Mese: ottobre 2016

Il segreto della cripta della Basilica di San Benedetto a Norcia, oggi distrutta dal terremoto

Oggi il terremoto ha distrutto uno dei centri spirituali più importanti d’Europa. Vogliamo ricordare un ‘segreto’ di questa Basilica, che resta comunque nel cuore di tutti i cristiani, nella speranza che la Provvidenza potrà ricostruirla e rimetterla in piedi!basilica-benedetto-comune-1

Nella Basilica di San Benedetto (nella Piazza principale di Norcia), tutti i giorni alle 19,45 (puntuali), un monaco Benedettino in silenzio si avvicinava alla scala che porta nella cripta, delimitata da un cordone rosso, cercando di passare inosservato. Un momento speciale sta per aver luogo, un momento riservato soltanto a “chi sa”, non un momento per turisti. “Chi sa”, entrando nella basilica, deve avvicinarsi alle scale che si trovano sul lato sinistro, vicino al cordone rosso e aspettare.

 

Il segreto della cripta è conservato gelosamente dal monaco “con le chiavi” che, cercando di non attirare l’attenzione, si avvicinerà alla scalinata che scende nel cuore della basilica. È in quel momento, in quei pochi attimi, che vi giocherete la possibilità di partecipare alla “Compieta”.

Quando sposterà il cordone rosso per scendere le scale dovrete chiedergli il permesso per partecipare, in caso di risposta affermativa consideratevi fortunati. Il monaco con le chiavi aprirà le porte della cripta, per chiuderle poi subito dopo di voi. Le porte della cripta resteranno sigillate per l’intera durata della celebrazione, circa trenta minuti.
La Compieta è l’ultima preghiera della sera, recitata in latino e accompagnata da canti Gregoriani. La giovane comunità di monaci Benedettini di Norcia la dedica al santo Patrono d’Europa prima di ritirarsi nel monastero, per poi riprendere il mattino seguente alle 4,30 con il “Mattutino”. Le colonne romane in pietra, le volte a crociera, la luce delle candele, il silenzio rotto soltanto dalla voce dei tredici monaci, insieme alla pace che trasmettono i loro sguardi, tocca l’anima. (Non è possibile fare foto o riprese se non autorizzati dai monaci. La richiesta deve essere fatta al termine della Compieta per la volta successiva e, comunque, mai con flash o strumenti che generano rumori anche minimi. Si consiglia di seguire l’intera durata della Compieta seduti nei banchi predisposti).

di Massimo Francini per la Redazione Papaboys

IL GIORNO DEI MORTI RACCONTATO DA ANDREA CAMILLERI.

“Il giorno dei Morti” raccontato da Andrea Camilleri.

Ragusa 30/10/2016

Un tempo per i Siciliani il giorno dei morti era un giorno davvero speciale, per i bimbi era ricco di attesa e dolci sorprese!
La globalizzazione oramai sta rendendo più onore ad Halloween dimenticando la tradizione che invece ci appartiene e dobbiamo impegnarci a conservare e a tramandare, per questo abbiamo deciso di riportare il testo di Camilleri che racconta la magica atmosfera del giorno dei morti per i siciliani.

Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio.Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto. Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa. Mai più riproverò il batticuore della trovatura quando sopra un armadio o darrè una porta scoprivo il cesto stracolmo. I giocattoli erano trenini di latta, automobiline di legno, bambole di pezza, cubi di legno che formavano paesaggi. Avevo 8 anni quando nonno Giuseppe, lungamente supplicato nelle mie preghiere, mi portò dall’aldilà il mitico Meccano e per la felicità mi scoppiò qualche linea di febbre.

I dolci erano quelli rituali, detti “dei morti”: marzapane modellato e dipinto da sembrare frutta, “rami di meli” fatti di farina e miele, “mustazzola” di vino cotto e altre delizie come viscotti regina, tetù, carcagnette. Non mancava mai il “pupo di zucchero” che in genere raffigurava un bersagliere e con la tromba in bocca o una coloratissima ballerina in un passo di danza. A un certo momento della matinata, pettinati e col vestito in ordine, andavamo con la famiglia al camposanto a salutare e a ringraziare i morti. Per noi picciliddri era una festa, sciamavamo lungo i viottoli per incontrarci con gli amici, i compagni di scuola: «Che ti portarono quest’anno i morti?». Domanda che non facemmo a Tatuzzo Prestìa, che aveva la nostra età precisa, quel 2 novembre quando lo vedemmo ritto e composto davanti alla tomba di suo padre, scomparso l’anno prima, mentre reggeva il manubrio di uno sparluccicante triciclo.
Insomma il 2 di novembre ricambiavamo la visita che i morti ci avevano fatto il giorno avanti: non era un rito, ma un’affettuosa consuetudine.

Poi, nel 1943, con i soldati americani arrivò macari l’albero di Natale e lentamente, anno appresso anno, i morti persero la strada che li portava nelle case dove li aspettavano, felici e svegli fino allo spàsimo, i figli o i figli dei figli. Peccato. Avevamo perduto la possibilità di toccare con mano, materialmente, quel filo che lega la nostra storia personale a quella di chi ci aveva preceduto e “stampato”, come in questi ultimi anni ci hanno spiegato gli scienziati. Mentre oggi quel filo lo si può indovinare solo attraverso un microscopio fantascientifico. E così diventiamo più poveri: Montaigne ha scritto che la meditazione sulla morte è meditazione sulla libertà, perché chi ha appreso a morire ha disimparato a servire.
(da Racconti quotidiani di Andrea Camilleri)

ROMA. L’ITALIA CENTRALE VITTIMA DELLE FAGLIE DELL’APPENNINO.

lo sciame sismico nell’Italia centrale con l’ultima, violentissima scossa di domenica 30 ottobre che è stata avvertita in tutta Italia, con epicentro ,con magnitudo 6.5 della scala Richter, nella zona tra Norcia e Preci, in Umbria.

Il sistema di faglie è estremamente complesso, responsabile dei terremoti del 24 agosto nel Reatino e dell’ultimo di questi giorni nella zona fra Perugia e Macerata. Completamente diverso interpretare le faglie dell’Appennino dalle faglie lineari, come la  faglia di Sant’Andrea, che attraversa la California per 1.300 chilometri.La faglia di Sant’Andrea è un oggetto continuo, che si estende per centinaia di chilometri. Gli effetti sismici  lungo la faglia si attiva un terremoto sappiamo che ad attivarsi sono porzioni diverse dello stesso sistema;il sismologo Gianluca Valensise, dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Il sistema di faglie dell’Appennino è diverso, le faglie appenniniche sono frammentate, in Italia Centrale la loro estensione è compresa fra 10 e 20 chilometri, mentre a Sud  raggiunge 40 o 50 chilometri. I terremoti così frequenti nell’Italia Centrale sono quindi generati da queste relativamente piccole faglie, collegate fra loro in un rapporto dinamico.Il terremoto del 26 ottobre è il risultato dinamico del sisma del 24 agosto,nel Reatino.Il terremoto del 24 agosto, ha generato quello di ieri,senza il precedente probabilmente l’ultimo sisma si sarebbe attivato  tra 10 o 100 anni. All’interno di questo complesso sistema di faglie entra in gioco quello che si può vedere come un effetto domino: una faglia si attiva e genera un forte terremoto,innescando porzioni ancora intatte della stessa faglia o faglie minori circostanti. Le faglie più piccole nelle vicinanze si rompono a loro volta, generando altri terremoti,come repliche del terremoto principale. L’Appennino può quindi interessare tante faglie,orientate nella direzione che va da Nord-Ovest a Sud-Est.

Il  movimento di tipo estensionale, una sorta di ‘stiramento’ della crosta terrestre in corrispondenza dell’ Appennino e l’allargamento dell’Italia Centrale.Il fenomeno è graduale ma inesorabile,la velocità di alcuni metri per millennio, dalla Lunigiana allo Stretto di Messina lungo l’arco dorsale dell’Appennino. Pur essendo un sistema noto ai sismologi, presenta comunque delle incognite.

La faglia che si è attivata non aveva mai dato chiari segnali di attivazione,neppure si avevano notizie certe sulla base dei terremoti storici.

 

CISL PIEMONTE.CONSIGLIO GENERALE DEL PIEMONTE ORIENTALE DELLA CISL.

Nella discoteca Phenomenon, a Fontaneto D’Agogna, sulla statale che unisce Borgomanero a Novara, si sta svolgendo il Consiglio generale della Cisl Piemonte Orientale allargato a operatori, attivisti e delegati del territorio. Ai lavori partecipano i segretari territoriale, regionale e nazionale, Luca Caretti, Alessio Ferraris e Piero Ragazzini e il sociologo Bruno Manghi e l’economista Alberto Berrini. Al centro dell’incontro il nuovo ruolo della Cisl nel territorio a conclusione del percorso formativo sulle zone.

foto di Cisl Piemonte.

PERUGIA.ORE 07,41 ESPLODE L’INFERNO,UNA NUOVA SCOSSA DI TERREMOTO DI MAGNITUDO 6,5.

UMBRIA,MARCHE,ALTO LAZIO,SOTTO ATTACCO DEL TERREMOTO,QUESTA MATTINA LA SCOSSA DI MAGNITUDO 6,5 HA DISTRUTTO QUELLO CHE ANCORA ERA RIMASTO IN PIEDI DOPO IL SISMA DEL 24 AGOSTO E DEL 26 OTTOBRE.

NUOVA scossa di terremoto alle 7.41 ed è di nuovo l’inferno in centro Italia,distrutto quel poco che si era salvato dalle due precedenti scosse del24 agosto e del 26 ottobre;la nuova scossa ha causato il crollo della cattedrale romanica di Santa Maria Argentea di Norcia, costruita nel IX secolo. Il  gioiello dell’Italia centrale aveva resistito alla scossa del 24 agosto restando miracolosamente illesa,non ce l’ha fatta questa mattina ed è crollata,sbricciola completamente distrutta,in piedi sono rimaste la facciata e alcuni muri perimetrali.L’edificio di culto più importante della diocesi di Norcia Spoleto.
Notizie drammatiche quelle che giungono da Norcia alla presidente della Regione,                  Catiuscia Marini.
          La presidente sta raggiungendo il centro di Protezione civile di Foligno per seguire da
           vicino la situazione,rendersi conto della reale entità del sisma e la conta dei danni.
           I vigili del fuoco,intervenuti sul posto hanno trovato un quadro desolante di                              distruzione nascosto dalla fitta coltre di polvere che si è alzata dopo la scossa.Il                        sisma  ha colpito con maggiore intensità Norcia, Cascia e Preci.

ALESSANDRIA. AL MOCCA LA PROIEZIONE DELLA DECIMA VITTIMA,IL ROBUR SIENA.

NUOVAMENTE IN SCENA,90 MINUTI DI SOFFERENZA PER CONTINUARE LA CORSA VERSO LA SERIE “B”,AL MOCCAGATTA VA IN SCENA LA DECIMA VITTIMA,IL ROBUR SIENA.14907008_213004902463824_7095521313830038889_n

Le polemiche di questi giorni in merito all’aumento del biglietto del settore parterre di 2 euro,quale misura punitiva per le contestazioni di domenica scorsa durante la partita col Pistoia,costate alla società una muta di 1000 euro,non deve distrarci da quello che è l’obbiettivo dichiara,la seria”B”.

La decima vittima del campionato deve servire ad allungare il passo sulle inseguitrici,Cremonese in testa,ma non deve farci dimenticare che il campionato è ancora lungo e il girone di ritorno sarà più combattuto che mai.

Squadre blasonate come il Livorno,la Cremonese e le altre già preparano la rivincita contro l’Alessandria e potrebbero creare non poche difficoltà nel cammino verso l’obbiettivo.

FRANCOFORTE.FERITE 4 PERSONE NELLA METROPOLITANA A COLPI ARMA DA TAGLIO.

Nel pomeriggio 4 persone sono state ferite presumibilmente con un coltello,lo ha reso noto la polizia tedesca; l’attacco compiuto a colpi di coltello nella stazione di scambio treno-metropolitana nella periferia di Francoforte. L’assalitore al momento è in fuga ed è attivamente ricercato. La portavoce della polizia locale, Chantal Ench,ha ricostruito  l’aggressione del pomeriggio nella stazione di Hauptwache dove quattro persone sono state portate in ospedale con ferite da taglio.Non ha fornito dettagli, ma la polizia sta indagando per individuare eventuali complici coinvolti nell’assalto.

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