WASHINGTON. DONALD TRUMP,45°PRESIDENTE USA:MURI,CONFINI E ISOLAMENTO.DA OGGI L’AMERICA E’ PIU’ SOLA

Donald Trump ha giurato,quello che tutti considerano la sciagura del 3° millennio si è avverata:”Giuro solennemente che eseguirò con fedeltà l’incarico di presidente degli Stati Uniti. Con le mie migliori capacità difenderò la loro Costituzione. Dio, aiutami a far questo”. La folla radunata davanti alla scalinata di Capitol Hill  trepidante per il nuovo presidente che ufficialmente è il 45mo presidente degli Stati Uniti.


Il discorso del nuovo presidente improntato ancora una volta,come è stato per tutta la campagna elettorale,a demonizzare i politici,la politica e l’establishment:
“Gli Obama sono stati magnifici, grazie a voi Barack e Michelle. Ma questa cerimonia ha un significato molto importante. Non è solo il trasferimento da un’amministrazione a un’altra. Stiamo ridonando il potere al popolo. Per troppo tempo un gruppo ristretto di persone ha gestito il governo. La prosperità era solo per i politici, non per le imprese. L’establishment ha protetto se stesso, non le imprese. Non sono stati i trionfi della gente, c’era poco da celebrare per le famiglie che lottavano in tutti gli Usa. Da ora tutto cambia. E’ il vostro momento, vi appartiene.
A quelli che si sono raccolti qui e a quelli che guardano da tutta America. E’ il vostro Paese. Quello che importa non è quale partito controlli il governo ma se il popolo controlli il governo. Da oggi sarete di nuovo i veri legislatori. Non sarete più dimenticati. Decine di milioni di persone vogliono far parte di un movimento storico, che il mondo non aveva mai visto. Nella convinzione che una nazione esiste per servire i suoi cittadini: nel lavoro, nella scuola. Cose ragionevoli. Ma troppi dei nostri cittadini vivono intrappolati nella povertà, imprese che chiudono, l’istruzione che viene meno. E anche i crimini, le droghe che mietono vittime e ci tolgono tanto potenziale. Tutto questo finisce adesso, in questo momento.
I sogni appartengono a tutti. E anche il successo. Condividiamo un cuore e un destino glorioso. Questo è il giuramento che faccio a tutti gli americani. Per decenni abbiamo chiuso alle nostre imprese e non abbiamo difeso i nostri confini, spendendo all’estero miliardi di dollari per difendere gli altri mentre le nostre infrastrutture crollavano nella decadenza generale. Mentre la fiducia nel nostro Paese spariva. Le imprese se ne andavano senza pensare ai milioni di lavoratori che restavano indietro. La middle class è stata tagliata fuori dalla redistribuzione della ricchezza. Ma questo è il passato. Ora guardiamo al futuro.
Da oggi in poi una nuova visione governerà gli Usa. Un messaggio: l’America prima di tutto. Di ogni decisione, su commercio, fisco, esteri, dovranno beneficiare i lavoratori degli Stati Uniti. Dovremo difendere gli interessi degli Usa dalla razzia di altre imprese. Questa tutela porterà prosperità e forza e io combatterò con ogni respiro per questo obiettivo, non vi deluderò. L’America riprenderà a vincere come mai prima. Riporteremo l’occupazione e i nostri confini, torneremo a sognare. Costruiremo nuove autostrade, ponti, stazioni ferroviarie in tutta la nostra grandiosa Nazione. Porteremo le persone fuori dalla disoccupazione. Con due regole semplici: assumi americani, compra prodotti americani. Cercheremo buoni rapporti con gli altri, ma solo nell’interesse nazionale. Vogliamo essere d’esempio per tutti. Vogliamo rafforzare le alleanze e porci contro il terrorismo islamico, per sradicarlo dalla faccia della terra.
Al di là della politica, ci sarà una fedeltà totale al nostro Paese. E quando si apre il cuore al patriottismo non c’è spazio per il terrorismo. La Bibbia ci dice quanto è bello quando le persone vivono in armonia. Noi dobbiamo aprire le menti e agire in armonia e solidarietà. Così l’America è inarrestabile. Non c’è paura, saremo sempre protetti dalle forze dell’ordine di questo Paese. E, più importante, da Dio. Infine, dobbiamo pensare e sognare in grande. L’America vive solo se lotta. Noi non accettiamo che i politici  si lamentino senza agire per cambiare le cose. Il tempo per le parole vuote è finito. E’ il momento di agire. Non dobbiamo permettere a nessuno di dirci: non si può fare. Non falliremo. L’America sarà ancora ricca e prospera. Siamo all’inizio di un nuovo millennio, pronti ad aprirci ai suoi misteri. Tutta la saggezza del passato non sarà mai dimenticata, a prescindere dal colore della nostra pelle. Abbiamo le stesse libertà e guardiamo tutti alla nostra bandiera.
A tutti gli americani di tutte le città, vicine e lontane, piccole e grandi, da oceano a oceano: non verrete più ignorati. le vostre voci e le vostre speranze, i sogni e le aspettative definiranno il sogno americano e ci guideranno in questo percorso. Renderemo questo Paese prospero, sicuro, grande, grandioso. Dio benedica voi e gli Stati Uniti d’America”.

Il vice Mike Pence lo ha introdotto sul palco accompagnato dal coro che canta America The Beautiful,ha giurato mentre a Washington scoppiavano i disordini. Alla Casa Bianca durante lo scambio di consegne tra l’uscente Obama e il suo successore, gruppi di persone vestite di nero e armate dei mazze si sono  scontrate con la polizia,spaccando le vetrine e finestrini delle automobili. La filiale della Bank of America è stata attaccata mentre tra la folla, i sassi e i lacrimogeni della polizia, un cartello rivendicava con chiarezza la matrice della protesta: “Make racist afraid again”, parodia antagonista dello slogan usato da Trump in campagna elettorale, “Make America Great Again”.

A Washington in una delle feste per l’investitura di Trump ci sono stati altri scontri, manifestazione di protesta anche a New York con migliaia di persone che sfidando il freddo hanno manifestato vicino al Trump International Hotel e alla Trump Tower. Le proteste pacifiche dei gruppi anti-razzisti, femministe, pacifisti, immigrati e ai fautori della legalizzazione della marijuana, erano state pacifiche.

Il tragitto tra Casa Bianca e Capitol Hill, Trump e Obama lo hanno fatto sulla stessa auto, preceduti dalle due first lady, Melania e Michelle, insieme in un’altra vettura. Presenti al giuramento la famiglia Trump, i cinque figli Eric, Don Jr., Ivanka, Tiffany e  Barron. Gli Obama hanno accolto i Trump nella residenza presidenziale per un tè a suggellare il cambio alla guida degli USA. Presenti lo speaker della Camera, il repubblicano Paul Ryan, la leader dei democratici alla Camera Nancy Pelosi, il leader della maggioranza in Senato, il repubblicano Mitch McConnell e il democratico Charles Schumer.

Obama ha lasciato nello Studio Ovale una lettera per il suo successore, contenente auguri e consigli per il futuro dell’amministrazione. A Capitol Hill attendevano gli ex presidenti Jimmy Carter, Bill Clinton e George W. Bush, accompagnati dalle rispettive consorti. George H. W. Bush era l’unico assente,ricoverato in un ospedale texano per una polmonite.

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