ASTI.IL TRIBUNALE DEL RIESAME ANNULLA GLI ARRESTI PER L’OMICIDIO DI FRANCESCO INDINO: NON C’E’ IL MOVENTE.

download-61

Il tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare eseguita il 3 febbraio per l’omicidio del camionista Francesco Indino, 52 anni, il 25 giugno 2015 in Campo del Palio.Massimo Blandini, 44 anni, imprenditore astigiano di origine catanese, considerato il mandante del delitto, i presunti sicari Afrim «Mimmo» Jahja, 39 e Alban Hila, 46 e Stefano Bagnasco, 56, il datore di lavoro della vittima ritenuto dal gip di Asti Alberto Giannone, concorrente nell’omicidio premeditato sono stati scarcerati ieri nel pomeriggio. I magistrati del Riesame di Torino presieduti da Daniela Colpo, con giudice relatore Marta Sterpos, hanno emesso l’ordinanza di annullamento e rimesso tutti in libertà per carenza dei gravi indizi di colpevolezza. Calogero Milioto è l’unico a restare in carcere perchè detenuto per un reato diverso,avrebbe partecipato ad una rapina in abitazione a Ivrea.

Il tribunale del riesame ha ritenuto insussistente il movente dell’omicidio, un debito di 19.000 euro. Per il reparto di polizia del commissario Loris Petrillo: Bagnasco pare avesse ingannato Blandini sull’identità del debitore, indicando Indino come titolare del banco ambulante e indirizzando contro il camionista i presunti sicari dell’imprenditore catanese. L’avvocato Alberto Avidano,legale di Bagnasco ha detto: “Una follia, non c’erano elementi di questo tipo. Le indagini della questura mi sono immediatamente apparse lacunose, con una teoria di fondo del tutto illogica. Attendiamo di leggere le motivazioni ma posso già dire che è stata fatta giustizia”.Gli avvocati Roberto  Caranzano e Claudio Maranzano: “Siamo molto soddisfatti dell’esito del Riesame, contro Blandini c’è niente, ha trascorso 20 giorni in carcere senza uno straccio di indizio a suo carico e questa vicenda lo ha anche danneggiato come imprenditore”.

 

Gli avvocati Maurizio Latina e Aldo Mirate hanno smontato le intercettazioni ambientali nel magazzino dell’Ortofrutta Stella dei tre presunti sicari Hila, Jahja e Milioto, che erano alla base dell’ordinanza di custodia. Il colloquio registrato con una microspia il 14 agosto 2015 nel quale Jahja, Milioto e una terza persona non identificata descriverebbero l’omicidio. Mimmo: “Aveva i… spetta oh e stava pum…un colpo secco..cosa ha fatto..ha parato contro il…con i pollici…ha messo sotto…con i piedi gliel’ha dato il…(incomprensibile)…pum…a terra, ha cominciato, si voleva alzare..l’han bloccato…pum». Sconosciuto: “L’han trovato morto?”. Calogero: “L’han trovato morto lì”. Mimmo: “Bello eh, forza Calo’”.

L’avvocato La Matina ha depositato al Riesame il passaporto di Jahja, con i timbri della frontiera: Mimmo il 14 agosto era in vacanza in Albania, non poteva essere lui a parlare nel magazzino di Asti. Non solo: la frase «forza Calò» è sbagliata, la vera affermazione pronunciata dall’uomo non identificato sarebbe «scusa Calò».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...