Mese: gennaio 2017

WASHINGTON. TRUMP ORGANIZATION E DUBBI DI CONFLITTI INTERESSE NELLA BLACK LIST DI DONALD TRUMP.

L’ordine esecutivo,firmato il 27 gennaio, dovrebbe avere lo scopo di proteggere la Nazione dal rischio di importare terroristi sul proprio territorio. I 19 attentatori del’11 settembre proveniva non provenivano da Iraq, Siria, Yemen, Libia, Somalia, Sudan o Iran, i 7 Paesi colpiti dal bando,questi non sono i maggiori esportatori di foreign fighter.Quello che non sfugge e che in nessuno di questi la “Trump Organization” ha interessi economici e siamo di fronte ad un enorme Conflitto di interesse.

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L’11 settembre 2001 buttarono giù le Torri Gemelle di New York,ma gli attentatori,19 in tutto,non provenivano dai 7 Paesi colpiti dal bando. Gli stati colpiti dalla black non sono tra gli esportatori di foreign fighter. I caccia degli Stati Uniti bombardano l’Isis in questi paesi ed in uno ha truppe e basi militari, all’Iran sono state imposte per anni durissime sanzioni. La Trump Organization non ha interessi economici nei paesi della black list,l’ordine esecutivo sta navigando dentro una bufera scatenata dallo stesso Donald Trump;da più parti si sollevano dubbi sulle reali motivazioni e la strategia alla base delle scelte della Casa Bianca.

Protecting The Nation From Foreign Terrorist Entry Into The United States, “proteggere la Nazione dall’ingresso del terrorismo straniero negli Stati Uniti”, recita il titolo dell’executive order firmato il 27 gennaio. Il bando dimentica,però i maggiori Paesi esportatori di foreign fighter, i miliziani islamisti che lasciano le proprie case per unirsi allo Stato Islamico e combattere per la sua causa in Medio Oriente. La Tunisia è il Paese dal quale proviene il maggior numero di combattenti;dal 2011 sono circa 3mila i jihadisti partiti per andare a prestare servizio sotto il califfato in Siria;  Onu nel luglio 2015,dichiarò che il loro numero è invece di 5.500-6.000. Eppure Tunisi non è nella black list stilata da Trump.

RIMINI. MATTEO RENZI,40% PER EVITARE IL CAOS.

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Rimini è il palcoscenico per  l’assemblea degli amministratori locali del Pd,Matteo Renzi ritorna in pubblico dopo le dimissioni da capo del governo. Durissimo attacco agli sciacalli, della tragedia di Rigopiano,che hanno criticato la protezione civile e i volontari quando ancora non si conosceva la reale entità del disastro. Lo squallore di chi si propone di saper fare meglio,ma non è mai disponibile a lavorare perchè questo accada. Il pensiero alle popolazioni colpite dal terremoto,la tragedia della slavina e dalle difficoltà del maltempo.Matteo Renzi ha auspicato che dedicassimo la nostra assemblea a una delle vittime di Rigopiano, Jessica, una giovane democratica. Il commento del padre: abbiamo perso una figlia che credeva al cambiamento di questo Paese. Renzi dal palco aggiunto:parole che mi hanno fatto venire i brividi. Se vogliamo cambiare le cose nel settore della prevenzione, nella lotta al dissesto idrogeologico, non si risolvono le cose con un tweet, ci vogliono anni, a conclusione dell’introduzione dedicata all’emergenza che ha colpito l’Italia.

Matteo Renzi non risparmia un affondo a D’Alema,senza mai nominarlo direttamente:”L’avversario è chi gioca le carte della superficialità e della paura e non chi cerca di fare polemica all’interno della nostra aerea. I giornalisti penseranno che io, da qui, risponderò a chi ha parlato nel corso di un’altra assemblea. Peccato, non sarà così. Riprovateci”.
Anche Grillo nel discorso di Renzi :”Noi vinciamo le elezioni confrontandoci sul programma, il salto nel buio nella scelta cinquestelle, che alcuni cittadini hanno fatto, come a Roma, porta diretto nel tunnel delle scie chimiche. Il compito di chi fa politica non è enunciare i problemi, è risolverli. E’ inutile che dall’ultimo viaggio turistico alla moda sul mare africano l’ultimo dell’anno uno spregiudicato pregiudicato arrivi a dirmi che il problema è la povertà”.
Renzi parlando del voto politico ha spiegato ai presenti insala che il punto non è il giorno delle elezioni, se votiamo con la legge della consulta o la legge x o y, sono specchietti per le allodolole. La questione reale è che il mondo cambia ad un ritmo talmente impressionate che o il Pd, prima comunità politica del paese, prova a giocare un ruolo di proposta o stiamo diventando il luogo in cui qualcuno fa un servizio per un certo periodo, pensa al proprio io e l’Italia gioca una partita di serie B. Contro l’ingovernabilità, Renzi propone: “C’è un modo per evitare il caos: arrivare al 40%. Possiamo farlo noi, possono farlo gli altri. Noi ci siamo già arrivati: una volta è stata una vittoria, una volta una sconfitta. Siamo abituati ad arrivare al 40% se smettiamo di guardare al nostro ombelico e parliamo dei veri problemi dell’Italia. Sappiamo come si fa, non so se ce la faremo”.Ha poi aggiunto:”che segneranno la sfida tra chi pensa che fare politica sia fare le cose e chi pensa che sia solo gridare rabbia”.

Altri temi toccati da Renzi:”Il messaggio di Trump è un messaggio potente di cambiamento radicale che gli Usa perseguiranno nei prossimi anni, piaccia o non piaccia. C’è un cambio gioco nella politica internazionale che è un po’ più importante delle parole che si dicono in un convegno a poche ore da qua. A Davos i lavori sono stati aperti da un esponente cinese sul libero scambio e un presidente americano parla di protezionismo. Cosa altro potrebbe vedere un marziano che scendesse sulla Terra? L’Europa che anziché ragionare e riflettere dei massimi sistemi e domandarsi dei massimi sistemi, fa lo 0,2 che è un prefisso”.”Di fronte a una situazione innovativa, in Europa accade che l’Europa si mette a mandare letterine dicendo che noi abbiamo questo grande problema”.

La battuta finale di Matteo Renzi: “Il compito del Pd è lasciare da parte le discussioni interne, lasciatele andare. C’è gente che vive dalla mattina alla sera pensando che io sia il suo problema. Non replichiamo, mandiamo un abbraccio affettuoso perchè deve essere una vita terribile”.

TORINO.”TORINO OUTLET VILLAGE” PER 700 NUOVI POSTI DI LAVORO.

Settimo Torinese, a due passi da Torino,zona nord della provincia, Canavese compreso,sarà la sede del nuovo outlet”Torino Outlet Village”,inaugurazione tra qualche mese e porterà in dote 700 nuovi posti di lavoro.Addetti alle vendite,magazzinieri,baristi,operatori della ristorazione,addetti alle pulizie e molte figure per gli shopping center sono le professionalità ricercate.
Dal 31/01 Arcus Real Estate è aperto per la raccolta dei curriculum degli aspiranti neo assunti che dovranno essere inviati on line. L’indirizzo mail: recruitment@torinooutletvillage.it  indicando i dati anagrafici ed allegando il proprio curriculum in formato pdf.
La struttura è posizionata al centro della rete autostradale che connette il Nord Italia. Cinquecentomila veicoli transitano per le autostrade della regione: la A4 e la A5 verso il Nord ,Milano, Ivrea e Aosta, la A6 verso Sud,direzione Liguria, la A21 verso Ovest, Lombardia e Emilia e la A32 per la Francia tutti i giorni della settimana.
Lunedì 30 gennaio, alla Casa Della Musica di via Partigiani 4 a Settimo Torinese è in programma un incontro pubblico sul tema outlet. Il sindaco di Fabrizio Puppo e l’assessore regionale al lavoro, Gianna Pentenero parteciperanno all’evento,contemporaneamente partiranno i colloqui dei candidati che hanno già presentato la propria domanda di lavoro.

QUARGNENTO. FESTEGGIATO DON BOSCO ESEMPIO DI TOLLERANZA E CRISTIANITA’.

Quargnento 29/01/2017

La figura di don Bosco è stata ricordata e festeggiata a Quargnento nella Basilica Minore di San Dalmazio. Don mario Bianchi ha ricordato la figura del Santo raccontando alcuni aneddoti della fanciullezza di Giovanni Bosco:rimasto orfano di padre a 2 anni,maltrattato dal fratellastro maggiore ad 11 anni scappa di casa e si adatta a fare tutti i lavori per sfamarsi,studia e lavora per conseguire la licenza media e il ginnasio che gli permetterà di entrare in seminario.I ragazzi dell’oratorio si sono alternati per leggere i messaggi dedicati al Santo;il pomeriggio festa in oratorio e merenda con pane e cioccolato.

WASHINGTON. COPPIA IRANIANA DI 83 E 88 ANNI BLOCCATA IN AEREOPORTO CON LE LORO SEDIE A ROTELLLE,PER TRUMP SONO TERRORISTI.

Il decreto Trump contro l’ingresso segli USA di profughi provenienti dai paesi islamici e contenuti nella black list continua a fare vittime.

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Gli scatti sono stati pubblicati su Twitter dalla reporter del Daily Beast Betsy Woodruff.

Questa volta è toccato ad una coppia di ultraottantenni,83 e 88 anni,provvisti di Green Card,ma ugualmente detenuti in aereoporto, all’anziana coppia sono state requisite le medicine e gli effetti personali.

Donald Trump nella black list ha,però dimenticato di inserire due paesi chiave che appoggiano,armano e finanziano l’ISIS: l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi,tra l’altro sospettati di connivenza con gli attentati dell’11 settembre 2001.le indagini stabirono allora che il denaro con cui erano stati pagati i terroristi delle torri gemelle provenivano dai due paesi che non figurano nella black list di Trump.

A New York intanto le prime reazioni legali contro il decreto Trump è arrivato dal Giudice M. Donnelly,che ha motivato la sua decisione ritenendo che la mancanza di soggiorno sul suolo americano avrebbe potuto creare ”danni sostanziali e irreparabili per i rifugiati”.Donald Trump ha subito la sua prima perdita in tribunale,così  ha dichiarato Anthony D Romero, direttore della American Civil Liberties Union.

WASHINGTON. TRUMP HA FATTO PIU’ DANNI IN SETTE GIORNI CHE TUTTI I PRESIDENTI AMERICANI IN 200 ANNI DI STORIA.

TRUMP COLPISCE ANCORA,SEMBRA UN FILM DEGLI ANNI SETTANTA/OTTANTA QUANDO ANDAVANO DI MODA IL KUNG FU E IL POLIZIESCO ALL’ITALIANA.

l’ordine esecutivo con cui Donald Trump ha sospeso,temporaneamente con effetti immediati,tutti i rifugiati e le persone provenienti da sette Paesi a maggioranza islamica accusa i primi contraccolpi.I rifugiati che erano già in volo per gli Usa sono stati fermati e detenuti negli aeroporti di sbarco. Trump con il suo decreto ha messo in moto azioni legali da parte degli avvocati e gruppi per la difesa dei diritti umani. Le complicazioni arrivano da  Nyt dove due rifugiati iracheni sono fermati allo scalo di Ny: Hameed Khalid Darweesh, che ha lavorato per il governo Usa in Iraq per 10 anni e Haider Sameer Abdulkhaled Alshawi,negli Stati Uniti per ricongiungersi alla moglie,in Iraq ha lavorato come contractor per gli Usa,con lui il giovane figlio.I rappresentanti legali,gli avvocati, hanno già presentato ricorso e avviato le procedure per una class action. I gruppi per la difesa dei diritti umani stanno affilando le armi per una battaglia legale contro Trump ed i suoi atti esecutivi.

L’iperattivo Trump ha fatto più danni,da solo,in una settimana che i 45 presidenti degli USA che lo hanno preceduto.

ALESSANDRIA. FULVIUS VALENZA 0 AURORA ALESSANDRIA 3,MA IL VERO AGONISMO E’ ARRIVATO DAGLI SPALTI CON 90 MINUTI DI INSULTI RAZZISTI CONTRO IL CAPITANO DELL’AURORA.

L’ESORDIO DELLA PARTITA FULVIUS DI VALENZA, AURORA ALESSANDRIA  E’ STATO POCO EDIFICANTE,DA UN GRUPPO DI TIFOSI DELLA SQUADRA DI CASA SOLO CORI RAZZISTI CONTRO IL CAPITANO,DI COLORE,DELL’AURORA CALCIO.

Il calcio e lo sport in generale più che dividere dovrebbe unire,l’agonismo in campo e responsabilità,ma la gara disputata,oggi, a Valenza Po,la città dell’oro,si è distinta per il muro razzista e lo spettacolo indegno dei tifosi locali.

La partita di calcio mostrava immediatamente la carenza organizzativa della Fulvius di Valenza,che concedeva campo e subiva per tutta la partita il gioco degli allievi dell’Aurora.Il direttore di gara,l’arbitro,troppo giovane,inesperto ed anche incapace di tenere a bada alcuni elementi troppo scaldati,incentivati da alcuni amici,che dagli spalti urlavano richieste di punizioni e cartellini gialli a richiesta,i cori si sono poi trasformati in insulti nei confronti dell’arbitro e del capitano,Giovanni,dell’Aurora.

Per 90 minuti chi ha assistito alla partita ha dovuto subire i cori razzisti dei tifosi valenzani:”sporco negro,negro di merda” tanto per citarne alcuni;nel secondo tempo le intemperanze si sono trasformate in minacce contro i giocatori ospiti,ad un certo momento il gruppo si è spostato nell’area spogliatoi dove si è sfiorata la rissa con un tentativo di invasione da parte del gruppo di teppisti.Solo l’intervento deciso dei dirigenti e degli allenatori hanno fatto calmare le acque i tifosi.

A parte lo squallore cui abbiamo assistito,la partita non ha lasciato dubbi alla fantasia:il risultato diFulvius Valenza 0 Aurora calcio 3 è un risultato giustificato,considerando che la Fulvius Valenza non ha mai giocato in partita;l’Aurora calcio pecca ancora di alcuni egoismi che non fanno bene alla squadra.

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