BERLINO.IL DESIDERIO DI SECESSIONE DI ANGELA MERKEL.

LO AVEVAMO SCRITTO QUALCHE SETTIMANA FA,APPENA DOPO L’INCORONAZIONE DI TRUMP A PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI,DELLA VOGLIA TEDESCA DI FARE DA SE DOPO AVER USATO L’EUROPA E LA MONETA UNICA PER FAVORIRE GLI INTERESSI DELLA GERMANIA A DANNO DEL RESTO DEI PAESI DELL’UNIONE.

la Lega ai tempi del Senatur,della secessione e dei 200.000 fucili pronti a marciare su Roma ladrona,non avrebbe immaginato che la secessione,motto infausto di ribellione invocato da Umberto Bossi,si sta realizzando con un piccolo particolare che a dividersi non è l’Italia, ma l’Europa.

Angela Merke con l’uscita infelice di voler mettere i puntini sulle ”i” dei Trattati, in occasione dei festeggiamenti per i 60 anni del trattato di Roma,sta tirando le somme e le conseguenze del piano deliberato nel 2010; per non concedere alla Grecia una quarantina di miliardi,la UE ha  finito per dargliene oltre 200 in più rate.Non sono comunque soldi regalati ai greci,ma servivano per salvare le banche tedesche, impelagate con i redditizi e pericolosi bond ellenici, senza comunque far pagare il dazio a Berlino,ma agli europei.

Sono passati sette anni dalla sciagurata avventura greca,e ha segnato l’inizio delle turbolenze dei mercati nei confronti dell’Italia.La Cancelliera considera l’euro come un taxi da cui può scendere a piacimento. Berlino,Helsinki e Vienna, passando da Parigi,i francesi non perdono mai il passo, l’Unione Europea di serie A; Milano e gli altri, l’Unione di serie B, l’Italia logicamente alla guida il campionato cadetto del debito.

I segnali troppo evidenti degli ultimi mesi non lasciano spazio alla fantasia e farci capire che la secessione europea è il vero obiettivo tedesco. La Brexit, favorevole alla piazza finanziaria di Francoforte, ma che blocca le esportazioni dei lander verso l’Inghilterra. Il saggio della Merkel, Roland Berger, che candidamente prevede la conveniente uscita dalla moneta unica e il ripristino del marco tedesco: Gli imprenditori tedeschi  che vedono di malocchio la politica monetaria(dichiarata  lassista) della Banca Centrale Europea, nel tenere bassi i tassi d’interesse, agevolando in questo modo i paesi ad alto debito,gli stessi dell’euro di serie B, Italia, Grecia, Spagna e Portogallo,senza preoccuparsi dei rischi dei risparmi e dei conti delle assicurazioni tedesche.

La Germania che dall’euro ha ottenuto ciò che desiderava,il cambio fotocopia del marco, i flussi dei capitali dai paesi deboli verso Berlino; la realizzazione di una tale sciagurata idea comporterebbe per l’Italia un conto di 350 miliardi a favore dei tedeschi,rigidità di bilancio, nessuna condivisione del debito, maxi surplus di esportazioni non sanzionato da Bruxelles ne’ compensato dall’aumento dei consumi interni.

La barca ha il fondo sfasciato e fa acqua da tutte le parti, ma la proposta di Angela a Malta non è legata al desiderio di chiudere l’Euro zona ai paesi rimasti fuori dall’Unione monetaria. La separazione tra Est e Ovest è un fatto e nessun paese del blocco di Visegrad  entrerà mai nella moneta unica. La strategia tedesca è quella della separazione,tirare una linea tra i paesi a basso debito e quelli ad alto debito, tra Europa del Nord ed Europa del Sud.

Paolo Gentiloni prende troppo sul serio i diktat della Commissione Ue a trazione tedesca e finirà per condurre il paese ad elezioni solo quando vorrà la Germania,senza una correzione nei rapporti tra Berlino e Roma, a Roma a resteranno solo le inutili manifestazioni retoriche del prossimo 25 marzo,ma resterà fuori dall’Europa che conta e a farne le spese milioni di italiani,di piccole e medie imprese che non meritano di essere retrocesse a rango di ultime della classe..

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