LECCE. LE FEDI DELLA DISPERAZIONE,NON RIUSCIAMO A MANTENERE I NOSTRI FIGLI.

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LECCE. Le bollette da pagare,dare da mangiare ai loro tre figli, così una coppia di coniugi descrivono la loro vita quotidiana. Hanno dovuto vendere le fedi nuziali per 250 euro ad un compra oro. La coppia di Lecce, 49 anni lui e 47 lei, sposati da 30 e da 4 anni a lottare contro la mancanza di lavoro.L’uomo lavorava in un laboratorio di marmi,qualche anno fa ha licenziato tutti i dipendenti.L’uomo racconta che da allora faccio di tutto:il giardiniere, il traslocatore e lavori di piccole riparazioni. La moglie non è più fortunata:collaboratrice domestica di una persona anziana che è da poco deceduta; perso il lavoro si barcamena con lavoretti a ore.

Per mantenere i tre figli,26, 20 e 10 anni, gli sforzi sono sovra umani. I due in età da lavoro cercano di guadagnare i soldi per aiutare la famiglia, ma trovare lavoro è un’utopia e i lavori occasionali nei pub dove saltuariamente fanno qualche serata sembrano una fortuna. Il pronto soccorso dei poveri si sta occupando del caso caso. L’associazione si occupa di persone in difficoltà,ha lanciato una raccolta di alimenti. Il padre dei tre ragazzi racconta:Ci hanno portato pane e pasta almeno avremo qualcosa da mettere in tavola nei prossimi giorni.

Le bollette da pagare,però si accumulano e per quelli ci vogliono i soldi.L’energia elettrica staccata diverse volte e il gas, è più difficile da far riallacciare se viene interrotto. Il motivo per cui la coppia ha deciso di portare le fedi a un compro oro. In cambio di 250 euro che sono immediatamente spariti  per eseguire il bonifico alla società del gas,la spesa e un pantalone per il bambino e poi più nulla,soldi e fedi spariti in un lampo.il bambino di 10 anni ha preferito non andare a scuola nei giorni di carnevale per evitare di essere l’unico della classe sprovvisto di costume. Il governo,le autorità,il parlamento e gli enti locali dovrebbero farsi carico di situazioni limite come questa di Lecce e di altre di cui non conosciamo l’esistenza se non quando ci troviamo di fronte alla disperazione che si consuma con gesti estremi.

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