ALESSANDRIA. TERZO VALICO C’E’AMIANTO,MA IL DIRIGENTE COCIV NON SE NE PREOCCUPA.

TERZO VALICO NELLA BUFERA,IL DIRIGENTE COCIV INTERCETTATO ERA A CONOSCENZA DELLA PRESENZA DELL’AMIANTO,MA NON SE NE PREOCCUPAVA:”TANTO LA MALATTIA ARRIVA TRA TRENTANNI”.

I manager del consorzio del Terzo valico sapevano che c’era la presenza di amianto,ma non se ne preoccupavano. Il dirigente arrestato per gli appalti pilotati, allarmato da un sottoposto per la presenza della fibra di amianto nei cantieri lo tranquillizzava: “Tanto la malattia arriva fra trenta anni”. Le intercettazioni ambientali disposte dalla magistratura e affidate alla guardia di finanza con l’ausilio di cimici hanno registrato tutto.  La vicenda nasce a fine luglio 2015 quando alcuni tecnici del Cociv,Salini-Impregilo che realizzerà la nuova ferrovia Genova-Milano,sono preoccupati gli scavi evidenziavano la presenza di materiale pericoloso.Le proteste degli abitanti della zona alessandrina che quelle della zona ligure e il pericolo che le commesse potessero essere assegnate in modo illegittimo fece scattare le indagini e i controlli,su ordine delle procure di Genova e Roma, di carabinieri e guardia di finanza.

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Le conversazioni,intercettate e registrate,allertano gli investigatori.Il numero due del  Cociv Ettore Pagani mentre colloquia con un collega,in via di identificazione,che spiega dettagliatamente la composizione delle rocce che contengono amianto e quali potessero essere le contromisure dal adottare. Prosegue  poi con altre considerazioni:”Il primo che si ammala è un casino”, riferendosi agli operai che lavorano nelle zone più esposte. Pagani ad un dovuto e attento esame della situazione preferisce mantenere un atteggiamento cinico e per tutta risposta:”Tanto la malattia arriva fra trenta anni.”. Il contenuto dell’intercettazione non è contenuto nella notifica dell’ordine d’arresto che gli è stato notificato nelle scorse settimane.L’intercettazione,trascritta dagli inquirenti dopo l’ascolto audio,che fa emergere la spregiudicatezza con cui sono stati gestiti i cantieri.

Pagani, manager di peso, risulta essere il responsabile del progetto per la realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina, del cui studio preliminare era stata incaricata Impregilo. La perquisizione domiciliare in casa del manager militari del nucleo di polizia tributaria genovese aveva permesso il ritrovamento di quindicimila euro. Pagani,nelle intercettazioni, manteneva con disinvoltura i rapporti con gli enti locali. Le chiacchierate informali evidenziavano  un atteggiamento irrispettoso mentre dileggiava l’assessore alle Infrastrutture della Regione Liguria Giacomo Giampedrone ,governatore Giovanni Toti, che pretendeva garanzie occupazionali nei cantieri interessati dagli scavi. Pagani ridacchiando diceva:”possiamo dirgli che adesso con quel tunnel facciamo una bella garetta, in cui inviteremo sicuramente delle imprese liguri. Non so quale, tanto poi non prenderà alcun lavoro.

Il Terzo valico è il centro e l’asse dell’inchiesta sulle tangenti per le grandi opere;sospetti per i lavori della Salerno-Reggio e il people mover di Pisa,con 21 misure cautelari confermate dal tribunale del Riesame e l’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone,che ha chiesto il commissariamento di Cociv.

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