allontanata dalla coppia a a pochi mesi dalla nascita.

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I genitori biologici che hanno ingaggiato con le autorità un battaglia legale per riottenere il diritto alla genitorialità e la loro figlia oggi hanno subito l’ennesima sconfitta;i  giudici hanno respinto il ricorso presentato dalla coppia e  la bambina resterà con la famiglia adottiva. La tesi del procuratore speciale della piccola è stata accolta  dai giudici. L’avvocato della coppia, Adriana Boscagli,non si arrende e intende impugnare il provvedimento: “Certamente la sentenza tiene conto dello stato attuale della bimba, che vive con un’altra famiglia e dell’eventuale trauma conseguente alla separazione, ma prima o poi bisognerà spiegarle che i suoi genitori sono altri e come mai è stata allontanata da loro”,”Confidavamo in una Corte più coraggiosa che considerasse i genitori naturali come una coppia assolutamente in grado di prendersi cura della bambina. Ora faremo ricorso in Cassazione”.
Luigi Deambrosis e Gabriella Carsano sono tenuti separati dalla piccola da 4 anni. La bimba,gli era stata sottratta dopo poche settimane dalla nascita. Gli incontri con i genitori biologici sono avvenuti in territorio neutro sotto l’osservazione degli assistenti sociali.

L’episodio ha origine da una falsa denuncia di abbandono da parte del padre della piccola:i vicini  avevano sentito la bimba piangere in macchina nel vialetto di casa  ed avevano avvertito i Carabinieri. Il  pronunciamento del tribunale sfu che i genitori non erano adatti a svolgere il ruolo di genitori e gli inquirenti procedevano nei confronti del padre,Luigi Deambrosis, con l’accusa di abbandono.Il procedimento penale e il procedimento civile viaggiavano paralleli mentre la bimba veniva data in affidamento e poteva incontrare mamma e papà solo saltuariamente.

L’avvocato Adriana Boscagli ha nuovamente chiamato in causa la Suprema corte con un ricorso per revocazione,ottenendo il ribaltamento della sentenza. L’idea dell’avvocato,confermata dai giudici,era che alla base delle sentenze ci fosse un pregiudizio,originato da un errore,da ricercare nell’accusa di abbandono della bambina da parte del padre che invece è andato assolto in tutti i gradi di giudizio:sette minuti serviti a preparare il biberon alla bimba non sono configurabili con lo stato di abbandono e inoltre i genitori andavamo e venivamo facendo la spola tra l’auto e l’appartamento,tenendola costantemente d’occhio: “è stata nel seggiolino 7 minuti, il tempo di scaldarle il latte ” aveva spiegato Deambrosis. Non solo.Per la Cassazione,che aveva disposto il nuovo processo d’appello ,tutte le sentenze precedenti avevano sullo sfondo un pregiudizio riguardo all’età di Luigi e Gabriella ribattezzati “genitori nonni”.Qualcuno sostiene che in ospedale, dopo il parto, fossero stati allertati i servizi sociali per la questione dell’età. La legge non prevede limiti per chi intende generare un figlio ha scritto la Cassazione.I genitori nonni attendono le motivazioni che, come aveva specificato la Suprema Corte, non potranno tenere conto né dell’età avanzata dei due genitori, né della vicenda di abbandono scoppiata come una bolla di sapone.

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