NEW YORK. EFFETTO TRUMP,ITALIANA ARRESTATA ILLEGALMENTE ALL’AEREOPORTO DI NEW YORK CON BEFFA FINALE:DOVRA’ PAGARE 2850 DOLLARI DI PARCELLA ALLA POLIZIA AEREOPORTUALE.

Il timore di Alessandra e che questa sgradita avventura,possa ripetersi quando dovrà nuovamente passare per gli USA considerando che la sua vacanza è ormai finita. All’aeroporto di Guanacaste-Liberia per il check-in,la compagnia aerea americana la informa che le possono dare la carta d’imbarco solamente fino ad Atlanta dove dovrà fare dogana e presentarsi per il check-in per Londra. L’aereo decolla e poco prima delle 13 atterra negli Usa all’aeroporto internazionale Hartsfield-Jackson.

La coda è lunga e procede con lentezza,effetto Trump del  il 27 gennaio,tutto chiaro tranne come la si dovesse applicare. I guai per Alessandra arrivano quando l’agente di polizia di frontiera nota sul passaporto numerosi visti di paesi Arabi,per alcuni minuti l’agente si allontana con il passaporto; al ritorno non è solo,ma accompagnato da due poliziotti che la ammanettano senza alcuna spiegazione.
Segue,come già accaduto per altri casi, il sequestrano di tutti gli effetti personali e il cellulare,la portano in una piccola stanza con altre persone con cui non può neppure parlare.  Alessandra viene poi trasferita in uno stanzino,senza finestre,la porta serrata ed una telecamera che la controlla.

Interrogata più volte persone differenti che la rivoltano come un calzino volendo sapere tutto gli indirizzi dove ha abitato negli ultimi dieci anni,dei viaggi e della sua vita professionale.
Mettono a nudo la sua vita,i viaggi,numerosissimi per lavoro in paesi come l’Iran e il Sudan.Insospettiti dal fatto che ha vissuto per un anno e mezzo in Libia. Strange, commentano. Il codice d’accesso del suo cellulare per frugare nella sua vita digitale  Facebook, whatsapp, sms,le chiamate fatte e ricevute e elenco dei contatti telefonici.La violazione della privacy è permessa  perchè straniera e non ha diritti, neppure per andare in toilette che potrà utilizzare solo dopo quattro ore.

Il calvario finisce solo dopo molte ore  con l’intervento di un avocato che ha contattato il datore di lavoro e quello precedente, ancora alcune ore di angoscia prima che la ragazza venga venga rilasciata,il suo permesso ESTA,che esclude gli europei dal bisogno di un visto Usa,viene annullato. Le viene concesso un visto temporaneo che le servirà per acquistare un nuovo biglietto per l’Italia. Il conto di un migliaio di dollari per la sola andata,ma prima deve subire la nuova beffa della america Trumpista: le autorità le presentano il conto per il tempo che ha fatto perdere alla polizia di frontiera per indagare sul suo conto e le chiedono 2850 dollari. Gli imbecilli  non hanno nazione,la mamma dei cretini è sempre incinta,ma questi sono tutti figli di Trump e non fanno altro che eseguire gli ordini di un deficiente per proteggere gli americani dal rischio di potenziali terroristi.

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