ROMA. ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PD,IL CAPOLINEA E’ DIETRO L’ANGOLO ED ANCHE LA SCISSIONE

Roma. Due giorni di puro delirio nel PD. Da una parte Matteo Renzi,dopo le batoste elettorali delle amministrative e la sua riforma della Costituzione bocciata a grande maggioranza con il referendum Costituzionale,torna in scena,quella che non ha mai abbandonato,presentando le dimissioni e dando il via di fatto al congresso del PD da tenere probabilmente a Marzo a Torino.

L’Assemblea Nazionale del Pd ha preso atto delle dimissioni di Matteo Renzi e  non essendo state respinte, né eletto un nuovo segretario, per Statuto si apre la fase congressuale.Martedì la Direzione nominerà la commissione congressuale che dovrà gestire la fase congressuale.

Bersani non ha accettato la relazione di Renzi alzando un muro e  facendo capire che non esistono più margini per evitare la scissione.Quello che ancora non è chiaro è quando e come verrà consumata.in dubbbio anche il numero di parlamentari che lasceranno il PD per aderire alla nuova forza politica.

Michele Emiliano si è mosso su posizioni diverse da quelle di Bersani e Enrico Rossi. La commissione congressuale potrebbe approvare una serie di regole congressuali da consentirgli di rimanere nel partito. In tal caso si creerebbe una scissione nella scissione e  una divisione fra gli animatori della manifestazione del teatro Vittoria.

La giornata odierna è stata scandita dagli appelli dei vecchi,Fassino,Marini e Veltroni. Il ritorno sulle scene del PD di Veltroni è stato politicamente molto significativo e particolarmente ben accolto. Il sostegno a  Renzi arriva dai vecchi leader più che dai renziani della prima ora. Orlando,Franceschini,Teresa Bellanova, Giacomelli e Martina,ministri e uomini di governo hanno tentato di creare ponti fra Renzi e la minoranza, nel nome dell’unità del partito e per la preoccupazione per la tenuta dell’esecutivo,che sicuramente uscirebbe indebolito da una scissione.

Domani riunione della minoranza per decidere il destino del PD, martedì la Direzione per la nomina della commissione congressuale.Matteo renzi sarà comunque candidato a segretario del PD ed è l’unica cosa certa in questa palude di malumori,discordie e sconfitte personali e politiche.

 

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