ROMA. M5S, PRONTI AD ALLEARSI CON SALVINI E LA MELONI PER UN GOVERNO LEPENISTA IN ITALIA.

Grillo e Casaleggio al lavoro ormai da mesi nella stanza dei bottoni della Casaleggio associati,lo scenario prefigurato è quello della possibile alleanza di governo con Salvini e la Meloni. Qualora la consulta dovvesse pronunciarsi in favore della legge proporzionale,Davide Casaleggio lo ha fatto capire chiaramente ai fedelissimi,dopo il voto vedremo con quali forze allearsi per dare vita ad un esecutivo cinquestelle.  Casaleggio non ha dubbi:le uniche alleanze fattibili sono proprio alla destra di Salvini e Meloni.Nel solco segnato per questa via non è un caso che da mesi si stia costruendo un’agenda compatibile con quella del carroccio. Il resto lo faranno i risultati elettorali. L’impianto proporzionale non permette agli schieramenti di uscire con una maggioranza parlamentare.Luigi Di Maio che da anni accarezza il sogno della premiership in un governo a 5stelle ripete che il movimento ha ottime chance di arrivare primi ed ottenere dal capo dello stato l’incarico per formare il nuovo governo.Il primo governo dei grillini con i lepenisti d’Italia.

L’analisi dei cinquestelle parte dalla premessa che senza ballottaggio, nessuno raccoglierà il 40% , figurarsi il 50%. La possibilità di creare alleanze con partner testati con soddisfazione negli ultimi mesi dalla Casaleggio associati. Salvini ha un suo credo che va ripetendo ormai da tempo:tra i 5stelle e il PD,Salvini sceglie sempre l’alternativa al PD.Per  Beppe Grillo l’asso nella manica è l’accordo parlamentare con Salvini e Meloni.Le bocche in casa 5 stelle sono cucite e  ufficialmente il piano alleanze non esiste,per statuto dei grillini non possono siglare alleanze.Il piano segreto è sfuggito a Max Bugani,uno dei baroni del movimento,gestisce insieme a Casaleggio Jr. e David Borrelli la piattaforma Rousseau. Attualmente al Senato si può lavorare sul programma e vedere chi ci sta,contando anche su forze che potrebbero darci un appoggio esterno.Naturalmente il governo potrebbe solo essere del M5S,con il coinvolgimento  altri partiti su punti programmatici condivisibili.

Non è un caso neppure la svolta Trumpista e protezionista,che anche se preceduta da un sondaggio della base,l’annuncio è sempre delegato a Grillo, l’unico ancora capace di far digerire i repentini cambi di rotta,le giravolte e le capriole che i grillini ci hanno insegnato negli ultimi mesi;l’indigeribile fatto ingoiare ai militanti a suon di “vaffa”. Il referendum sull’euro,il nazionalismo commerciale il pugno duro sull’immigrazione sono punti programmatici su cui costruire l’alleanza con la lega. Casaleggio conosce molto bene il territorio dove vive e divide con la lega,sicuramente questo è l’unico motivo per cui   Borrelli,trevigiano cresciuto nutrendosi a pane e leghismo,che ha gestito trattativa e il fallimento con l’Alde all’Europarlamento è stato difeso dal leader. Il segnale ai militanti e ai parlamentari grillini, per dimostrare ai nemici interni ed esterni al movimento,che le intese con altri partiti possono passare solo e comunque da Milano.

Di Maio si dedica alla rincorsa alla premiership e lavora per evitare una legge elettorale svantaggiosa. In questo contesto,va bene così,ed è meglio votare con il sistema che uscirà dalla Consulta. Evitare la riforma elettorale con il Mattarellum è tassativo,per il M5S e per il sistema di alleanze allo studio sarebbe un disastro. Una legge elettorale proporzionale porrebbe al centro dei giochi il movimento e arrivare primi gli garantirebbe la realizzazione del piano Lega. Naturalmente,anche nel movimento di Grillo,c’è chi la pensa diversamente come la corrente di sinistra decimata da espulsioni e scissioni conta pochissimo,la corrente ortodossa che continua a combattere lo strapotere della Casaleggio associati,i malpancisti che guardano a Roberto Fico, l’unico che può opporsi ai piani di Milano senza temere la reazione dei capi e un’eventuale espulsione dal movimento. Siamo un Movimento che non fa alleanze vanno ripetendo da più parti i grillini,ma chi comanda sono Grillo e Casaleggio ed i sondaggi tra gli iscritti sono poco più di un pagliativo.
Salvini è attendista,conosce i rischi della concorrenza grillina su temi cari alla lega;per ora si limita ad urlare quanto più forte gli riesce  contro l’euro e gli immigrati. Fare di necessità virtù potrebbe essere il suo motto e cavalcando l’onda gli basterà ribadire le Politiche sostenute  al secondo turno delle amministrative: Dove la Lega non è al ballottaggio, votate contro il Pd. Chi gli vieta di fare lo stesso in Parlamento?

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