Mese: ottobre 2016

ROMA.LA SINDACA VIRGINIA RAGGI INCIAMPA SULLA NUVOLA E VIENE SONORAMENTE FISCHIATA.

18 anni e 363 milioni di euro per realizzarla . In sala 1800 persone, gli ex sindaci Rutelli e Veltroni. Alle 19.10 anche il premier Matteo Renzi ha presenziato all’inaugurazione.

I fischi e le  grida di disapprovazione rivolte alla sindaca Virginia Raggi durante l’inaugurazione della Nuvola non si sono fatte attendere dopo il discorso inaugurale della Sindaca: ha parlato di sprechi di denaro per la realizzazione dell’opera ,18 anni per realizzarla, 363 milioni di euro di costi, 15 ascensori di cui 8 panoramici.L’esordio in tono soft, parlando di un opera architettonica straordinaria,ciò che è bello va riconosciuto e apprezzato. Lo dico perché si tratta di una risposta a chi immagina e dice che Roma e gli italiani non sono più capaci di meraviglie; è una risposta a chi vuole descriverci sempre male; è una risposta a chi fa il tifo contro, sempre e comunque. Roma può e deve ambire a tornare ad essere Capitale mondiale della cultura, ruolo messo in discussione dopo anni di mala gestione che vogliamo far dimenticare.

Massimiliano Fuksas, progettista dell’opera, ha risposto a stretto giro: In Italia non si parla d’altro che di costi. Non di cultura, non d’arte. Ve li ridico: parliamo di 275 milioni come cifra a base d’asta nel 2007, cioè 10 anni fa. Quella di oggi, a consuntivo, è 238,9 milioni,pur anche se per la sottosegretaria all’Economia Paola De Micheli l’opera sarebbe costata in tutto quasi 500 milioni: Non la conosco” ha detto Fuksas, e comunque non è vero. Alla fine in realtà abbiamo risparmiato. Parliamo dell’opera, basta polemiche.

Alle 17 si sono aperti i battenti della struttura in vetro e acciaio, con l’arrivo degli ex sindaci Francesco Rutelli e Walter Veltroni, della sindaca Virginia Raggi, dell’ad di Eur Spa Enrico Pazzali, di Giovanni Malagò, e anche dell’assessora all’Ambiente Paola Muraro. per ultimo è arrivato Renzi, con la sala già gremita, 1800 posti tutti occupati.

L’ho iniziata, ora voglio vederla finita ha detto l’ex sindaco Rutelli. Oggi festeggiamo la maggiore età, speriamo non troppo presto la maturità perchè deve rimanere sbarazzina. Veltroni ha sottolineato che Roma, anche se non è più cura mia, penso che sarà in grado di gestirla. Ha anche detto che questa è un’epoca in cui Fuksas, Piano, Hadid hanno realizzato l’idea che avevamo di questa città: ovvero che alla bellezza storica dovesse accompagnarsi anche una bellezza contemporanea.

L’attore Cesare Bocci conduttore e narratore del percorso nella teca trasparente, un viaggio all’interno della ciclopica struttura. L’avventura visionaria e fantastica,che inizia nel cielo di Roma e che è arrivata fin dentro alla Nuvola,così immaginata dal direttore artistico,Giampiero Solari,con un’alternanza di spettacolo e interventi istituzionali. Le coreografie aeree sono di Daniel Ezralow;il ballerino Desmond Richardson e il violoncellista Mario Brunello hanno celebrato con le loro esibizioni l’apertura del Centro congressi.

Roma sta cambiando e questo è uno dei segnali del cambiamento,per la Sindaca Raggi. Non voglio prendermi i meriti per un’opera di cui siamo stati partecipi solo pochi ultimi mesi. Un’opera iniziata molto tempo fa, troppo tempo fa, è maggiorenne abbiamo sentito dire questa sera. L’inaugurazione della Nuvola però deve essere vista come una grande spinta verso il futuro, una vittoria che non deve farci dimenticare quelli che sono stati i grandi errori del passato, non dobbiamo far finta di nulla. Molti anni e costi lievitati oltre ogni ragionevole immaginazione. Questo è stato e non dobbiamo dimenticarlo. Così come troppe sono state le gestioni responsabili del ritardo, però è una vittoria.

ROMA. PD IN PIAZZA PER DIFENDERE IL SI AL REFERENDUM.ALESSANDRIA C’E’.

Il Pd in piazza del Popolo a Roma a favore del Sì al Referendum. Il premier segretario Matteo Renzi è salito sul palco alle 17 accompagnato dalle note di O sole mio. Il nostro destino non è litigare al nostro interno ma cambiare l’Italia. E farlo adesso, ha esordito al comizio seguito alla manifestazione. 50mila militanti secondo gli organizzatori, Gianni Cuperlo della minoranza dem presente dopo alcune incertezze ha comunque rimarcato che  la via del dialogo è stretta, ma fino alla fine spero in un accordo con i vertici. Dai  manifestanti un  incoraggiamanto: Restiamo uniti.

Renzi continuando il suo intervento ha proseguito:questa piazza è del popolo e non del populismo, di uomini e donne che credono alla politica e vogliono bene all’Italia. Noi avevamo bisogno di questa giornata, di voi, vi siamo grati di questo straordinario abbraccio.

I militanti del Pd sono arrivati da tutta Italia grazie con oltre 300 pullman e sette treni charter messi a disposizione dall’organizzazione. Le bandiere del Pd sventolano in piazza e si agitano cartelli. Una anziana signora, con coccarda tricolore in petto: Renzi qualunque sia il risultato non ti devi dimettere.

Un Renzi ironico nei confronti della sindaca Raggi:Nessuno si permetta di lasciare un frigo in piazza perché noi i complotti non li accettiamo.Va bene la parola d’ordine onestà, è la nostra, ma il nostro destino è cambiare l’Italia, la politica deve essere concreta, competente. Non basta dire onestà, onestà.
L’affondo contro il partito trasversale del NO: Il vero partito della nazione è quello del No, che va da Brunetta a Travaglio, da Gasparri a Tremonti, da Berlusconi a D’Alema. Può dire solo di no, questo è il partito che vuole bloccare l’Italia.
D’Alema ha detto parole sugli anziani che vorrei fossero parole scappate per sbaglio. Il punto è un altro, come mi ha detto qualche sindacalista dei pensionati che è qui:Noi votiamo sì, perché li abbiamo visti all’opera. Renzi ha attaccato ancora una volta D’Alema e la vecchia guardia ottenendo i fischi della piazza Pd per D’Alema quando il segretario ha ne ha citato il nome.
La legge elettorale è stata per settimane il tema di discussione e voi sapete che secondo me è un tema ingiusto perché a mio giudizio questa legge va bene, ma compito di chi fa politica è farsi carico di altri. Abbiamo aperto,spalancato le porte sulla legge elettorale. Non si usi la legge elettorale come alibi perché siamo pronti a cambiarla. Il punto non è più questo ma è se vogliamo continuare a guardare soltanto la nostra storia o ci va di parlare finalmente del futuro del Paese.
Perché si dice di No? Perché non l’ho pensata io, sostiene la vecchia guardia che dice se la scrivevamo noi sarebbe stata meglio, può darsi, il punto è che non l’hanno scritta, l’hanno discussa, contestata,chiacchierata, digerita e poi si sono dimenticati di scriverla. Il fatto che voi avete fallito non vuol dire che dovete far fallire noi.
Io vi propongo 5 serate, una pizza con i condomini, i colleghi e gli proponete il quesito. Noi vogliamo convincere quante più persone ma in questo tempo di odio, di violenza e intolleranza, di insulti per chi vota Sì, facciamo vedere che il Pd costruisce una comunità in Italia, non accetta che diventiamo codici fiscali. Non fate politica nei circoli, chiusi a chiave dentro gli equilibri interni ma spalancate le finestre al mondo fuori. Basta litigi, discussioni riprendiamoci il paese.
La riforma costituzionale ci consentirà di arrivare a essere come gli altri Paesi in termini di qualità delle decisioni: non è il punto di arrivo ma di partenza, senza la quale si riparte dal via dopo trentacinque anni dando l’idea di una politica inconcludente. Vi rendete conto del rischio che stiamo correndo?
L’Europa sembra aver perso l’anima. Chiedo a voi, al Parlamento la forza di una battaglia che non è demagogica e populista contro l’Europa ma per restituire anima all’Europa. Renzi si è detto colpito dal fatto che dobbiamo essere soli e non si sentano voci degli altri partiti, una cosa è il confronto ma quando toccano gli ideali italiani avrei voluto sentire anche la voce delle opposizioni per dire a Orban giù le mano dalle discussioni italiane.
Noi diciamo che siccome nel 2017 casualmente a Roma si riuniranno i capi di governo e in Ue arriva a scadenza il tema del fiscal compact, noi non accetteremo di inserirlo nei trattati Ue».
Liberare il Paese dal peso eccessivo della burocrazia, della tecnocrazia, di quei vincoli europei che non servono a niente. E per questo serve il Pd perché se non lo facciamo noi, non lo fa nessuno. Gli altri hanno già dimostrato quello che erano capaci o incapaci di fare.
Gianni Cuperlo presente alla manifestazione nonostante i dubbi della vigilia perché c’è un pezzo di sinistra, anche sapendo di attirare le critiche di chi non c’è. Io penso anche a quella parte che non c’è e da subito ho lavorato per ridurre le distanze e accorciare le differenze.Quanto al comitato sull’Italicum, ribadisce che il sentiero è stretto. Sin dall’inizio ho cercato entrando nel comitato una sintesi perchè in gioco è la qualità della democrazia e istituzioni più forti. La sintesi ancora non c’è e se non ci sarà alla fine del percorso, io resterò coerente con quanto annunciato. Voterà comunque NO al referendum, ha confermato Cuperlo, spiegando così che la sua presenza alla manifestazione per il Sì non è legata all’esito del lavoro del comitato per cambiare l’Italicum.
Piazza del Popolo canta Bella Ciao. Il canto partigiano, proposto dal palco da un gruppo femminile che ha anche riproposto le canzoni della tradizione della lotta operaia. Uno sventolio di bandiere e un grande applauso hanno salutato la fine dell’esibizione.
È stata la bellissima festa di un popolo che non urla, che non insulta. Fare politica significa proporre, non dire solo NO. Così Renzi, su Twitter, ha commenta la manifestazione del Pd a piazza del Popolo.

MILANO. L’EROINA TORNA AD ACCREDITARSI COME LA DROGA DEI GIOVANI.

DOSI DA DUE A QUATTRO EURO OFFERTA AI GIOVANI CHE VOGLIONO PROVARE L’EBBREZZA DEL FLASH IN VENA.

l’ingresso del metrò di Rogoredo con appoggiati,sul muretto,sei zaini gialli.Intorno un via vai continuo di persone si fermano e prendono dei sacchetti bianchi.I tossicodipendenti del boschetto della droga di via Cassinis, ricevono da Andrea Travagin e Francesco Mainieri, della cooperativa Lotta contro l’emarginazione, siringhe e altro materiale. Gli  operatori  praticano la riduzione del danno,negli ultimi mesi hanno dovuto aumentare la loro presenza,perché l’eroina è tornata a essere la droghe più venduta.
Distribuiscono 1.350 siringhe,con pezzi di stagnola per i fumatori di eroina, profilattici contro l’Aids, lacci emostatici e tamponi. Rispondono alle domande di chi passa per comprare e consumare droga. Lo scopo è prendersi cura della salute delle quasi mille persone,che frequentano l’area di spaccio più grande di Milano. Quando riescono a  condurre verso le strutture di recupero chi accetta di disintossicarsi.Centri come il drop in dell’associazione a Sesto Marelli, dove fanno attività di informazione contro la droga. A Rogoredo arrivano vecchi, giovani, sbandati, gente ben vestita. A Napoli le siringhe le chiamiamo pumpet e ce le danno già piene di roba”.

Il consumo di eroina è in aumento in tutta Italia e già ci sono i primi segnali di un epidemia come non si vedeva dagli anni ottanta e destinata a radicarsi senza un progetto a lunga scadenza di contrasto alla diffusione di droghe pesanti.

VAROUFAKIS: RENZI PAGA IL PREZZO DI AVER APPOGGIATO LA MERKEL QUANDO LA GRECIA AFFONDAVA.

Yais Varoufakis a tutto campo su Italia e Europa,Matteo Renzi oggi protesta, ma nel 2015 tradì la Grecia schierandosi con Berlino.

ROMA – L’Italia è per l’ex MINISTRO GRECO DELL’ECONOMIA  l’esempio lampante di quanto disfunzionale sia l’Unione europea. Matteo Renzi ha il dovere morale di cambiare le regole in Europa. Yanis Varoufakis, ex ministro greco delle Finanze e leader del Movimento per la democrazia in Europa,è diretto,senza peli sulla lingua in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Varoufakis sostiene che:Considerando la solidità dell’economia, oggi il vostro Paese dovrebbe volare. Invece resta bloccato da vincoli impossibili da rispettare.Matteo Renzi protesta, e fa bene, ma in modo inefficace. Non è responsabile aprire dispute con Bruxelles per qualche punto decimale di deficit.
Per l’ex ministro greco Renzi ha il dovere morale, verso l’Italia e verso l’Europa, di superare il suo approccio infantile. Chieda un Consiglio dei capi di Stato e di governo per ridiscutere le regole europee a tutto campo, il ruolo della Banca centrale, il rilancio degli investimenti. Solo così potrà aprire un dibattito accettabile per le opinioni pubbliche, in primis quella tedesca.
Varoufakis intervenendo alla trasmissione di La7 “La Gabbia Open” di Gianluigi Paragone, si è mostrato poco tenero nei confronti del presidente del Consiglio italiano. Ricorda il voltafaccia di Renzi, durante il braccio di ferro tra Unione Europea e Grecia, che si schierò senza esitazioni dalla parte di Angela Merkel.
Varoufakis: il premier italiano starebbe pagando, schiacciato dall’austerity europea, le conseguenze di quella scelta. Io penso che nel 2015 Renzi abbia commesso un errore a non difendere la Grecia schiacciata dall’Europa.per Varoufakis quell’errore è raddoppiato per la  scelta di Renzi di rimanere incollato alla burocrazia di Bruxelles. Adesso sta pagando per quell’errore ,costretto dagli euroburocrati a rispettare le regole dell’austerity nella legge di Stabilità.

VICEMINISTRO ISRAELIANO.IL TERREMOTO,UNA PUNIZIONE DIVINA.

LE BOMBE SU GAZA,L’OCCUPAZIONE MILITARE DEI TERRITORI PALESTINESI,I DISERBANTI CONTRO LE COLTURE PALESTINESI,LA CHIUSURA DELLE DIGHE E LA CONSEGUENTE MANCANZA DI ACQUA;TUTTE PUNIZIONI DIVINE CHE ISRAELE ESAUDISCE PER CONTO DI DIO,CI PARREBBE DI CAPIRE.

Il terremoto in Italia centrale è solo l’ultima delle punizioni divine. Ad affermarlo il viceministro israeliano Ayooub Kara,non nuovo a uscite simili.La punizione dell’Italia per essersi astenuta alla votazione Unesco sulla Città Vecchia di Gerusalemme. Il giudizio di Israele e delle comunità ebraiche del mondo secondo cui l’Unesco ha negato i legami millenari di Israele con l’ebraismo. La bufera per le  parole pronunciate dal vice ministro della Cooperazione regionale di Israele Ayooub Kara ,membro del Likud, il partito del premier Benyamin Netanyahu, in missione in questi giorni a Roma in Vaticano proprio sulla vicenda delle votazioni all’Unesco non si è fatta attendere.

Il portavoce del ministero degli affari esteri israeliano Emmanuel Nahshon ha condannato le affermazioni del viceministro Ayoub Kara,come inappropriate,che non dovevano essere pronunciate,scusandosi.

Il Druso israeliano è un  politico di lungo corso, ritenuto un falco,e  Kara non  nuovo ad uscite controverse. Quando Ariel Sharon abbandonò  Gaza e face uscire gli israeliani dalla striscia, Kara sostenne che nelle operazioni  non dovessero essere impiegati soldati di origine drusa contrari al disimpegno.La stessa posizione la tenne durante il ritiro di Israele dal Libano. Nemico giurato dell’Iran e sostenitore di un attacco militare da parte di Israele contro Teheran; Kara ha negato più volte la possibilità di

un accordo di pace con i palestinesi perché non c’è nessuno con cui fare la pace.

ROMA.MANIFESTAZIONE PER IL REFERENDUM COSTITUZIONALE.

Attese a Roma cinquantamila persone Guerini: “Spero di vedere tutti i dirigenti Pd”

Pd

palco

Domani Renzi parlerà non solo alla “piazza di popolo”, ma lancerà messaggi anche a Bruxelles. Zanda:l’italicum  ora si chiude.

Piazza del Popolo ospiterà domani  il popolo e la musica popolare: il tratto distintivo dell’appuntamento che il Pd havoluto per domani a Roma. La gente e per la gente, musica che con le note ha scritto pezzi di identità del Paese,di volti che con le loro storie; l’Italia dal Nord al Sud, con le sue sfide, quelle vinte, quelle da vincere, le sue fatiche, le speranze.

Massimo Gramigni e Bruno Sconocchia, due nomi che hanno a loro volta una storia lunga così da raccontare in fatto di eventi. Gramigni con un pedigree di concerti che vanno da Bruce Springsteen ai Radiohead; Sconocchia con un’esperienza di manager per Lucio Dalla, spiegano come hanno immaginato l’evento che già dallo slogan svela lo spirito con cui è nato, «La piazza è del popolo». Abbiamo voluto valorizzare le identità territoriali. Dalla Nuova compagnia di canto popolare,all’Orchestra di Piazza Vittorio, da Luigi Cinque a un gruppo di Amatrice composto da giovanissimi che accompagnano i cantori legati alla tradizione della poesia a braccio. La scelta altamente simbolica, dice Gramigni dopo l’ultimo incontro con gli organizzatori per fare il punto sulla manifestazione.

Il segretario del Pd, Matteo Renzi, che ieri ha annullato tutti gli impegni della campagna referendaria per fare sopralluoghi nei territori colpiti dal terremoto.Dall’inizio è stato chiaro: la manifestazione organizzata dal Pd deve dare il senso di cosa è il Pd, un partito riformista europeo, con radici profonde nei suoi valori, che non accetta di assecondare e cavalcare le paure che attraversano l’Europa ma intende dare risposte. Che guarda avanti e forte dell’esperienza dei padri lavora per i figli; che guarda in faccia i populismi e li combatte con un’idea precisa dell’Europa e del mondo.

Il premier ha chiesto molte bandiere italiane per Piazza del Popolo,toppata l’idea di far comparire nella cavea del Valadier alcuni frigoriferi per ironizzare sul complotto denunciato dal sindaco Raggi.Leggerà un discorso scritto, una delle rare volte: segno che ci tiene a parlare con precisione ad una platea europea e non solo italiana. Roma chiama Bruxelles, insomma, su immigrazione, sui conti, sul terremoto, sulla crescita.

La manifestazione inizierà alle 13.30, musica e testimonianze, persone comuni che raccontano le loro esperienze, spiega Gramigni, si alterneranno sul palco. A coordinare tutti sarà Cristiano Bucchi, di Unita.tv, il premier parlerà intorno alle 17, l’unico politico a salire sul palco. Si sentiranno le storie legate alla legge sul “Dopo di noi”, sul caporalato, sulle crisi aziendali dalle quali si vuole uscire con il rilancio dell’impresa e la salvaguardia dei posti di lavoro.

L’intervento di Renzi centrato sulle sfide che l’Italia e l’Europa hanno davanti, dalla crescita ai migranti. Dal palco ribadirà che questa Europa si salva se è capace di superare gli egoismi, l’austerity e le paure. Ribadirà che l’Italia farà la sua parte, rispetterà le regole ma si batterà come per cambiare quelle regole che oggi sono il freno a mano tirato per un’Unione europea che sembra aver dimenticato lo spirito di Ventotene.

Gli organizzatori puntano a portare in piazza 50mila persone, ma sin da ora è chiaro che molti di coloro che sarebbero dovuti venire dalle zone colpite dal sisma, molto probabilmente non verranno. I numeri ieri sera raccontavano di circa 300 pullman, quattro voli charter dalle isole, quattro Freccia rossa, tre treni ordinari.

Chi arriverà in pullman dovrà fermarsi in uno degli snodi che si stanno individuando,uno di questi sarà alla stazione Anagnina e da lì si sposterà con la metropolitana. Saranno distribuiti a tal fine circa 25mila biglietti. Ministri, parlamentari e amministratori arriveranno con i treni e i pullman;il vicesegretario Lorenzo Guerini partirà in treno da Milano, la ministra Maria Elena Boschi da Firenze insieme ai manifestanti e staranno in piazza. Ci saranno anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala e Carla Cantone, segreteria generale dei pensionati europei.

Gianni Cuperlo probabilmente ci sarà, non è detto che ci siano Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza. Mi auguro di vedere tutti i dirigenti e gli esponenti del partito perché quella di sabato è la manifestazione del Pd, dice Lorenzo Guerini. Intanto la Commissione nata per verificare se ci sono le condizioni per la modifica dell’Italicum lavora per capire se è possibile trovare una quadra. Partita delicatissima, su cui la minoranza bersaniana ripone una fiducia vicina allo zero, ma che vede, invece, l’ottimismo del capogruppo dem al Senato, Luigi Zanda che ieri, dopo l’ultimo incontro, ha detto: È andata bene. Chiudiamo la prossima settimana. Bisogna capire come si chiuderà.

Referendum. Salvini: Se vince il No Renzi si dimetta o lo cacciamo come i migranti a Gorino”

MATTEO SALVINI ATTACCA MATTEO RENZI SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE,SEMPRE MENO COSTITUZIONALE E SEMPRE PIU’ VOTO DI FIDUCIA SUL GOVERNO.salvini_dito_ftg

EVOCANDO IL VERGOGNOSO MODELLO GORINO,MATTEO SALVINI ATTACCA IL GOVERNO.

Se il 4 dicembre Renzi perde e non si dimette lo facciamo dimettere comunque. Come? Con le buone maniere oppure usando il modello Gorino.  Lo dice Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, a La Zanzara su Radio 24.

Poi, tornando sulla questione immigrati, il segretario del Carroccio sottolinea: “Il governo sta cercando lo scontro, altrimenti non si capiscono certe decisioni demenziali. Stanno cercando l’incidente. Qualcuno, vista la situazione economica che non riparte nonostante le promesse, visti i livelli di tensione sociale, sta cercando lo scontro per coprire altri problemi”.

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