GENOVA. STUDENTE DI LAVAGNA SUICIDA DOPO UNA PERQUISIZIONE IN CASA.

Lavagna . la tragedia improvvisa di un ragazzino di 15 anni ripropone in chiave drammatica il tema del’uso di droghe leggere,la tragedia sta suscitando numerose  polemiche.

Il dramma inizia a scuola dove durante una perquisizione,con cani anti-droga, gli agenti della Guardia di Finanza trovano nello zainetto del ragazzo alcuni grammi di “fumo”;decidono di perquisire anche l’abitazione del ragazzo, pomeriggio una pattuglia si è presentata a casa della famiglia di Lavagna, con l’ordine di eseguire una perquisizione. Fermato al liceo,il ragazzo sarebbe stato trovato con un pezzo di hashish nei pantaloni,che ha condotto i finanzieri a casa del ragazzo e al recupero di un piccola quantità di droga leggera,che lo stesso sarebbe consegnato ai finanzieri. La pur piccola quantità di fumo ha scatenato un dramma per il ragazzo,incapace di reagire davanti alla situazione imbarazzante,ha deciso di uscirne nel modo più sconvolgente che possa avergli attraversato per la mente,gettandosi dal terzo piano della palazzina in cui viveva con i genitori.

Nessuno pare essersi reso conto delle intenzioni del ragazzo e nessuno è intervento per bloccarlo; immediatamente soccorso dai genitori e dai finanzieri presenti alla perquisizione è affidato ai medici del 118  per il trasferimento nell’ospedale di Cogorno, dove era atteso da un elicottero per il trasportato nella sala di rianimazione dell’ospedale San Martino di Genova. La morte è sopraggiunta in ambulanza. La magistratura ha avviato un indagine per stabilire se ci sono state responsabilità e negligenze e per ricostruire in ogni dettaglio i contorni della tragedia.

La Guardia di finanza ha confermato la dinamica del fatti, precisando che il ragazzo era incensurato e che lui stesso aveva confessato di conservare un pezzo di hashish a casa e non nulla da nascondere.

Il suicidio ha scatenato una serie di commenti e polemiche;  il senatore del Pd Luigi Manconi: “Chi glielo spiega ora, ai genitori del giovane di Lavagna, cui erano stati sequestrati dieci grammi di hashish, che la normativa sulle sostanze stupefacenti mira a tutelare la salute e l’integrità fisica e psichica dei giovani? Legalizzare i derivati della cannabis”.

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea commenta:”La vicenda deve far riflettere. Il proibizionismo, le leggi che penalizzano e criminalizzano i consumatori, un approccio sempre e solo ideologico al tema del consumo di sostanze, l’assenza e il continuo rinvio di una legge per liberalizzare la cannabis, sono alla base di tragedie di questo tipo. Il governo cancelli tutte le politiche proibizioniste, si tolgano anche le sanzioni amministrative per i consumatori, la liberalizzazione delle droghe leggere e legalizzazione del complesso delle sostanze sono la via da seguire nonchè i primi ed unici passi per contrastare le narcomafie. Le nostre condoglianze alla famiglia del ragazzo”.

Riccardo Magi e Antonella Soldo,radicali italiani:”Sul suicidio del giovane di Lavagna andrà fatta piena chiarezza. La prima ricostruzione dei fatti  lascia supporre che siamo davanti a una nuova vita spezzata dalle politiche proibizioniste, che in questi decenni non hanno inciso sulla diffusione e il consumo di droghe, ma hanno invece rovinato e rovinano l’esistenza di tantissimi cittadini, per lo più giovani o giovanissimi, come il protagonista di quest’ultima tragica vicenda. È ora che il legislatore apra finalmente gli occhi e si decida ad approvare una riforma antiproibizionista come quella che come Radicali abbiamo proposto con la legge popolare per la cannabis legale e la decriminalizzazione dell’uso di tutte le sostanze depositata alla camera con le firme di 68 mila cittadini. Radicali Italiani continuerà a battersi per questo, anche tra i giovani nelle scuole, dove sempre più spesso siamo invitati a parlare di legalizzazione, per confrontarci sulla base di dati e fatti concreti, e non dell’ideologia”.

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