ROMA.VIGILANTES SENZA STIPENDIO MINACCIANO DI BLOCCARE LA METRO’

Il buco di venti milioni di euro mette a rischio la metrò di Roma,i servizi di vigilanza non ricevono i soldi ed i vigilantes lo stipendio.Il debito accumulato da marzo del 2016,con il rischio di chiusura a tempo indeterminato di molte stazioni cittadine delle tre linee A, B e C. Falliti i tentativi di risolvere la situazione ormai giunta al limite del grottesco. Il Comune non paga e i soldi non ci sono dicono alla municipalizzata.

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La sorveglianza interna ed esterna delle metropolitane è garantita da un esercito di 400 guardie giurate in forza ad un’associazione temporanea di imprese: Italpol, Security Service, Istituto Vigilanza dell’Urbe, Coop Service, Mib, Securitalia, Issv e Gia.Ma. I vigilantes, effettuano controlli sui passeggeri e svolgono servizi antincendio,apertura e chiusura delle stazioni della metropolitana.

Lo scorso anno gli agenti dell’Ati in servizio all’Atac erano 500,ma con il piano di risparmio cento posti di lavoro sono stati tagliati. I pagamenti lentamente ma arrivavano;l’ultima tranche per i servizi del 2016 è arrivata alcuni giorni fa. L’amministratore unico, Manuel Fantasia, ha delegato ai dirigenti dell’azienda la soluzione della crisi,ma anche il piano di rientro è rimasto lettera morta. Le aziende private in ritardo con i pagamenti ovviamo presentando in banca le fatture e incassiamo gli anticipi,ma con l’Atac non funziona. Le banche non si fidano del Comune di Roma e delle municipalizzate.

Gli istituti di vigilanza a Roma danno lavoro a 10 mila persone,ma le condizioni in cui si trovano per il blocco di Atac lasciano spazio a  paure e sospetti.Gli stipendi vanno pagati e gli investimenti tecnologici,un sistema di telecamere della Vodafone che permette di vedere la posizione delle guardie anche sottoterra,ha costi molto elevati. La prosecuzione del blocco dei pagamenti mettono a rischio la chiusura oltre a una serie di scioperi del personale, che non riceverà la busta paga.

Il tentativo estremo cui attaccarsi nei giorni scorsi l’Ati ha scritto alla sindaca Raggi, agli assessori ai Trasporti e alle Partecipate, a Marcello De Vito, presidente del Consiglio capitolino e alle istituzioni cittadine, dal prefetto al questore. Silenzio tombale. Si ventila una denuncia in procura che potrebbe essere presentata a giorni. Le casse degli istituti sono vuote e l’ora del blocco vicina.Nella capitale allo sbando,mancava l’ultima tegola sula testa dei romani.

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