REFERENDUM COSTITUZIONALE.DAL FRONTE ORIENTALE NULLA DI NUOVO,LO STESSO DA QUELLO OCCIDENTALE.

INCREDIBILMENTE LE POSIZIONI PRO E CONTRO IL REFERENDUM COSTITUZIONALE RESTANO DISTANTI,MA NON SUL REFERENDUM DI CUI A NESSUNO PARE INTERESSARE,QUANTO ALLA PERMANENZA A PALAZZO CHIGI DI MATTEO RENZI.

MERCOLEDI’ 23 NOVEMBRE NE DISCUTIAMO A FELIZZANO ALLE 21,15 NEI LOCALI DEL COMUNE.

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foto di repertorio dell’On. Cristina Bargero e Matteo Renzi.

Proprio così,lo scritto e lo ripeto,della Costituzione e del referendum che ne modifica una parte,pare,non interessare nessuno,ma con questo referendum si vuole dare una spallata al governo,riuscire con un voto popolare,evidentemente drogato,dove il parlamento non arriva,sfiduciare Matteo Renzi.

Il Financial Times e il Wall Street Journal dedicano un articolo al referendum italiano e alle conseguenze politico-economiche,e valutando i rischi di uscita dall’euro. Il Wall Street Journal ricorda  i rischi per gli investitori che si preparano al tumulto, mentre per il Financial Times,Wolfgang Munchau, il rischio di una nuova crisi della zona euro,post referendaria.

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La vittoria del No produrrebbe una sequenza di eventi che metterebbe in dubbio la permanenza dell’Italia nella zona euro.  Ipotesi che non ha nulla a che fare direttamente con il referendum,ma accompagnata alla debole performance economica italiana, – 5% di produttività dalla adozione dell’euro nel 1999, contro  Germania e Francia salite del 10% ne subirebbe l’effetto. Il fallimento della Ue che non ha costruito una unione economica e bancaria dopo la crisi del 2010-2012,ma ha imposto l’austerità.

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Il referendum farà tremare i titoli bancari, spingere al rialzo gli spread ed indebolire ulteriormente l’euro,per il Wall Street Journal. Il vantaggio del No al referendum,almeno secondo i sondaggi più recenti, ha innervosito gli investitori.Le vendite sui mercati in caso di vittoria del No potrebbero avere vita breve, come con il voto Usa e  la Brexit. L’eventualità di un governo di scopo per gli affari correnti potrebbe avere una ricaduta politica più soft,come la perdita di consensi del M5S.

Beppe Grillo,preso dal dubbio sulla veridicità dei sondaggi,attacca: abbiamo di fronte dei serial killer, persone che vogliono attentare alla vita dei nostri figli tra 20 anni. Logicamente l’attacco viene lanciato in un video dal suo blog in vista del voto referendario;gli utenti richiamati dalla campana grillina cliccano e pagano,tutti contenti di ascoltare il guru Grillo che alla campagna referendaria ci tiene così tanto che,mentre rifiuta il confronto con il premier sul tema nella televisione pubblica e gratuita,canone a parte,lancia anatemi dal blog a pagamento.Dal blog,Grillo, continua: La riforma contiene una clausola di supremazia, vuol dire che il governo avoca a sé tutti i contratti. Io devo avvisarvi, questa clausola significa che le multinazionali faranno direttamente i contratti con il governo,sottolineando le ricadute di ciò sull’ambiente.

La replica il premier nella diretta,matteorisponde,non si fa attendere: Grillo, che è uno straordinario professionista della comunicazione, dice che noi siamo i serial killer e tutti rispondono,ma così nessuno parla più delle firme false. È una tecnica, Grillo e i 5 stelle in queste ore sono in difficoltà perché è emerso il reato delle firme false. Siccome sotto il profilo comunicativo sono all’angolo, Grillo inventa una frase a effetto cosicché tutti cadano nel tranello e improvvisamente si nasconde la realtà.

Straordinaria è anche la posizione di Salvini e di quella destra che,al capezzale del capo,Silvio Berlusconi,invitano a votare NO al referendum perchè a rischio deriva autoritaria,ma poi rivendicano la loro Riforma Costituzionale, bocciata dagli italiani nel 2001, Presidenzialista  fotocopiata direttamente da quella Russa, voluta da Boris  Jeltsin, che recita:”Qualora uno dei due rami del parlamento esprima la sfiducia al governo è facoltà del Presidente,che riveste la figura anche di capo del governo,sciogliere il ramo del parlamento che ha votato la sfiducia, indire nuove elezioni per sostituirlo con un parlamento accondiscendente che voti la fiducia al governo”.Mi viene da urlare: “alla faccia del rischio di deriva autoritaria della riforma di Renzi,ma la riforma voluta dalla destra di Berlusconi la come la vogliamo chiamare?”;ricordandoci poi il vincolo di mandato invocato da più parti che obbliga il parlamentare a non ragionare,a non pensare più,ma a obbedire agli ordini.

 

 

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