USA.CHI NON VOTA NON CONTA;TARDIVA LA PROTESTA CONTRO L’ELEZIONE DI TRUMP.

I manifestanti sopra Central Park West, gli altoparlanti del New York Police Department,i droni e gli elicotteri che controllano dall’alto. Gli altoparlanti della polizia che  urlano: Siete colpevoli di ostruzioni del traffico senza autorizzazioni, siete passibili di arresto. Alle undici di sera, va in scena il corteo di protesta anti Trump, partito da Columbus Circle quattro prima, avevano circondato pacificamente la Trump Tower,di fronte alle torri gemelle di Cnn Time Warner. Notte fondala polizia ordina di disperdersi,ma i manifestanti si rifiutano e la polizia inizia a fermare i manifestanti. L’altra manifestazione si tiene a Union Square, verso il Village. Una terza alla  Trump Tower, sulla Fifth Avenue.

New York, Chicago, Los Angeles, Oakland e San Francisco sono in agitazione i campus universitari. La Columbia di New York ,i campus della University of California (Berkeley e Santa Cruz, Santa Barbara e Los Angeles),dove i rettori hanno scritto lettere aperte alla popolazione studentesca,in cui esprimono comprensione per il turbamento, offrendo garanzie che la vita nei campus sarà sempre segnata dal rispetto di tutte le diversità. Le ragioni delle proteste è segnata dalla paura che sull’America liberal cominci a soffiare il vento dell’intolleranza verso le minoranze etniche, gli immigrati e i loro figli che studiano all’università, verso i neri o i gay.

Sono giovani i protagonisti di queste prime proteste spontanee, non sono organizzati dal partito democratico, non è neppure il tentativo di prendersi in piazza la rivincita per la sconfitta. I giovani che si risvegliano a scoppio ritardato,allarmati dalle incognite dell’America di Trump.I giovani rappresentano la categorie che ha tradito Hillary Clinton; l’affluenza giovanile alle urne è stata infinitamente inferiore alle attese, la più bassa dalle due elezioni vinte da Barack Obama nel 2008 e nel 2012. I Millennial ,l’esercito entusiasta di Bernie Sanders che dopo le primarie hanno scarsamente partecipato alla mobilitazione per fermare Trump nei seggi elettorali l’8 novembre. Scendono in piazza 24 ore dopo, a elezione conclusa,troppo tardi per modificare un risultato elettorale disastroso per la società americana,per l’ambiente e per il mondo intero. Lo stesso avvenne dopo la vittoria rubata di George W. Bush del 2000, dopo l’invasione dell’Iraq nel 2003, quando le metropoli dalla East Coast alla California furono percorse da immense manifestazioni pacifiste.Troppo tardi anche allora,con la non elezione di Gore non riuscirono a cambiare la storia di quegli anni.

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