ROMA.PD- MATTEO RENZI SI GIOCA LA CARTA DELLE DIMISSIONI.

ROMA.Matteo Renzi non ci sta al tiro al bersaglio,non ci sta a fare da bersaglio,il parafulmine su cui scaricare le tensioni interne ed esterne al PD.

15267736_10154370162719915_5107517707652903466_n

La direzione del PD che domani si riunirà a Roma,lo ascolterà da segretario dimissionario:”Io non sto attaccato alla sedia. Dal momento che me lo chiedete, ecco le mie dimissioni da segretario”.Intanto  Matteo Renzi prepara il discorso da tenere in direzione. I punti e le strategie da adottare con i collaboratori,il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio,la carta da giocare sono le dimissioni per dare soddisfazione alla  sinistra Dem,ai Bersani, Cuperlo, Speranza, a Emiliano, Rossi e Boccia che gli hanno chiesto il congresso anticipato,che non può essere convocato senza le dimissioni del segretario che sono il primo passaggio formale. Paolo Gentiloni stai sereno,Matteo Renzi si è impegnato a non sgambettare il premier in carica,ma lo stesso lo fece con Enrico Letta e vedemmo tutti come andò a finire.Matteo Renzi vorrebbe andare a votare appena possibile, questa legislatura è finita con la sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre. Rivendica le cose fatte: l’Italia,i rapporti con l’UE, i conti, le riforme fatte in campo economico,le cose buone e degli  errori del suo  governo. In direzione verranno messi sul tappeto quelle che sono le priorità del PD:non le elezioni a tutti i costi, ma il rilancio del paese.Il Parlamento faccia la legge elettorale, i parlamentari sono pagati per legiferare”. Renzi  non risparmia ai gruppi,compreso il PD,qualche critica contro la casta dei vitalizi togliendosi qualche sassolino dalle scarpe: si faccia la legge elettorale e si vada a votare prima possibile,e prima che scattino i vitalizi.
Alla minoranza interna al partito,Renzi,pone la questione del renzismo: “È il renzismo il problema di questo paese? Chiaro che noi, che il Pd deve puntare a una ripartenza ma affrontando le emergenze, le riforme e i cambiamenti che il paese ci chiede”. Il Pd non può vergognarsi dei mille giorni del passato governo,i renziani si ribellano al fango: “Non siamo Crozza…”,Ivano Scalfarotto  glielo manda a dire via Facebook al comico. Il sottosegretario in primavera sposerà il suo compagno, e questo lo può fare grazie alla legge sulle unioni civili strappata a decenni di palude dal governo Renzi. Per  Ivano Scalfarotto   basterebbe solo quella, per tracciare un bilancio positivo. All’interrogativo di Crozza, che cosa resta dei tre anni del governo Renzi? Ivano risponde: in primavera mi sposo, la mia famiglia e la tua saranno finalmente uguali in diritti, dignità e libertà. E lo saremo quindi anche io e te…un abbraccio, Ivan.

La partita sui tempi per la convocazione del congresso e la stesura della legge elettorale è aperta. Il ministro Franceschini  con la sua corrente sono l’ago della bilancia della maggioranza renziana,si sono espressi per una legge elettorale che premia le coalizioni, da approvare in tempi rapidi e andare al voto a giugno.Il congresso tra aprile e maggio. La sinistra dem e 41 senatori di varie correnti, non hano alcuna intenzione di sfiduciare Gentiloni, un avvertimento mandato all’area del Pd renziano se gli venisse in mente di farlo. Sono pronti anche alla scissione. Matteo Ricci, vice presidente dem e sindaco di Pesaro,pensa a un election day da tenere a giugno.Maurizio Martina e Andrea Orlando, ministri del governo Gentiloni sono i possibili sfidanti di Renzi nel congresso.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...