DAVID SASSOLI. ERA LA MIA FIRENZE,50 ANNI FA

ERA NELLA MIA FIRENZE, 50 ANNI FA10171100_10152139458353412_2695243877751574294_n

Salite, venite da noi. Grazie signora. Ma grazie di che, ci si aiuta, ci si aiuta tutti, buoni e cattivi. Grazie signora, quando usciremo, alla prossima rapina, ci sdebiteremo. No, non c’è bisogno grazie.
Era esattamente 50 anni fa. Ed erano questi i dialoghi tra i carcerati di Firenze appena liberati dalle Murate e i fiorentini che li accolsero in casa. I carcerati rischiavano di morire come topi travolti dalla furia delle acque. Furono salvati, all’ultimo minuto. A loro volta si impegnarono molto a soccorrere i residenti in difficoltà. Tutti erano impegnati in una reciproca, tumultuosa e nobile gara di solidarietà. E non ne abbiamo molta traccia. Non c’erano i social che tutto svelano ed esasperano. I mezzi televisivi e radiofonici erano quelli che erano. E di quella reciproca umana nobiltà è rimasto poco, tutto essendo sepolto da qualche forma di oblio.
Quella del 4 Novembre del 1966 fu la più spaventosa e terribile delle alluvioni a Firenze e dintorni. Colpì non solo il centro storico della città ma tutto il bacino dell’Arno e varie altre parti della Toscana.
Un’altra Italia, la prima preoccupazione delle autorità era mantenere l’ordine. A Roma, informati da diverse ore del drammatico, improvviso peggioramento della situazione, minimizzavano. Marcello Giannini, giornalista della sede di Firenze, fu costretto a sporgere il microfono fuori dalla sede per far sentire a tutti, in diretta, il fracasso dell’onda di piena che tutto travolgeva. Si censuravano le notizie. Si erano temuti centinaia di morti, anche a causa dello spettacolo di manichini delle boutique del centro travolti dalla furia delle acque (come si vede in una foto). In realtà, si è saputo dopo decenni di reticenze, i morti furono 35, tra Firenze e provincia (in una delle foto Leonardo Sottile e Marina Ripari, 3 anni, di Sesto Fiorentino, i due più piccini che persero la vita). Tra gli scomparsi, Carlo Maggiorelli, a guardia dei bacino dell’Anconella spazzato via dalle acque mentre era al telefono con il direttore della Nazione che chiedeva informazioni raccomandandogli di mettersi in salvo. Maggiorelli morì, per compiere il suo dovere di operaio. Gravissimi i danni, anche al patrimonio artistico.

(Dico e ricordo queste cose perché Roma è la città dove ho costruito la mia vita. Ma Firenze è la città dove sono nato. E dove si nasce resta sempre un pezzetto di noi).

foto di David Sassoli.
foto di David Sassoli.
foto di David Sassoli.
foto di David Sassoli.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...