Mese: febbraio 2017

ROMA.STADIO: IL NON ELETTTO,BEPPE GRILLO,DECIDE SUL NUOVO STADIO,PER CONTO DELLA NON SINDACA VIRGINIA RAGGI.

STADIO SI,STADIO NO,LO STADIO SI FARA’,NON SI FARA’,SI ,MA SE SI FARA’ NON SARA LA’:A TOR DI VALLE.

 

Beppe Grillo,il non eletto sindaco di Roma,ha deciso che si lo stadio si farà,ma non a Tor di Valle. Grillo insolitamente disponibile verso le telecamere,quello in veste di sindaco sostituto non eletto,ripete che i consiglieri 5stelle non sono contrari alla costruzione del nuovo stadio,ma che in discussione c’è la locazione dove deve sorge e aggiunge che  Tor di Valle è ad alto rischio idrogeologico e di esondazione del Tevere.

La ormai non sindaca,Virginia Raggi,non ha partecipato alla riunione con Grillo.

Commissariata dal comico la sua è una figura vacua,un ologramma che appare e scompare dalle scene a seconda delle necessità imposte da comico;comunque sarà lei a dare l’annuncio di dove potrà essere costruito il nuovo stadio dopo essere stata indottrinata da Grillo.

La risposta a Grillo non si è fatta attendere dai proponenti del nuovo stadio di Roma,che senza giri di parole hanno spiegato che:”Dopo 5 anni di lavori su un progetto in stato avanzato di approvazione nel rispetto di leggi,regolamenti e delibere, non è in alcun modo ipotizzabile un sito alternativo a Tor Di Valle”

“L’area è sicura dal punto di vista idrogeologico e anzi il progetto, con investimenti totalmente a carico dei privati, va a sanare il rischio idrogeologico presente nel quartiere limitrofo di Decima, ben al di fuori del sito dove verrà progettato lo Stadio e dove abitano oltre 10 mila romani”.

Il presidente della Roma,James Pallotaa,in un tweet sul proprio profilo: «Ci aspettiamo un esito decisamente positivo dall’incontro in programma venerdì. In caso contrario, sarebbe una catastrofe per il futuro dell’As Roma, del calcio italiano, della città di Roma e francamente per i futuri investimenti in Italia”.

 

ROMA. ANDREA ORLANDO,FIGURA ISTITUZIONALE E FIGLIO DEL PARTITO,SI CANDIDA A SEGRETARIO.

La candidatura di Andrea Orlando a segretario del PD,l’estrema ratio,presentata non in televisione in pompa magna,ma in una sezione del PD romana in mezzo al popolo del PD.L’estremo tentativo di recuperare la base del partito ormai allo sbando,tra sezioni e circoli che chiudono ed altre che hanno perso il 90% degli iscritti;perchè come lo stesso Orlando ha inteso la vera scissione non è stata tra e i vertici del partito,ma tra la dirigenza e la base,la stessa vilipesa,offesa,tenuta ai margini,se non addirittura trattata come si trattano i lebbrosi nei mille giorni di Matteo Renzi.

Andrea Orlando in giacca,ma senza la cravatta presentandosi agli iscritti ha solo voluto chiarire che è di sinistra,è figlio del partito,nato nella FGCI,ma non vuole riportare indietro l’orologio;non attacca mai Renzi o Emiliano,ma lo dice a chiare lettere che non è interessato a confrontarsi con i populismi,i nazionalismi e i sovranismi,non lo farà perchè se il terreno del confronto scenderà a questi livelli la gente sceglierà loro.

Tra i militanti in piedi,schiacciati come in metropolitana,con vista Gasometro torna la parola “compagni” così tanto stigmatizzata dalla Leopolda di Renzi; Si la parola compagni è tornata ad essere pronunciata nella sezione del PD e la cosa ci riempie di orgoglio,quello che il renzismo aveva tentato di cancella re dal vocabolario del partito.

La mejo gioventù PDiessina sta ritornando a colorare il grigio lasciato da mille giorni di oscurantismo renziano,l’orgoglio di essere di sinistra che ha animato questa giornata insieme alla voglia di contare ancora,contare di nuovo nelle scelte del partito; la voglia di una nuova rinascita dopo le delusioni del 4 dicembre e di un passato ancora troppo vicino per chiamarlo remoto.Forza Orlando la base del partito è con te,vincere insieme servirà a ridare dignità al partito,alla gente che vive intorno al partito ed anche a chi alle primarie arriverà secondo o terzo,perchè il rispetto per gli iscritti,gli elettori,i vinti e i vincitori deve essere la prima e l’unica cosa che conta.

ASTI.RICAMBIO GENERAZIONALE,45 GIOVANI ASSUNTI IN SOSTITUZIONE DI 45 PROSSIMI PENSIONATI

download-95

Il gruppo cassa di risparmio di Asti mette in cantiere un nuovo modo di lavorare e accompagnare alla pensione i più anziani. Lo fa promuovendo un iniziativa nuova per il mondo del lavoro in Italia,ma già sperimentato in altri paesi dell’UE,l’affiancamento e la sostituzione graduale di giovani con i futuri pensionandi.

Il nome dato all’accordo è significati della politica del gruppo. Nuove risorse, Ricambio generazionale, Sguardo al futuro. L’accordo siglato la scorsa settimana tra il Gruppo Cassadi Risparmio di Asti e i sindacati si prospetta come molto interessante dal punto di vista occupazionale che rompe gli schemi per cui il blocco del turn over era la norma .45 prepensionamenti,25 in Banca d’Asti e 20 in Biver Banca, utilizzando il Fondo di solidarietà, nelle agenzie delle due banche entreranno altrettanti giovani. Amedeo Falletto, Direttore Risorse del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti,spiega che l’accordo consente,su base volontaria di offrire a chi lo desidera,di bypassare i vincoli della normativa Fornero con tutte le tutele fino al raggiungimento dell’età pensionabile. I dipendenti in età pensionabile secondo i criteri precedenti la legge Fornero, potranno lasciare il lavoro entro la fine dell’anno, con l’intervento della banca, invece della nuova scadenza prevista nel 2020.

L’istituto assumerà  45 giovani pescando nella maxi selezione realizzata nel 2014,2500 giovani iscritti, 110 assunti subito. L’operazione permetterà l’assunzione di forze giovani e moderne,per affrontare le sfide del mercato. Le nuove generazioni di dipendenti della banca hanno un’età media,1.864 dipendenti a maggioranza donne, 57%, è di 42,7 anni, il 43% è laureato e il 57% ha un diploma scuola superiore.

Il segretario della First Cisl CrAsti, Pier Paolo Squillia commentando l’accordo dice:Siamo soddisfatti dell’accordo raggiunto, perché da un lato consente a un buon numero di colleghi vicini alla pensione di poter raggiungere in anticipo un traguardo che negli ultimi anni si sono sempre visti spostare più in là nel tempo, e d’altra parte dà la possibilità e la speranza ai giovani del nostro territorio di trovare una buona occupazione. Tra l’altro all’interno dell’intesa si è provveduto anche a stabilizzare circa 80 colleghi assunti con contratto di apprendistato .Patrizio Onori Fisac cgil ;Un’operazione che, a fronte di una fisiologica riorganizzazione,  fa entrare nuove risorse e guarda al futuro agevolando chi esce. Ottimo accordo soprattutto in presenza di una disoccupazione giovanile che arriva al 40%. La prossima sfida adesso è il contratto aziendale.

USA. MATTEO RENZI MENTRE IL PD SI SPACCA VOLA NEGLI USA.

MATTEO RENZI,IN MILLE GIORNI,HA OTTENUTO QUELLO CHE VOLEVA ED ERA NEL SUO PROGRAMMA FIN DALL’INIZIO DELLA CANDIDATURA ALLA SEGRETERIA DEL PARTITO DEMOCRATICO. DIVIDERLO IN DUE,SCINDERE L’ALA LIBERISTA DAGLI EX COMUNISTI,PRENDERE IL CONTROLLO DEL PARTITO E TRAGHETTARLO VERSO QUELLE POLITICHE LIBERISTE CARE A BERLUSCONI CON CUI ALLEARSI NELLA PROSSIMA LEGISLATURA.

download-1

Matteo Renzi lascia Roma, e vola negli stati uniti,patria del liberismo selvaggio,e mentre la politica italiana litiga su tutto, il mondo d’oltre oceano continua a correre senza regole,senza controllo e senza una politica attenta al disagio sociale,relegato nell’inferno dell’inesistenza. Renzi ha deciso di staccare qualche ora,intanto che nel Pd si regolano i conti e si scrivono le regole per il congresso,si dedica a incontri di qualità in California,certo di vincere le primarie e confermarsi premier nella prossima legislatura con un governo in coalizione con le destre berlusconiane. Il futuro, prima o poi, torna racconta Renzi sul suo blog e  allora facciamoci trovare pronti: anziché litigare sul niente, proviamo a imparare da chi sta costruendo il domani prima degli altri.Poco o niente sulla situazione politica interna del PD,la scisssione ormai un dato di fatto,e la candidatura di Emiliano Serra alla segreteria PD in contrapposizione alla sua.

Matteo Renzi scrive che in questo primo giorno mi ha colpito la visita a Tesla, l’innovativa azienda di auto elettriche che ha il quartier generale a Palo Alto. Ho incontrato il vulcanico fondatore, Elon Musk, una personalità che mi aveva sempre incuriosito molto e che non avevo mai conosciuto prima di oggi. Difficile sintetizzare in breve i contenuti della chiacchierata. La scommessa sulle energie alternative per la mobilità, ma anche per la casa, il sogno di rendere possibile la vita su Marte, il super treno chiamato HyperLoop che sta facendo i primi esperimenti proprio in questi mesi, il design, l’Europa, la sostenibilità.

Continua Renzi dando appuntamento a Torino al Lingotto dal 10 al 12 marzo:non credo ai profeti della società senza lavoro,credo nell’uomo, nella sua intelligenza, nei suoi valori. E credo che non si possa vivere nella paura di tutto, sempre. Certo, dovremo trovare nuove forme di protezione sociale per chi non ce la fa. Dovremo studiare forme diverse di welfare, più vicine alle esigenze dei nostri ragazzi.

ALESSANDRIA. PD DUE VISIONI A CONFRONTO,LA SCISSIONE E’ SERVITA

Il Pd si spacca anche in provincia ed è lo stesso destino che lo vede diviso a livello nazionale. La scissione della minoranza Pd coinvolge due esponenti della provincia di Alessandria, entrambi senatori della Repubblica,a Palazzo Madama.I senatori Daniele Borioli e Federico Fornaro sono destinati a dividersi ognuno per la sua strada. Borioli resterà nel PD, Fornaro che non ha mai nascosto le proprie riserve sul segretario Matteo Renzi seguirà l’ex segretario Pierluigi Bersani, Roberto Speranza e Enrico Rossi nel nuovo soggetto politico.

I mille giorni di Matteo Renzi da segretario del PD,ma prima ancora che la sua elezioni a segretario avessero luogo si vociferava nei circoli:” Matteo Renzi spaccherà il partito”.E così è stato.La sua visione di partito non ha mai coinciso con le esperienze dei militanti,degli iscritti e dei simpatizzanti.

La visione del partito personale non ha mai affascinato il popolo del PD,che dopo 20 anni di lotta contro quello che era il partito azienda di Berlusconi hanno subito essi stessi l’azione e la visione aziendalista e privatista del partito.Matteo Renzi in sostanza ha portato avanti il progetto per cui :il partito è mio e lo gestisco io,e gli iscritti hanno dovuto ingoiare la medicina e tacere.

Mille giorni di passione quelli di Renzi preoccupato di allearsi con Berlusconi,il patto del Nazareno,e umiliare la minoranza interna del PD senza disdegnarne la dote portata in dono con il 25% di voti e la maggioranza parlamentare in parlamento,a a dispetto della democrazia interna e delle regole a chi gli chiedeva di poter discutere delle scelte della segreteria rispondeva:”la minoranza dem se ne faccia una ragione,il partito è ormai cosa privata”.Ai sindacati che chiedevano di poter discutere con il governo sui temi economici e del lavoro,Matteo Renzi:”I sindacati se ne faranno una ragione”.

Matteo Renzi un bullo della politica,incapace di discutere e mettersi in discussione neppure dopo la batosta elettorale delle amministrative e la bocciatura del referendum Costituzionale:il capolinea è dietro l’angolo,ma Renzi non vuole sentire ragioni e continua per la sua strada come un piccolo padrone e un capo corrente,non come il segretario di un grande partito nazionale a governo del paese.

Matteo Renzi il rottamatore che ha finito per rottamare non solo i “vecchi” della politica,ma la classe operaia che per il 39% ormai porta i suoi consensi al M5S,gli effetti del Jobs act che ha prodoto tutti gli effetti negativi,che da più parti venivano pronosticati sia per inuovi assunti che per i lavoratori stabili(licenziamenti disciplinari +50%,anche quando la giusta causa esisteva);i circoli del partito con il crollo delle tessere e del sostegno al partito,a Napoli sono andate perse 9 tessere su 10: ad Alessandria il dato non è noto,ma le conseguenze dell’assemblea nazionale si faranno presto sentire;il PD stesso che ormai ha snaturato il suo ruolo originario di partito votato alla lotta alle povertà,alla disoccupazione,allo stato sociale attento ai bisogni dei più deboli,alla democrazia e la pluralismo nel paese e nel partito.

FEDERICO FORNARO AI MICROFONI DI RADIO GOLD ha voluto chiarire che: è una rottura politica, quindi ovviamente con Daniele non c’è nulla di personale.I rapporti di amicizia di stima resteranno, rimaniamo comunque nel centrosinistra. In questi giorni tanti amici e segretari di circolo mi invitato a cambiare idea. Li ringrazio, è stato un gesto di affetto che ho apprezzato ma c’è un momento dove occorre avere il coraggio di fare le cose in cui si crede. Ho sempre detto che il Pd era casa mia ma qualcuno ha cambiato le chiavi di ingresso. Sono venuti al pettine nodi creati da lungo tempo, è emersa una diversità sul modo di intendere la vita di una comunità chiamata partito. Matteo Renzi non ha compreso le ragioni del nostro disagio e ha preferito operare con un modus operandi da capo corrente. Il Pd si è trasformato in un partito personale. Quando, 10 anni fa, era stato fatto uno straordinario sforzo per mettere insieme culture, storie e ambizioni personali diverse non pensavamo certo di arrivare a questo punto. Vogliamo creare il nuovo centrosinistra dopo che Renzi ha cambiato la natura stessa del Pd, rinnegando il suo progetto fondativo.

DANIELE BORIOLI RESTERA’ NEL PD,L’INTERVENTO A DIFESA DELLA SUA SCELTA: è un errore grave, una situazione drammatica per un partito che ha nelle mani molto del futuro dell’Italia e dell’Europa,questa scissione è uno spartiacque che rischia di far precipitare il paese nell’incertezza, in un momento delicato dal punto di vista economico e sociale. Lavorerò fino all’ultimo per cercare di evitarla e per far sì che, tra le forze di centrosinistra, non si crei una deflagrazione anche livello locale vista l’importante partita per il futuro di Alessandria che avrà luogo a breve. Dividermi politicamente da Federico Fornaro mi addolorerebbe molto, e mi auguro che non si perda un  ragionamento comune sul governo locale della città. Io resto nel Pd e lavorerò per costruire condizioni di pluralismo interno, affinché il partito che guardi a temi come il contrasto alle diseguaglianze, al recupero del rapporto con i ceti medi, con le piccole imprese, con quel pezzo di società italiana che da tempo ci ha voltato le spalle, non solo da tre anni. E’ importante costruire una candidatura in grado di tenere in orbita Pd culture e aspirazioni che rischiano di andare altrove. Ritengo che il ministro Andrea Orlando possa essere  un buon interprete di questi sentimenti politici. Ho sostenuto lealmente il governo Renzi, penso sia stato utile per il Paese, ma questa a scissione rende necessaria una linea politica diversa, non in contrasto con quella di Renzi,ma che renda il Pd più plurale e non monolinea.”

Al Senato e alla Camera nasceranno nuovi gruppi parlamentari;Fornaro ha aggiunto : non abbiamo ancora deciso né il nome né i ruoli apicali, a testimonianza del fatto che la scissione non era uno scenario già in previsione come in tanti hanno sostenuto. Io capogruppo? Non lo so ed è l’ultimo dei miei pensieri, non ambisco a questo ruolo. Di solito poi la scelta non cade di certo su chi è al primo mandato come me. La tenuta del Governo Gentiloni? Noi confermeremo la piena fiducia chiedendo che venga data priorità alla lotta alla povertà,  al lavoro e al contrasto alla disoccupazione giovanile, alla scuola e alla legalità. Questi sono per noi i quattro punti fondamentali. Se dipendesse da Renzi, invece, si andrebbe a votare domattina. Se la scissione rischia di indebolire il centrosinistra? C’è stata una scissione silenziosa, quella tra noi e gli elettori. Il nostro obiettivo è ricucire con quel mondo, se ci riusciremo il centrosinistra ne uscirà arricchito e la sinistra riformista avrà più forza.

TORINO.CHIEDO SCUSA,MA IL VIOLENTATORE NON PUO’ ESSERE CONDANNATO

TORINO. LA VIOLENZA SESSUALE NON SEMPRE VIENE PUNITA,IL GIUDICE CHIEDE SCUSA ALLA VITTIMA,E’ PASSATO TROPPO TEMPO E IL REATO E’ PRESCRITTO.

images-93

Il caso emblematico della corte d’Appello di Torino in cui bisogna chiedere scusa alle vittime e al popolo italiano. La giudice della Corte d’Appello,Paola Dezani, ha emesso la sentenza di proscioglimento per il violentatore di una bambina, condannato in primo grado a 12 anni di carcere dal tribunale di Alessandria,per prescrizione dei termini, sono passati 20 anni,troppi,dai fatti contestati.La bambina di 7 anni ha oggi ha 27 anni.
Il processo, iniziato nel 1997, la vedeva parte offesa, la vittima si è rifiutata di presenziare: “Voglio solo dimenticare”. Il procedimento bloccato per nove anni in appello. Il presidente della corte d’Appello Arturo Soprano: “Si deve avere il coraggio di elogiarsi, ma anche quello di ammettere gli errori. Questa è un’ingiustizia per tutti, in cui la vittima è stata violentata due volte, la prima dal suo orco, la seconda dal sistema”.
L’accusa della procura generale,l’avvocato generale Giorgio Vitari: ha espresso lui per primo il rammarico della procura generale per i lunghi tempi trascorsi ,spiega il procuratore generale, Francesco Saluzzo. Il procedimento è oggetto della valutazione mia e del presidente della Corte d’Appello. In primo grado, dal 1997 al 2007,ed  ha atteso nove anni per il secondo.
La storia di violenza sessuale consumata in famiglia,una bambina violentata ripetutamente dal convivente della madre. Trovata per strada e soccorsa in precarie condizioni,in ospedale le avevano riscontrato traumi da abusi e addirittura infezioni sessualmente trasmesse. La madre lavoratrice affidava la bimba al compagno durante i turni di lavoro.
La procura di Alessandria avvia la procedura con l’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale.L’udienza preliminare termina con l’archiviazione di parte delle accuse e la condanna per i maltrattamenti. Il giudice dispone l’invio degli atti in procura per procedere per violenza sessuale. Sono trascorsi anni,l’inchiesta torna in primo grado e solo un anno dopo viene emessa la condanna: 12 anni di carcere.
Da Alessandria gli atti passano a Torino per il secondo grado. Il procedimento viene bloccato per nove anni prima di essere fissato. Il presidente della corte d’Appello,Arturo Soprano,nel 2016 allarmato per l’eccessiva lentezza di troppi procedimenti,cambia l’assegnazione dei fascicoli.Il presidente,Soprano spiega: “ho tolto dalla seconda sezione della corte d’Appello circa mille processi, tra cui questo, e li ho ridistribuiti su altre tre sezioni. Ognuna ha avuto circa 300 processi tutti del 2006, 2007 e del 2011. Rappresentavano il cronico arretrato che si era accumulato”. Alla sezione è toccato il caso iniziato nel 1997,ma lo ha tenuto fermo ancora un anno.L’udienza di ieri era solo per stabilire l’intervenuta la prescrizione.
L’errore ha allungato la catena di intoppi giudiziari. La contestazione di una recidiva all’imputato,inesistente, avrebbe reso ulteriormente emettere una possibile condanna. I giudici, dopo le scuse della procura generale, si sono chiusi a lungo in camera di consiglio per emettere il verdetto,ma ha vinto il tempo.
Il ministro della Giustizia,Andrea Orlando,ha inviato gli ispettori di via Arenula per gli accertamenti in merito al processo caduto in prescrizione.

ROMA.SCANDALO DERIVATI,AFFAIR ALTA VELOCITA’,,IL BUCO NERO DELL’ISPA E I PROFITTI MILIARDARI DELLE BANCHE

Nel numero scorso di l’Espresso sono stati rivelati i contratti segreti in cui l’Italia sta perdendo una montagna di soldi dovuta alla finanza creativa di Tremonti.Governo e banche taciono e l’Italia affoga nei debiti. che stanno seppellendo l’Italia sotto un mare di debiti.

Il Tesoro ha iniziato a diffondere dati sui prodotti derivati,incalzato dall’opinione pubblica,che costano agli italiani miliardi di euro.Il tesoro,nel rapporto annuale dei tecnici del ministro Padoan,rivela che il Tesoro sta perdendo 1,3 miliardi di euro l’anno,ma pochi finora hanno potuto approfondire l’argomento. L’aggiornamento è fermo al 2015. I dati resi pubblici sono,però ben poca cosa se si analizza la voragine  che potrebbe aprirsi a causa dei contratti sottoscritti dal governo, che ammonterebbe a 36,6 miliardi. I derivati, ex Ispa,spiegati superficialmente nel rapporto annuale  nascondono  una vicenda,poco conosciuta,fatta di contratti firmati dal Tesoro,ministro Giulio Tremonti, con Morgan Stanley,che l’Espresso ha pubblicato in esclusiva la scorsa settimana. La Morgan Stanley era parte di un pool di banche inserite nell’operazione voluta da Giulio Tremonti, l’ex ministro dell’Economia dei governi di Silvio Berlusconi, dal nome“Ispa”;la società creata nel 2002,”infrastrutture Spa,che nei programmi di Tremonti avrebbe dovuto finanziare la costruzione dell’Alta Velocità fra Torino e Napoli

Il ministro aveva varato diversi progetti innovativi,o forse solo creativi. L’Ispa controllata dalla cassa depositi e prestiti è dotata di un suo patrimonio, forte del patrimonio che porta in dote, realizza un piano di finanziamento,sul mercato,per prestare 25 miliardi di euro al progetto dell’Alta Velocità,non manca contemporaneamente di sottoscrivere con alcune banche d’affari una montagna di derivati,e finirà per perdere un sacco di quattrini.

L’Ispa e la controllante Cassa Depositi dovranno accollarsi la fetta più consistente delle perdite,per meglio dire direttamente lo Stato italiano.

La costruzione dei binari per i Frecciarossa hanno un impatto minimo sui costi dell’intera operazione. L’operazione si rivela come un modo per spostare fuori dai conti pubblici,quelli rilevanti dalle regole europee,i debiti fatti per realizzare le opere.I lavori per la realizzazione di viadotti e scavare tunnel sono a carico di altri soggetti, mentre Infrastrutture Spa,deve occuparsi di trovare i soldi necessari. Morgan Stanley con due banche svizzere,l’UBS e Mediocredito Centrale ,entrano in gioco nel 2003, partecipando  al progetto di un piano di finanziamento da 25 miliardi di euro.

La Corte dei Conti, in una relazione redatta in seguito, conterà ben undici drivati, per un valore nominale di 5 miliardi di euro. Datati 2005,per alcuni contratti è previsto l’inizio  dei flussi di pagamento molti anni più tardi,nel 2026. Morgan Stanley,cinque contratti, Lehman Brothers e Ubs con due e da J.P.Morgan e Ubs con uno.

La Corte dei Conti ha stabilito che,Tremonti e Siniscalco(successore di Tremonti per pochi mesi), nei pochi anni in cui sono rimasti in carico alla società controllata dalla Cassa Depositi i prodotti siano costati alla società interessi negativi per 126 milioni di euro. Nel 2006, il governo di Romano Prodi smantella Ispa, trasferendo i debiti della società direttamente al Tesoro. L’operazione voluta dal numero uno delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti,che sostiene sia a rischio fallimento il gruppo ferroviario: “i canoni pagati da Trenitalia e dalle altre compagnie di trasporto per l’utilizzo della Rete ferroviaria erano infatti congelati presso Ispa, che li utilizzava come leva per indebitarsi”. “Moretti vuole rientrare in possesso di quella liquidità, e nella finanziaria per il 2007 il governo toglie di mezzo Ispa”.

download-93download-94
La defunta Infrastrutture Spa con i derivati fatti con Morgan Stanley stavano causando il maggior esborso in termini d’interessi. Il trasferimento al Tesoro peggiora la situazione. Il contratto fra la banca e Ispa non prevedeva la clausola presente invece nell’accordo quadro che all’epoca regolava tutti i derivati sottoscritti con Morgan Stanley dal Tesoro.Il“master agreement” del 1994, i cui contenuti sono stati rivelati dall’Espresso nel numero di domenica scorsa.

La clausola prevede che l’istituto di credito,New Yorckese, ha la facoltà di chiudere tutti i contratti in essere con il governo italiano, se il valore di mercato complessivo degli stessi supera la soglia di 50 milioni di dollari. Nel 2007 la quota di 50 milioni è stata superata,Morgan Stanley è nelle condizioni di esigere la chiusura anticipata dei contratti, la scadenza naturale sarebbe stata prevista dopo trent’anni,incassando il valore di mercato. I derivati ex Ispa trasferiti al Tesoro e con il trasferimento anche la clausola contestata viene trasportata.

Nel 2007 i dirigenti del Tesoro si accorgono dell’esistenza di quel codicillo presente negli accordi del 1994:”Ci siamo accorti della clausola quando abbiamo trasferito le posizioni ex Ispa nel nostro portafoglio. Personalmente non avevo conoscenza del fatto”,così ha detto la responsabile della direzione debito pubblico del Tesoro, Maria Cannata, durante una testimonianza, i cui contenuti sono citati dal perito incaricato dalla procura di Roma di esaminare i contratti, Ugo Pomante.

La perizia,per un’indagine giudiziaria chiusa con l’archiviazione, Pomante critica la mancata gestione del problema rappresentato dalla soglia di 50 milioni di dollari. La sottoscrizione di strumenti finanziari come i derivati, per la loro portata speculativa e per i rischi connessi sono fuori da ogni logica che uno stato possa contemplare. I contratti ex Ispa,non preoccupano i dirigenti del Tesoro neppure dopo aver superato il livello critico, condizione in cui Morgan Stanley può passare all’incasso: “C’è sempre stata la convinzione che la clausola non era da esercitarsi,si era convinti e certi che la stessa non sarebbe mai stata attivata”, dichiarerà Maria Cannata nella testimonianza.

Nel 2011, la banca americana comunica di voler chiudere i contratti e esige il pagamento di 3,1 miliardi di euro, pagato dal governo Monti all’inizio del 2012,appena  insediato e alle prese con la crisi finanziaria. La richiesta di pagamento avviene quando il valore di mercato dei derivati è di 3,5 miliardi di dollari, settanta volte la soglia che le dava la possibilità di esercitare la clausola. Chiuso anche uno degli “Interest rate swap” ereditati da Ispa. Il contratto, del 2005 prevedeva che, per un periodo di vent’anni, fino al 2026, la società a controllo pubblico pagasse una somma annuale pari al 5,48 per cento su un valore nominale di 1 miliardo di euro,54,8 milioni. Morgan Stanley le avrebbe versato una somma pari al tasso di mercato Euribor, maggiorato dello 0,235 per cento.

Identiche le condizioni trasferite nel contratto, firmato l’11 luglio 2007, quando il Tesoro subentra a Ispa. Cambiano la clausola di chiusura anticipata che Morgan si ritrova in mano. Per incassare i profitti generati dall’operazione avrebbe dovuto aspettare anno fino al 2026,e anno dopo anno affluissero gli interessi pagati dal Tesoro. Ora,come fa alla fine del 2011,può  costringere il governo italiano,per quel singolo Interest rate swap che proviene dall’Ispa,a sborsare sull’unghia 305,9 milioni.

Trecento  milioni eredità della finanza creativa dei primi anni Duemila. Purtroppo, però, non è finita qui. Le perdite potenziali sono ancora pari a 1,3 miliardi di euro. A scadenza il governo dovrà sborsare interessi netti per 1,3 miliardi di euro. Quando finirà non si sa,il Tesoro non ha mai comunicato quali dei contratti originali con Lehman Brothers, Ubs, Depfa, J.P. Morgan e di quelli con Morgan Stanley sono effettivamente terminati o ristrutturati. I vecchi contratti dovrebbero scadere nel 2045, quando i Frecciarossa avranno corso sui binari da quasi quarant’anni.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: