Mese: gennaio 2017

TORINO.L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE NON RINNOVA LA CONVENZIONE AL SISTEMA TEATRO

Il Sistema Teatro Torino va in soffitta. Il Comune di Torino ha tagliato la convenzione per l’attività nel 2017. Le risorse per le piccole e medie compagnie teatrali già a fine 2016: La sforbiciata oscilla tra il 20 e il 30 per cento dei budget già ridotti dalla precedente amministrazione.
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Al Sistema teatro, il Tpe, la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani, il Teatro Stabile, Assemblea Teatro e otto compagnie (Marcido Marcidorjs, Teatro di Dioniso, Unoteatro, Acti, Onda Teatro, Stalker Teatro, Tangram, Teatro della Caduta), era nato nel 2004. Il Teatro Stabile, da cui transitavano i fondi del Comune, le Fondazioni e le realtà più piccole del territorio avevano trovato il modo per collaborare insieme;virtuoso in un’ottica di promozione e sviluppo delle attività teatrali,in termini progettuali e produttivi. Il futuro del sistema non è chiaro,Fabio Naggi, vicepresidente dell’Agis di Torino,per una parte le compagnie hanno subito tagli pesanti su un anno ormai passato e ad attività conclusa. Questo incide sui compensi dei lavoratori e di riduzione degli impegni. Preoccupante la linea futura che la Città intende intraprendere.
Naggi :”Quale sarà lo strumento per continuare la promozione delle piccole e medie imprese teatrali”? “A parole gli impegni nei confronti delle nostre realtà sono molti, ma poi i budget vengono tagliati, il tavolo tecnico all’Agis non viene convocato e la convenzione non si rinnova”.”Abbiamo inviato un documento ad ottobre con le nostre idee e i nostri suggerimenti non ci è ancora stata data risposta”.

L’assessora Leon :”Questa amministrazione non intende interrompere l’esperienza di Sistema Teatro Torino che resta uno strumento importante per la promozione delle medie e piccole imprese teatrali, ma di cui va definita una nuova impostazione, con un programma di incontri con gli enti coinvolti e gli operatori per stabilire le linee guida di una nuova convenzione.
L’analisi del funzionamento della convenzione, la progressiva riduzione di risorse da parte del Comune, i nuovi meccanismi attivati dai finanziamenti statali e le necessità delle compagnie emergenti rendono oggi necessario rivedere le finalità e gli strumenti di funzionamento del Sistema Teatro Torino.
La forte necessità che si stabilisca una diverso rapporto tra il Teatro Stabile, le istituzioni partecipate e le compagnie emergenti dove le grandi istituzioni non solo ospitino spettacoli ma siano di reale supporto alla produzione, alla distribuzione e alle necessità organizzative e promozionali utili a far crescere il tessuto teatrale della città e favorire il ricambio generazionale per dare maggiore solidità al sistema teatrale cittadino nel suo complesso”.

Nel 2016 le risorse destinate sono state pari a 518 mila euro rispetto alle 700 mila del 2015. Nel 2016 hanno aderito anche il Festival delle Colline, Controluce, Itaca- Lingue in Scena come festival. L’amministrazione a Cinque Stelle, da cui si ci aspettava un’inversione di tendenza visti gli impegni presi da tutti gli schieramenti in campagna elettorale a sostegno delle piccole e medie realtà teatrali lascia stupefatti ,Beppe Rosso di Acti Teatri indipendenti, a parole tutti si impegnano,ma le azioni concrete non si vedono. Nel 2009 la sua compagnia prendeva 35 mila euro per le produzioni, oggi 11 mila. Soldi per produzione e posti di lavoro,ma al di fuori della questione economica scopriamo che non c’è visione di prospettiva. Il Sistema è stata una grande innovazione, va rivisto, non buttato via.

Sulla vicenda interviene Daniele Valle (Pd), presidente della commissione regionale cultura: E’ un grave danno per Torino fermare dopo 12 anni l’attività del Sistema Teatro Torino che  ha rappresentato un modello partecipato tra istituzione teatrale, ente locale e compagnie che aveva reso l’ambiente torinese un esempio virtuoso per molte città, includendo realtà diverse per dimensioni e vocazioni.

ROMA. ATAC SULL’ORLO DEL FALLIMENTO LIQUIDA 2 MILIONI DI PREMI A 50 MANAGER.

Sostanzioso regalo di Natale a 50 manager di Atac,i dirigenti della municipalizzata dei trasporti sotto l’albero hanno trovato l’adeguamento del contratto e il riconoscimento dei premi di produzione per il 2017 e il 2018,il versamento di parte di quelli bloccati dal 2012 al 2016. Anni in cui l’azienda ha vissuto gli scandali di Parentopoli e della bigliettazione parallela, a cui i manager di via Prenestina hanno contribuito a scavare una voragine di 1,3 miliardi di euro nei conti della partecipata.

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Babbo Natale in anticipo,il 12 dicembre,l’amministratore unico Manuel Fantasia che in un incontro con la Federmanager Roma e la rappresentanza sindacale dei dirigenti è arrivato un accordo milionario. Il verbale d’accordo rende conto dell’operazione allestita dall’ingegnere nucleare scelto dal M5S per risollevare le sorti di Atac: La situazione di estrema criticità economico-finanziaria dell’azienda richiede un contributo straordinario da parte del management.A fronte di una rappresentazione interna ed esterna dell’azienda fortemente negativa, ancorché immotivata, va viceversa recuperata e ricondotta su basi oggettive una corretta immagine di Atac. In una manciata di righe il peso decisivo del contributo professionale del managemente deve essere caratterizzato da standard sempre più elevati e di valorizzazione delle eccellenze. Il nuovo impianto di retribuzione incentivante per garantire lo sviluppo delle professionalità manageriali anche nel attuale contesto di crisi.

Atac si impegna ad adeguare gli stipendi dei vertici dei suoi uffici a quanto previsto dal contratto nazionale e a pagare gli arretrati che avrebbe dovuto ricevere.

Nel 2017, dopo cinque anni di stop, i premi di produzione saranno versati entro la fine di aprile. Nel 2018 entro il 28 febbraio.L’accordo garantisce ai manager Atac premi milionari in euro.Il quinquennio 2012-2016 si chiude con la cifra di due milioni.L’ importo verrà corrisposto a ciascun dirigente entro e non oltre il 31 marzo.

Manca solo la ratifica. Immaginiamo una fila di 50 manager fuori la porta dell’amministratore unico ed entro il 15 febbraio per ciascuno di loro arriveranno due firme d’oro. Una sul documento che vale l’adeguamento del contratto base e l’altra sulla transazione per i vecchi premi di produzione.

L’amministratore unico attende i risultati che dovrebbero scaturire dal accordo: Invertire la tendenza al progressivo declino dell’impresa e recuperare le ragioni fondamentali della propria missione, incentrata sulla soddisfazione della clientela.I passeggeri che dovranno accontentarsi di veder premiati i vertici Atac.

ROMA.VIGILANTES SENZA STIPENDIO MINACCIANO DI BLOCCARE LA METRO’

Il buco di venti milioni di euro mette a rischio la metrò di Roma,i servizi di vigilanza non ricevono i soldi ed i vigilantes lo stipendio.Il debito accumulato da marzo del 2016,con il rischio di chiusura a tempo indeterminato di molte stazioni cittadine delle tre linee A, B e C. Falliti i tentativi di risolvere la situazione ormai giunta al limite del grottesco. Il Comune non paga e i soldi non ci sono dicono alla municipalizzata.

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La sorveglianza interna ed esterna delle metropolitane è garantita da un esercito di 400 guardie giurate in forza ad un’associazione temporanea di imprese: Italpol, Security Service, Istituto Vigilanza dell’Urbe, Coop Service, Mib, Securitalia, Issv e Gia.Ma. I vigilantes, effettuano controlli sui passeggeri e svolgono servizi antincendio,apertura e chiusura delle stazioni della metropolitana.

Lo scorso anno gli agenti dell’Ati in servizio all’Atac erano 500,ma con il piano di risparmio cento posti di lavoro sono stati tagliati. I pagamenti lentamente ma arrivavano;l’ultima tranche per i servizi del 2016 è arrivata alcuni giorni fa. L’amministratore unico, Manuel Fantasia, ha delegato ai dirigenti dell’azienda la soluzione della crisi,ma anche il piano di rientro è rimasto lettera morta. Le aziende private in ritardo con i pagamenti ovviamo presentando in banca le fatture e incassiamo gli anticipi,ma con l’Atac non funziona. Le banche non si fidano del Comune di Roma e delle municipalizzate.

Gli istituti di vigilanza a Roma danno lavoro a 10 mila persone,ma le condizioni in cui si trovano per il blocco di Atac lasciano spazio a  paure e sospetti.Gli stipendi vanno pagati e gli investimenti tecnologici,un sistema di telecamere della Vodafone che permette di vedere la posizione delle guardie anche sottoterra,ha costi molto elevati. La prosecuzione del blocco dei pagamenti mettono a rischio la chiusura oltre a una serie di scioperi del personale, che non riceverà la busta paga.

Il tentativo estremo cui attaccarsi nei giorni scorsi l’Ati ha scritto alla sindaca Raggi, agli assessori ai Trasporti e alle Partecipate, a Marcello De Vito, presidente del Consiglio capitolino e alle istituzioni cittadine, dal prefetto al questore. Silenzio tombale. Si ventila una denuncia in procura che potrebbe essere presentata a giorni. Le casse degli istituti sono vuote e l’ora del blocco vicina.Nella capitale allo sbando,mancava l’ultima tegola sula testa dei romani.

ASTI.CENTRO COMMERCIALE USATO COME POLIGONO DI TIRO.ARRESTATI DUE PREGIUDICATI.

Alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati uditi nel parcheggio sotterraneo del centro commerciale Pam di corso Torino di Asti. Il 113 veniva allertato da una telefonata di un cittadino che aceva udito i colpi di arma da fuoco. Gli agenti intervenuti sul posto hanno notato due giovani,pregiudicati, ed immediatamente bloccati mentre tentacano di salire su un auto per dileguarsi. La perquisizione  della vettura portava al ritrovamento di un fucile ad aria compressa con relative munizioni,  due coltelli ed un panetto di hashish.La polizia durante la perquisizione della casa di  uno dei giovani ha rinvenuto e sequestrato droga e una pistola Beretta provvista di munizioni circa un centinaio di proiettili.

ASTI. EMERGENZA GELO,INCIDENTI E DECINE DI AUTO FUORI STRADA

Decine di invidenti e richieste di aiuto alla polizia municipale e della polizia stradale questa mattina ad Asti. Il fondo ghiacciato  delle strade ha avuto come conseguenza molti incidenti stradali, tamponamenti e auto fuori strada.

 Incidenti sulla tangenziale, tre all’altezza di Pontesuero e del tunnel per Callianetto e la strada di San Marzanotto. Una donna alla guida di un’auto ha perso il controllo del veicolo finendo in un fosso,estratta dopo l’intervento dei vigili del fuoco e dei nezzi di soccorso per il trasferimento in ospedale.