LAURA BOLDRINI. ELEZIONI AMERICANE.

Non nascondo la mia sorpresa per l’esito del voto negli Stati Uniti. Questa mattina speravo di commentare un risultato diverso ma non posso che esprimere rispetto per la scelta del popolo americano.12002992_799602033483330_2583777599271217938_n

Credo che una grande democrazia si veda anche dalla capacità di sorprendere. Come otto anni fa è stata inaspettata la vittoria di un presidente afroamericano oggi lo è quella di Donald Trump. Poco fa, nel suo primo intervento pubblico da presidente, ha usato toni moderati, inclusivi e pacati, lontani dalle parole esacerbate e violente utilizzate durante la campagna elettorale. Spero che sia l’atteggiamento che continuerà ad avere perché la responsabilità che lo aspetta è enorme.

Quanto a Hillary Clinton sono convinta che non sia stata sconfitta perché donna ma poiché è stata percepita come espressione dell’establishment. E’ stata first lady e a lungo segretaria di Stato. Una storia che l’ha penalizzata perché non risponde all’esigenza di novità e di cambiamento che oggi si chiede alla politica.

Ciò che è accaduto negli Stati Uniti ci mette di fronte ad un dilemma: le ricette facili possono aiutare a vincere le campagne elettorali ma non a governare fenomeni complessi. Per questo, di fronte ad una globalizzazione che ha aumentato le diseguaglianze a causa della crisi economica, è necessario che le forze progressiste trovino soluzioni efficaci e anche convincenti per i cittadini.

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