ROMA. DI MAIO: LA LIBERTA’ DI STAMPA E’ LIBERA SOLO SE LO DECIDO IO.LISTA DI PROSCRIZIONE CONTRO CHI PARLA MALE DELLA RAGGI.

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ROMA -Luigi Di Maio rompe il silenzio e inizia la sua personale crociata,in attesa di diventare presidente del consiglio,contro i giornalisti che a suo dire fiffamerebbero Virginia Raggi,la sua giunta e il M5S: “Oggi ho consegnato al presidente dell’Ordine dei giornalisti la lettera che trovate qui sotto. La campagna diffamatoria nei confronti del MoVimento 5 Stelle deve finire. Vi chiedo di reagire. Dobbiamo raccontare a tutti i nostri successi ottenuti nelle città che governiamo”.  Luigi Di Maio in realtà si rivolge ai sostenitori del Movimento 5 Stelle su Facebook, in un lungo post, corredato di video,includendo  il testo della lettera all’Odg. I giornalisti segnalati all’organismo e gli episodi incriminati;gli articoli, ed Emiliano Fittipaldi a L’aria che tira su La7, l’intervento in televisivo, con cui i giornalisti,riconducibili alle maggiori testate nazionali, hanno raccontato le più recenti evoluzioni romane della giunta Raggi.

Gli articoli del 3 febbraio di: Emiliano Fittipaldi ,L’Espresso, Fiorenza Sarzanini,Corriere della Sera, Carlo Bonini,La Repubblica, Alessandro Sallusti,Il Giornale, Elena Polidori,QN-Carlino-Nazione-Giorno, Valentina Errante e Sara Menafra,Il Messaggero, Edoardo Izzo,La Stampa. Gli articoli del 4 febbraio:Fiorenza Sarzanini e Ilaria Sacchettoni ,Corriere della Sera, Elena Polidori ,QN-Carlino-Nazione-Giorno, Valentina Errante e Sara Menafra ,Il Messaggero. L’elenco si allunga aggiungendo gli articoli pubblicati oggi da Corriere della Sera,Sarzanini e Repubblica ,Carlo Bonini.

Il testo integrale della lettera inviata da Di Maio a Enzo Iacopino, presidente dell’Odg.

“Gentile Presidente, la libertà di stampa è un valore irrinunciabile per ogni Paese democratico. Ma altrettanto irrinunciabile è il rispetto della verità a cui ogni giornalista, per deontologia ed etica professionale, dovrebbe attenersi. In questi giorni abbiamo assistito a uno spettacolo indegno da parte di certa stampa, che ha usato la vicenda di una polizza a vita intestata a Salvatore Romeo, e il cui vero beneficiario è lui stesso tranne nell’ipotesi estremamente improbabile della sua morte, per infangare e colpire in maniera brutale la sindaca Virginia Raggi e l’intero Movimento 5 Stelle. L’operazione di discredito nei confronti della Raggi è iniziata ben prima che il Movimento 5 Stelle vincesse le elezioni a Roma: lo sapevamo ed eravamo preparati a questo, ma oggi si è toccato un limite che è nostro dovere denunciare”.

“Da osservatore attento avrà seguito la vicenda sulla polizza e saprà:

1) che la Raggi non ha mai preso un soldo;

2) che appresa dai magistrati la notizia della polizza, ha immediatamente richiesto che il suo nome venisse rimosso dal documento;

3) che la Procura stessa ha precisato che nella vicenda non si ipotizza alcun reato e che la polizza non è da considerarsi uno strumento di corruzione. Su gran parte dei Tg e dei giornali usciti il 3, il 4 e il 5 febbraio, però, gli italiani hanno letto un’altra storia, costruita non su fatti documentabili, ma su menzogne e notizie letteralmente inventate. E anche quando la Procura è intervenuta per ristabilire la verità, i giornali hanno continuato con le ipotesi, i sospetti, i dubbi e le insinuazioni. Nessuno sino ad oggi ha chiesto scusa né a Virginia Raggi, né al Movimento 5 Stelle, né ai lettori”.

“Lei Presidente mi invita a non generalizzare un’intera categoria, ma a segnalarle i casi di comportamenti deontologicamente scorretti. Eccoli qui di seguito, con nomi e cognomi. Giudichi Lei se questa è informazione”.
“Il leader grillino Luigi Di Maio fa i nomi dei giornalisti scorretti, autori, a suo dire, di una campagna diffamatoria nei confronti del Movimento 5 Stelle.

Chiediamo al presidente Enzo Iacopino di respingere al mittente la lettera e di intervenire energicamente contro questo assalto alla stampa da grande inquisitore”.

Così Emanuele Fiano, deputato del Partito Democratico. A seguire, l’esponente della segreteria dem Ernesto Carbone: “Di Maio fa liste di proscrizione come durante il ventennio e non si preoccupa dello spettacolo incredibile offerto dalla giunta Raggi. Sono otto mesi che Roma è bloccata da arresti, dimissioni, bugie e indagati. Povero Di Maio, probabilmente a lui piace quella stampa con cui condividere il sostegno a Marra, che incontrava e a cui chiedeva di rimanere. Ecco, magari spieghi anche questa cosa”.

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