Mese: gennaio 2017

ROMA. L’ERA DI GRILLO,IL M5S TRA RICATTI E INTIMADIZIONI.

GRILLO IL PADRONE,IL RE SOLE DEL M5S,IL SOVRANO ASSOLUTO DI UN MOVIMENTO CHE SEMPRE PIU’ SOMIGLIA AD UNA SETTA.

La settimana era iniziata molto nervosamente,almeno a leggere  i titoli dei giornali,con presunte telefonate tra Grillo e la Raggi.La sindaca indagata per falso in atto pubblico e  abuso d’ufficio,ma almeno per questa volta i “Giacobini” pentastellati non hanno chiesto a Virginia Raggi ne le dimissioni,tanto meno l’hanno condannata alla gogna e neppure ala ghigliottina.

L’editto di Beppe Grillo ed il nuovo codice etico la assolvono da tutti i peccati,e che sia il Campidoglio è salvo con la sovrana e la sua corte; quello che per gli altri,i nemici,la casta, è un dogma per gli amici è solo una possibilità.

Virginia Raggi indagata con il rischio di incappare nella legge Severino,conseguenti dimissioni non auspicate,ma dovute e decadenza;con il fallimento romano fallisce anche la politica dei 5 stelle,sprofonda l’insulto del “vaffa”,lo slogan onestà,onestà e nuovo che avanza che già puzza di stantio.

Beppe Grillo a tutto campo che dopo la sentenza della Consulta ordina al Capo dello Stato di indire nuove elezioni politiche,dimenticandosi che il presidente Mattarela non può sciogliere le camere finche queste esprimeranno una maggioranza parlamentare e la fiducia al governo in carica.

Beppe grillo ordina,da capo e sovrano assoluto,ai suoi parlamentari di non parlare,non concedere interviste,non esprimere giudizi se non concordati con lui stesso in persona,insomma il bavaglio parlamentare e l’anticipazione del vincolo di mandato.

Beppe Grillo che minaccia di querela chiunque osi informare l’opinione pubblica delle beghe di cortile pentastellate,di accordi,convergenze,programmi di governo se non concordati con lui stesso,medesimo padrone,sovrano e guru di quella che da sempre sappiamo essere una proprietà privata.Intanto il Dibba gli fa il verso e arringa gruppetti di ambulanti contro i giornalisti,colpevoli a suo dire di pubblicare solo notizie false atte a gettare discredito sul movimento e questi gli fanno il verso:”li ammazziamo noi i giornalisti”, che forse siamo tornati indietro ai tempi della rivoluzione francese e alle decapitazioni in piazza. Non credo proprio:questi moderni “Sanculotti” sono,a mio parere,solo degli opportunisti che vogliono sostituirsi ai potenti di turno per essere uguali e godere degli stessi privilegi di coloro che dicono,balbettando, di combattere.

WASHINGTON. TRUMP: IL MURO LO DEVE PAGARE IL MESSICO.

La inutile delegazione per negoziare con l’amministrazione statunitense,dopo la firma del presidente Usa, si trovava a Washington. Peña Nieto ha sfoderato gli artigli in un comunicato televisivo: “L’ho detto e ripetuto, non sarà certo il mio Paese a pagare le spese del muro”.”Condanno e mi rammarico per la decisione del governo statunitense di continuare con la costruzione di un confine che per anni ci ha diviso più di quanto ci abbia unito”, “Il mio Paese, il Messico, dà e chiede il rispetto dovuto come nazione sovrana”. Il presidente messicano ha infine disdetto il faccia a faccia di martedì prossimo a Washington. Trump poco diplomaticamente: “Se non vuole pagare il muro, allora tanto vale che Peña Nieto annulli il nostro incontro”ottenendo l’esaudimento di Nieto. Nieto su twitter:”Questa mattina abbiamo informato la Casa Bianca che non parteciperemo alla riunione programmata il prossimo martedì con Potus (Il presidente degli Usa)”.

La reazione dura di Nieto potrebbe trasformarsi in una frattura politica tra i due governi,ma alcuni media statunitensi dubitano ,The Atlantic,sottolinea le ambiguità di Peña Nieto e sostiene che il presidente latinoamericano sia complice del progetto di Trump. John Mill Ackerman sostiene che  Il governo straniero che ha più contribuito alla vittoria di Trump non è stata la Russia ma il Messico; La provocazione argomentata con i viaggi, gli incontri e le conferenze stampa congiunte in campagna elettorale; gli scambi di lusinghe reciproche; l’estradizione di El Chapo alla vigilia dell’Inauguration Day.
“Vedrete, Peña Nieto a parole dirà di voler proteggere il suo popolo, ma in realtà ha in agenda di negoziare l’impunità per il suo governo e la sua amministrazione, coinvolti in scandali di corruzione e sistematiche violazioni dei diritti umani”.

Donald Trump inizia a perdere pezzi con il licenziato Mark Morgan, l’agente Fbi a capo della United States Border Patrol,che svolgeva un ruolo centrale nelle nuove politiche di Trump. L’agenzia controlla le frontiere degli Usa,lotta contro gli ingressi illegali,i traffici e i contrabbandi.
Le dimissioni di quattro diplomatici incaricati della gestione del Dipartimento di Stato,dopo che altri due avevano lasciato la scorsa settimana,in un ufficio praticamente senza staff di gestione,che complica il lavoro di Rex Tillerson, nominato da Trump come nuovo segretario di Stato. Il più importante è il sottosegretario di Stato per la gestione, Patrick Kennedy, che ricopriva l’incarico da nove anni.

ROMA.CONFERENZA STATO REGIONI AUTORIZZA L’ABBATTIMENTO DEI LUPI.

Ci risiamo;ancora una volta l’uomo ha deciso di sostituirsi alla natura,con tutti i problemi e i danni creati dai cinghiali,la conferenza Stato Regioni ha dato il via libera all’abbattimento dei lupi. 46 anni di protezione assoluta per i  lupi a rischio estinzione nelle nostre montagne ed ora potranno essere nuovamente abbattuti. Il primo via libera da governo e Regioni all’abbattimento controllato è di ieri,con una decisione inutile e dannosa come è già stata bollata dagli ambientalisti ed un insensato via libera alla caccia. Il lupo è tornata a popolare le nostre montagne,ma per l’evidente scarsità di selvaggina da cacciare  ha finito per colpire greggi e mandrie. Le proteste degli allevatori non si sono fatte attendere e la Conferenza Stato-Regioni ha autorizzato un piano che prevede l’abbattimento controllato fino al 5% degli esemplari presenti sul territorio nazionale come misura di prevenzione, l’ultima delle 22 previste.

L’approvazione definitiva del piano per la conservazione del lupo è prevista per il 2 febbraio, quando la voteranno il ministro dell’Ambiente e i rappresentanti delle giunte regionali. Il documento prevede 22 misure per favorire la convivenza fra lupi ed attività agricole. Recinti elettrificati,procedure più rapide per i rimborsi agli allevatori e la lotta agli incroci tra cani e lupi.La 22^difesa dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti:Il problema del lupo è ormai evidente. In certe zone la sua presenza è diventata un rischio per le attività agricole, ci sono attività che chiudono per la presenza di questi animali. Per questo ho messo intorno ad un tavolo 70 esperti, per affrontare la questione in modo scientifico. Galletti prevede che l’abbattimento di un massimo del 5% degli esemplari non mette a rischio la presenza del lupo in Italia. Se non facciamo questo, il bracconaggio diventerà lo strumento di tutela degli agricoltori. E allora davvero la sopravvivenza del lupo sarà a rischio. Coldiretti parla di primo passo importante per affrontare una emergenza senza precedenti.

Sul piede di guerra gli animalisti che non ci stanno,spiegano Enpa, Lac, Lav, Lipu e Lndc, e si appellano direttamente al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni :gli abbattimenti selettivi non sono possibili, i comportamenti predatori potrebbero aggravarsi come anche le tensioni sociali, con la richiesta di nuovi e continui abbattimenti e una maggiore tolleranza verso atti di bracconaggio e di giustizià privatà. Il Wwf considera il Piano lupo un’arma di distrazione di massa. L’abbattimento è un idea retrograda già sperimentata in passato dagli operatori del settore,la soluzione è estremamente pericolosa per il lupo già colpito duramente ogni anno da bracconaggio e uccisioni accidentali ed è del tutto inefficace e improduttiva per allevatori e pastori.

ROMA.LA SINDACA VIRGINIA RAGGI COINVOLTA NELL’INCHIESTA PER ABUSO D’UFFICIO.IL NUOVO CODICE DI GRILLO LA MANTIENE AL SUO POSTO,LE DIMISSIONI SONO DOVUTE SOLO PER GLI ALTRI.

LA BEFANA ANCHE PER VIRGINIA RAGGI STA ARRIVANDO, CON UN PO DI RITARDO,MA STA ARRIVANDO E CON ESSA L’INDAGINE PER ABUSO DI UFFICIO.BEPPE GRILLO HA FATTO APPENA IN TEMPO A STILARE IL NUOVO CODICE ETICO CHE ASSOLVE LA RAGGI E LA SALVA DALLE DIMISSIONI,CHE LA MAGISTRATURA BUSSA ALLA PORTA DELLA SINDACA.

La nomina di Renato Marra,fratello di Raffaele,è avvenuta per responsabilità di Virginia Raggi che se l’è assunta davanti all’ANAC. Renato è il fratello di Raffaele uno dei 23 mila dipendenti del comune di Roma, ma uno dei pochi con cui scambiava messaggi in chat su Whatsapp,suo braccio destro,vero promotore delle politiche romane e che sicuramente ha avuto un ruolo determinante nella pomazione del fratello Renato e direttore del Dipartimento del Turismo. Le chat su Telegram e Whatsapp la Procura le sta acquisendo nell’ambito dell’inchiesta per abuso d’ufficio,dalle chat si scopre che nemmeno sapeva che lo stipendio di Renato Marra sarebbe cresciuto,cosa di cui che si è lamentata con Raffaele.

Virginia Raggi scrive:”Raffaele, questa cosa dello stipendio mi mette in difficoltà,me lo dovevi dire”, rivolgendosi a Marra,a seguito delle indiscrezioni di stampa. La storia, se confermata,darebbe una svolta clamorosa alle indagini: Renato Marra ,questo la Raggi non poteva non saperlo, partendo dalla fascia 1, aveva inoltrato domanda per diventare Comandante dei Vigili ,fascia 5,accettando poi un ruolo di fascia 3, come scrive oggi Valeria Pacelli sul Fatto. L’avanzamento di fascia conferisce automaticamente un aumento di stipendio. Da il Messaggero: “Quindi come faceva la Raggi a cadere dalle nuvole”?,“Mera e pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte”, scriveva la Raggi in un documento depositato presso l’Autorità anticorruzione, sul ruolo giocato da Marra sull’assunzione del fratello. Talmente una mera esecuzione delle sue determinazioni che lei nemmeno sapeva neppure dello stipendio di Marra. Le affermazioni della Raggi evidenziano che delle due una è falsa e l’altra è poco credibile.

Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo avevano fotografato l’influenza di Marra sulla sindaca, come racconta Giuseppe Scarpa su Repubblica. Il tramite era Salvatore Romeo, il dipendente del comune che era diventato caposegreteria della sindaca con stipendio triplicato: “ci siamo sbagliati, era agosto, faceva caldo” (un po’ come il droghiere che si sbaglia a darti il resto, ma guarda caso si sbaglia sempre a favore suo).Le chat tornano utili nell’inchiesta su Marra e Scarpellini,che ha portato in carcere l’ex vicecapo di gabinetto della sindaca. Marra avrebbe potuto nominare il fratello aumentandogli lo stipendio all’insaputa della Raggi? Se “si”,significa che il dirigente aveva un grande potere in Campidoglio. Il grande potere in virtù del quale Scarpellini era spinto a tenerselo buono in vista di qualche importante affare

WASHINGTON.DONALD TRUMP COSTRUTTORE DI MURI CONTRO IMMIGRATI E RIFUGIATI.

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Donald Trump,il costruttore di muri,il picconatore dell’unione europea prosegue la sua battaglia per isolare l’America dal resto del mondo e prende decisioni che realizzano le sue minacce elettorali. Il Muro con il Messico si farà ed al terzo giorno di mandato presidenziale,firma per il decreto presidenziale per orientare i fondi pubblici alla costruzione del muro con il Messico.La fortificazione delle frontiere che richiama alla mente il Decamerone,chiudersi in una fortezza prigione per impedire alla peste di infettare i protagonisti . Oggi,mercoledì, l’ordine esecutivo per orientare fondi pubblici federali per l’edificazione di un muro al confine meridionale. L’occasione,per chi ha tempo e non perda tempo,anche per  firmare la direttiva per bloccare l’arrivo di profughi dalla Siria e dalle nazioni esposte al terrorismo.

WASHINGTON. TRUMP FIRMA I PRIMI DECRETI MINACCIATI IN CAMPAGNA ELETTORALE

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Il presidente degli Stati Uniti,Donald Trump, ha firmato i primi ordini esecutivi minacciati in campagna elettorale:il primo ristabilisce il bando sull’erogazione di fondi federali alle Ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo. Il provvedimento introdotto dall’amministrazione repubblicana nel 1984, revocato dalle amministrazioni democratiche e reintrodotto da quelle repubblicane che si sono succedute. L’ultima volta era stato il presidente Barack Obama a cancellare il bando.
L’altro ordine esecutivo di Trump è il ritiro degli Usa  dal protocollo Tpp, l’accordo commerciale Trans-Pacifico,sul libero commercio tra Europa ed America.Anche se è solo una formalità,il Tpp non era stato ancora ratificato al Senato,rende molto bene l’idea che Trump ha dell’Europa,Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Vietnam,firmatari del trattato,e l’isolamento in cui intende chiudere gli USA.

DAVOS. CHRISTINE LAGARDE:LE POLITICHE LIBERISTE UN ERRORE,RIDISTRIBUIRE I REDDITI.

la Brexit, Trump e il‘No’ nel referendum costituzionale italiano hanno lasciato il segno,fatto suonare la l’allarme fino a portare il Fondo Monetario Internazionale, uno degli assi portanti delle politiche liberiste, a rinnegare l’austerità che fatto aumentare il disagio sociale e rabbia popolare,portando linfa all’antipolitica ed ai populisti.

 La parola d’ordine è togliere il paraocchi e iniziare ad ascoltare,capire i disagi più profondi;è giunto il tempo di passare a politiche ridistributive.

I leader politici devono ripensare alle politiche economiche e monetarie. Una maggiore redistribuzione dei redditi,di quanta ne abbiamo oggi, ha detto il direttore generale del FMI Christine Lagarde a un panel del Forum economico mondiale.

Apprezzata e retwittata la reazione  del giornalista dell’Espresso Alessandro Gilioli, spesso critico nei confronti delle politiche economiche del governo Renzi: La Lagarde a Davos si è soffermata sulle vittorie populiste che segnalano la necessità di una maggiore redistribuzione dei redditi. Ben svegliata Christine Lagarde,ma tu dov’eri quando il Fmi contribuiva all’aumento della forbice sociale, alle ricette di austerità.Il ribaltamento dell’egemonia culturale liberista è in corso. La Lagarde a Davos parla di redistribuzione dei redditi come la Chiesa cattolica quando ammise che  Galileo aveva ragione.

 

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