Mese: febbraio 2017

WASHINGTON. TRUMP MINACCIA L’INVIO DI TRUPPE IN MESSICO.

 

NEW YORK,L’ultima follia di  Donald Trump in ordine di tempo e’ la minaccia rivolta al presidente messicano Enrique Pena Nieto: l’invio di truppe americane in territorio messicano se il suo governo non fermerà quelli che ha definito i ‘bad hombres’.    La minaccia emergerebbe da una trascrizione della telefonata tra i due leader venerdi’ scorso, a seguito del decreto della Casa Bianca per la costruzione del muro tra gli Usa e il Messico. Non viene specificato chi siano i’bad hombres’ e nel docemento non e’ contenuta neppure la risposta del presidente messicano. Trump avrebbe detto a Nieto che:”Avete un sacco di ‘bad hombres’,persone cattive,laggiù”,”Non state facendo abbastanza per fermarli. Penso che i vostri soldati abbiano paura. I nostri no, potrei inviarli laggiu’ per occuparsi della questione”.La Casa Bianca per ora non ha commentato la notizia,ma sicuramente e’ l’ennesima tegola che rischia di cadere sulla testa di Trump a pochi giorni dal suo insediamento. Il governo messicano ha liquidato il documento come un resoconto non accurato.

ASTI.FABRIZIO BRIGNOLO LASCIA E CANDIDA ANGELA MOTTA:E’ LEI LA PIU’ FORTE.

RENZI HA APPENA FINITO IL SUO INTERVENTO,SALTA GIU’ DAL PALCO PER INCONTRARE GLI AMMINISTRATORI LOCALI E INCROCIA FABRIZIO BRIGNOLO,BRACCIO SULLA DI ANGELA MOTTA.

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Angela al segretario avrebbe detto volentieri  di essere pronta per correre alle politiche.- Il silenzio sembrava essere interminabile, Fabrizio,sindaco della città del palio, è pronto per il gran rifiuto;la consigliera regionale;Angela Motta,al suo terzo mandato a Palazzo Lascris,correrà per la carica di primo cittadino.Incoronata dalla segreteria provinciale del Pd all’unanimità. Angela si è presa ancora qualche giorno per capire quali e quante sono le alleanze su cui poter contare: i Moderati,il leader Mimmo Portas ha sempre detto che solo se c’è la Motta noi ci siamo,l’incognita  dell’Udc ,la stessa candidata ha ribadito: se si potrà allargare il cerchio. Angela Motta,senza rinunciare alla possibile candidatura a sindaco,senza disdegnare una possibile candidatura alla Camera nel collegio di Alessandria-Asti. Le possibilità sono molto ridotte,per la contemporanea candidatura dei potenti concorrenti mandrogni. La candidatura a sindaco di Angela analizzando le probabilità di vittoria sul candidato del centrodestra, Maurizio Rasero.  Per Angela potrebbe profilarsi la possibilità di sfilarsi dalle pressioni del partito e dal segretario regionale Davide Gariglio che dopo Cuneo non può permettersi un sconfitta ad Asti; per Angela Motta potrebbe rappresentare il rischio di rimanere col cerino acceso tra le dita se dovesse passare la norma,su cui si ragiona nel Pd,  per impedire la candidatura alle politiche dei consiglieri regionali. Angela è più forte di Brignolo, come questi ha ammesso al leader del Pd, ma il sindaco uscente non può  passare i prossimi mesi soltanto a sostenere colei che nelle aspirazioni del Pd dovrebbe sostituirlo a palazzo civico. L’obiettivo di Fabrizio sembra essere lo stesso cui la Motta si appresta a dover rinunciare. Un posto in Parlamento.

I Rumors in riva al Tanaro sussurrano di Brignolo fiducioso nel suo link con Renzi per ottenere il posto da capolista,la blindatura per la sua possibile elezione in parlamento. Il privilegio di non doversela conquistare con le preferenze.Non erano complimenti quelli che sabato Fabrizio ha fatto ad Angela:“lei è più forte di me” corra a carica di sindaco per prendere i voti,mentre io cerco di garantirmi il posto a Montecitorio. La candidatura blindata a molti pare una forzatura  e soprattutto una bomba pronta a deflagrare nel partito, che a causa della riduzione dei seggi prevista lascerà a casa molti degli uscenti. Immaginiamo le reazioni di chi tra gli attuali parlamentari si vedesse costretto a cercare le preferenze  mentre un sindaco che ha rinunciato a ricandidarsi avrebbe la strada spianata .

CHIETI.GIUSTIZIA FAI DA TE,UCCIDE L’INVESTITORE DELLA MOGLIE E SI COSTITUISCE.

VASTO – la morte della moglie lo aveva scosso e per mesi ha chiesto giustizia,aveva aspettato la risposta delle indagini, un colpevole.Fabio Di Lello,incapace di razionalizzare l’evento drammatico di cui è stata vittima la moglie  ha deciso di agire di farsi giustizia da solo.A  Vasto ha aspettato che Italo D’Elisa, il ventenne che aveva investito sua moglie,Roberta Smargiassi,uscisse dal bar ‘Drink Water’, in via Perth e dopo avergli rivolto la parola, ha estratto la pistola uccidendolo con tre colpi all’addome.
I carabinieri di Vasto, provincia di Chieti, hanno cercato invano Di Lello che,però alcune ore dopo aver abbandonato la pistola,in una busta di plastica sulla tomba della moglie,si è costituito nel tardo pomeriggio. In caserma, guardato a vista,è in stato di fermo assistito dagli avvocati Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni.

Vasto, spara al giovane che investì la moglie: lascia pistola sulla tomba e si costituisce

Le ferite erano troppo profonde,la morta sopraggiunta pochi minuti dopo il ricovero in ospedale,a 34 anni,sposata da poco con il calciatore Fabio Di Lello, atleta del San Salvo e del Cupello. I cittadini a seguito dell’episodio avevano chiesto giustizia,mentre la magistratura di Vasto aveva aperto un fascicolo per omicidio stradale. Le telecamere della videosorveglianza avrebbero dovuto chiarire le responsabilità e l’indagine era stata chiusa a fine novembre.

Vasto, spara al giovane che investì la moglie: lascia pistola sulla tomba e si costituisce

Fabio Di Lello sportivo abruzzese molto conosciuto a Vasto e nel mondo sportivo,calciatore dilettante fino agli inizi del 2000. Su Facebook, le foto sue  e moglie con la scritta ‘Giustizia per Roberta’; l’immagine di copertina del film Il gladiatore, la storia di Massimo Decimo Meridio che, tornato dalla guerra, scopre la sua famiglia massacrata per vendetta.
La rete ha avuto ancora una volta un ruolo determinante per l’epilogo della vicenda;la rete aveva innescato un clima d’odio nei confronti di D’Elisa.Non mi parlate di Internet perché sono assolutamente contrario a tutte queste forme di comunicazione. Vedo una gioventù malsana che non parla più e si affida a questi commenti spregiudicati. Sono forme di violenze anche quelle. Sono veramente stufo di queste comunicazioni in rete dove cova l’odio.C’è stata una campagna di odio da parte dei familiari di questa ragazza. Ora ne vediamo le conseguenze. Vedevamo manifesti dappertutto. Continui incitamenti anche su internet a fare giustizia. Alla fine c’è stato chi l’ha fatta. Si è fatto giustizia da sé. Tra l’altro dopo tempo, quindi una premeditazione. A parlare è l’avvocato Pompeo Del Re,rappresentante della famiglia D’Elisa . “Il percorso della giustizia stava andando avanti. Italo D’Elisa sarebbe dovuto comparire nei prossimi giorni davanti al gup. C’era stata notificata la fissazione di udienza preliminare, nel corso della quale si sarebbe dovuto decidere se disporre o meno il rinvio a giudizio. Ma a quanto pare Italo è stato seguito, sono stati seguiti i suoi spostamenti e alla fine è stato ucciso. Sono stati esplosi più colpi di proiettile. È chiaro l’intento e la premeditazione da quanto si era verificato l’incidente.

ROMA. PARTITO DEMOCRATICO,MINORANZA DEM AI FERRI CORTI CON RENZI. NASCE IL NUOVO ULIVO.

NON C’E’ PACE NEL PARTITO DEMOCRATICO,LA MINORANZA MINACCIA LA SCISSIONE E LA CREAZIONE DEL NUOVO ULIVO PLURALE E DEMOCRATICO.

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Pierluigi Bersani in un intervista al Huffington post non si è risparmiato:”Se Renzi forza, rifiutando il Congresso e una qualunque altra forma di confronto e di contendibilità della linea politica e della leadership per andare al voto, è finito il Pd. E non nasce la cosa 3 di D’Alema, di Bersani o di altri, ma un soggetto ulivista, largo plurale, democratico”.

Bersani,ma non solo chiedono a gran voce il congresso per discutere come andare al voto. Il Pd,che con Renzi aveva conosciuto quella fase personalistica,che tanto ci ha ricordato Berlusconi,del partito,in cui la minoranza è stata trattata come il nemico da abbattere,si è aperta una enorme questione democratica.Le amministrative hanno punito il governo prima dei sindaci e le sconfitte di Roma e Torino sono una ferita ancora aperta.La botta del referendum doveva rappresentare la svolta nei rapporti nel PD ed invece si è detto ‘avanti così’.La corte boccia l’impianto dell’Italicum,ma dalla segreteria si dice ‘avanti così’.La domanda che da più parti si pone è:  “come si può pretendere da chi non è stato d’accordo su scuola, lavoro, eccetera,andare a fare in giro i comizi dicendo, votateci che non è successo niente? Direi che dobbiamo parlare di una cosetta che si chiama Italia, o no?”.
Bersani continua:”Vorrei avere una risposta politica. A partire da questa vicenda della legge elettorale. Siamo passati in poche settimane da un sistema che era il record mondiale del maggioritario a un iper-proporzionale senza bussola, senza discutere”.Se si estende la legge elettorale della Camera al Senato si ha una legge che garantisce l’ingovernabilità che rende necessario un accordo con Berlusconi e neanche basta”.
Per Bersani è inaccettabile la frase di Renzi sui vitalizi dei parlamentari.”Vanno tolti i capilista bloccati che portano a una Camera formata per il 70 per cento di nominati. E considero una provocazione allargare al Senato questo scempio. Possiamo discutere o no? E per favore: evitiamo le volgarità dei discorsi sulle seggiole. Io, Speranza, altri abbiamo dimostrato che noi ai posti semmai rinunciamo, in nome delle battaglie sui principi. È offensivo dire che vuole posti chi sta dicendo che bisogna abolire l’aberrazione dei nominati”.
La battuta di Renzi sui vitalizi hanno irritato i parlamentari emiliano-romagnoli della sinistra del partito. Marilena Fabbri è rimasta allibita dal dover sentire parole non vere e populiste dal mio segretario. I vitalizi non esistono più dal 2012 per i nuovi parlamentari,esistono contributi pensionistici, che nel privato se non sufficienti a raggiungere i contributi minimi possono essere integrati dall’interessato a proprie spese, per i parlamentari sono persi.

Il Transatlantico è ancora più sarcastico:”Non può trattare il Parlamento come una zavorra”. L’imbarazzo è generale e coinvolge anche anche i fedelissimi di Renzi,che hanno invitato il segretario a non dividere il PD. La battaglia interna al PD è da più parti si vocifera che se Renzi vuole elezioni anticipate deve passare per il partito.Intanto tre deputati verseranno le loro quote a ‘Consenso’, la nuova creatura di Massimo D’Alema. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano ha iniziato a reclutare parlamentari per infoltire le truppe. I dem si riuniranno l’8 febbraio per discutere di legge elettorale. La linea di Renzi è quella di andare avanti con l’estensione dell’Italicum anche al Senato. Franceschini e Orlando non sono particolarmente contrari a questa ipotesi,se rappresenta un tentativo serio di armonizzare le due leggi elettorali.
L’accelerazione per il ritorno anticipato alle urne non è piaciuta ai deputati e senatori e la polemica sui vitalizi ha fatto la sua parte. Anna Ascani, parlamentare Pd di prima nomina e renziana,senza mezzi termini bolla l’uscita del segretario sui vitalizi dei parlamentari come una stupidata populista e strumentale che non le è piaciuta e su Facebook attacca: “Io non ho e non avrò alcun vitalizio, anche se si dovesse votare tra sette anni”.

L’idea di Bersani è quella di costituire un nuovo elemento politico,da Michele Emiliano alla presidente della Camera Laura Boldrini passando per l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. La direzione è fissata per il 13 febbraio,ma i bersaniani in mancanza di risposte da parte della maggioranza ,su capilista bloccati e congresso, diserteranno l’appuntamento. La strategia di Renzi per il voto anticipato a giugno potrebbe contribuire a alzare il livello dello scontro con la preparazione di una convention per buttare le basi di un’alternativa al renzismo.

Lega, Movimento 5 stelle e Fratelli d’Italia, attendono di capire se Renzi fa sul serio, l’ufficio di presidenza di Montecitorio dovrebbe dare il via libera alla discussione della legge elettorale in Commissione. . Intanto il presidente Napolitano si schiera contro il voto anticipato:”Nei Paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno. In Italia c’è stato un abuso del ricorso alle elezioni anticipate”.
Il monito di Napolitano è arrivato all’indomani del patto PD,M5S e lega per accelerare le modifiche della legge elettorale del Senato, uniformandola a quella della Camera.

Nella maggioranza e nell’opposizione interna al PD,nelle scorse settimane,con il leader della sinistra interna,Roberto Speranza,si sono espresse contro la corsa al voto. Speranza in una dichiarazione:”Noi siamo contro i capilista bloccati. E che facciamo, li mettiamo anche al Senato? No, non ci siamo davvero…”.

Il leader di Ncd Angelino Alfano ha espresso: “grande preoccupazione su una corsa verso il voto mentre il Paese è attanagliato da mille problemi, alcuni dei quali chiedono urgente soluzione come il terremoto, le banche e l’Europa”.

Il leader della Lega,Matteo Salvini, su Facebook attacca: “Nei Paesi civili chi tradisce il proprio popolo viene processato, non viene mantenuto a vita come parlamentare, presidente e senatore”.

Si apprende da fonti del Senato che il presidente emerito ha ricevuto una telefonata di solidarietà da parte del capo dello Stato, Sergio Mattarella.

ALESSANDRIA.PARCHEGGIARE L’AUTO SUL MARCIAPIEDI? SI,MA SOLO DA MEZZANOTTE ALLE SEI DEL MATTINO SE C’E’ IL LAVAGGIO STRADE.

In materia di codice della strada, il comune di Alessandria nel 2009,inserì una ordinanza in cui,in deroga al codice della strada e al buon senso,si diceva che le automobili potevano posteggiare sui marciapiedi dalle 24 alle 6 del mattino,quando nelle notti dedicate al lavaggio strade ed anche auto potremmo dire.Ma si sa  le norme non sono derogabili se non in presenza di casi e situazioni eccezionali,(individuate e circoscritte nel tempo),di emergenza.Il lavaggio delle strade è una attività programmata nel tempo,quindi non un fatto eccezionale,ma la giunta dell’epoca derogò al codice motivandola con la difficoltà di trovare parcheggio,di notte,la difficoltà di spostare l’auto nelle ore in cui le strade sono impegnate dal lavaggio,per motivi di sicurezza perchè di notte il traffico pedonale è scarso e affrontare lunghi tragitti poteva diventare pericoloso,insomma Alessandria come  il Bronx.

L’ordinanza del 2009, firmata dal comandante dei vigili urbani,oggi, è prepotentemente tornata alla ribalta delle cronache a seguito della richiesta  di un cittadino sulla pagina Facebook del Comune: C’è qualche ordinanza comunale che autorizza a infrangere il CdS?

In caso di esito positivo vorrei sapere quale prima di denunciare i vigili urbani per omissione delle infrazioni stradali,allegate alla richiesta tre foto di altrettante auto posteggiate sui marciapiedi. Il Comune,in risposta al cittadino,cita l’ordinanza del 2009 tuttora in vigore:”la sosta è consentita sui marciapiedi dall’11 gennaio del 2010 considerando che nelle strade dove c’è il lavaggio le auto devono essere spostate,spesso non sapendo dove; rendendosi necessaria tutelare la sicurezza dei conducenti, evitando loro lunghi tragitti a piedi in ore notturne e inoltre che, sempre nelle ore notturne, il traffico pedonale risulta normalmente assai scarso, se non praticamente assente è consentita la sosta sui marciapiedi rialzati a condizione che rimanga libera una porzione dei medesimi idonea al transito di pedoni, senza arrecare intralcio agli accessi pedonali e carrai degli edifici, nonché agli esercizi commerciali.

La sostenibilità giuridica dell’ordinanza solleva non pochi  dubbi e a ben vedere non so quanti metterebbero la mano sul fuoco,ma gli automobilisti possono stare tranquilli e continuare a parcheggiare sui marciapiedi,negli spazi e nelle ore previste, a condizione che alle 06,01 spostino l’auto prima dell’arrivo del carro attrezzi che potrebbe provvedere alla rimozione forzata essendo di nuovo rientrato in vigore il codice della strada.

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