RIMINI. MATTEO RENZI,40% PER EVITARE IL CAOS.

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Rimini è il palcoscenico per  l’assemblea degli amministratori locali del Pd,Matteo Renzi ritorna in pubblico dopo le dimissioni da capo del governo. Durissimo attacco agli sciacalli, della tragedia di Rigopiano,che hanno criticato la protezione civile e i volontari quando ancora non si conosceva la reale entità del disastro. Lo squallore di chi si propone di saper fare meglio,ma non è mai disponibile a lavorare perchè questo accada. Il pensiero alle popolazioni colpite dal terremoto,la tragedia della slavina e dalle difficoltà del maltempo.Matteo Renzi ha auspicato che dedicassimo la nostra assemblea a una delle vittime di Rigopiano, Jessica, una giovane democratica. Il commento del padre: abbiamo perso una figlia che credeva al cambiamento di questo Paese. Renzi dal palco aggiunto:parole che mi hanno fatto venire i brividi. Se vogliamo cambiare le cose nel settore della prevenzione, nella lotta al dissesto idrogeologico, non si risolvono le cose con un tweet, ci vogliono anni, a conclusione dell’introduzione dedicata all’emergenza che ha colpito l’Italia.

Matteo Renzi non risparmia un affondo a D’Alema,senza mai nominarlo direttamente:”L’avversario è chi gioca le carte della superficialità e della paura e non chi cerca di fare polemica all’interno della nostra aerea. I giornalisti penseranno che io, da qui, risponderò a chi ha parlato nel corso di un’altra assemblea. Peccato, non sarà così. Riprovateci”.
Anche Grillo nel discorso di Renzi :”Noi vinciamo le elezioni confrontandoci sul programma, il salto nel buio nella scelta cinquestelle, che alcuni cittadini hanno fatto, come a Roma, porta diretto nel tunnel delle scie chimiche. Il compito di chi fa politica non è enunciare i problemi, è risolverli. E’ inutile che dall’ultimo viaggio turistico alla moda sul mare africano l’ultimo dell’anno uno spregiudicato pregiudicato arrivi a dirmi che il problema è la povertà”.
Renzi parlando del voto politico ha spiegato ai presenti insala che il punto non è il giorno delle elezioni, se votiamo con la legge della consulta o la legge x o y, sono specchietti per le allodolole. La questione reale è che il mondo cambia ad un ritmo talmente impressionate che o il Pd, prima comunità politica del paese, prova a giocare un ruolo di proposta o stiamo diventando il luogo in cui qualcuno fa un servizio per un certo periodo, pensa al proprio io e l’Italia gioca una partita di serie B. Contro l’ingovernabilità, Renzi propone: “C’è un modo per evitare il caos: arrivare al 40%. Possiamo farlo noi, possono farlo gli altri. Noi ci siamo già arrivati: una volta è stata una vittoria, una volta una sconfitta. Siamo abituati ad arrivare al 40% se smettiamo di guardare al nostro ombelico e parliamo dei veri problemi dell’Italia. Sappiamo come si fa, non so se ce la faremo”.Ha poi aggiunto:”che segneranno la sfida tra chi pensa che fare politica sia fare le cose e chi pensa che sia solo gridare rabbia”.

Altri temi toccati da Renzi:”Il messaggio di Trump è un messaggio potente di cambiamento radicale che gli Usa perseguiranno nei prossimi anni, piaccia o non piaccia. C’è un cambio gioco nella politica internazionale che è un po’ più importante delle parole che si dicono in un convegno a poche ore da qua. A Davos i lavori sono stati aperti da un esponente cinese sul libero scambio e un presidente americano parla di protezionismo. Cosa altro potrebbe vedere un marziano che scendesse sulla Terra? L’Europa che anziché ragionare e riflettere dei massimi sistemi e domandarsi dei massimi sistemi, fa lo 0,2 che è un prefisso”.”Di fronte a una situazione innovativa, in Europa accade che l’Europa si mette a mandare letterine dicendo che noi abbiamo questo grande problema”.

La battuta finale di Matteo Renzi: “Il compito del Pd è lasciare da parte le discussioni interne, lasciatele andare. C’è gente che vive dalla mattina alla sera pensando che io sia il suo problema. Non replichiamo, mandiamo un abbraccio affettuoso perchè deve essere una vita terribile”.

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