BOLOGNA.LA POLIZIA INTERVIENE:DEVASTA BIBLIOTECA E CULTURA.

La polizia non è terra di intellettuali e uomini di cultura,pur non essendo negli anni sessanta in cui i figli del popolo,per citare Pierpaolo Pasolini,si arruolavano per sfuggire ai lavori nei campi e la miseria che vita del sud Italia poteva offrire loro,non hanno ancora,evidentemente,imparato il rispetto per le cose di cui sono circondati,ad esempio sedie,tavoli,scaffalature,libri e arredi della biblioteca che pur non essendo parte della protesta sono stati distrutti con la stessa furia con cui sono stati malmenati gli studenti. Un colpo al cuore della cultura,allarga le braccia sconsolata da tanta devastazione Mirella Mazzucchi,sette anni da direttrice della biblioteca di discipline umanistiche in via Zamboni 36. Mirella e le sue colleghe da quindici giorni al fronte,la protesta quotidiana del collettivo Cua contro i tornelli installati per l’identificazione degli utenti della biblioteca,senza limitarne l’accesso. Gli scontri tra polizia e studenti,racconta eravamo terrorizzate, lo siamo ancora.Le bibliotecarie  esposte alla violenza senza averne alcuna responsabilità:”non c’entriamo nulla, potete capire il nostro stato d’animo”. Nell’aula 36 il giorno dopo lo sgombero viene devastata, le bibliotecarie pure. La direttrice, accompagnata dal prorettore vicario, mostra i danni, ancora da quantificare,ma ingenti:tutto il resto è cronaca.

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