Migranti. Demagoghi all’attacco.Da Budapest all’Italia: “Renzi è in difficoltà”

Il premier ungherese, nella sua intervista radiofonica, ha definito intollerabile considerare l’Ungheria paese non solidale sulla questione dei migranti perché l’Ungheria spende molto per la difesa dei confini esterni dell’Ue. L’Ungheria  è solidale con gli altri perché, spendendo molto per la difesa dei confini, sta difendendo la sicurezza anche dei Paesi oltre i suoi confini. L’intervista alla radio MR in cui Orbán ha sottolineato che l’Ungheria, finora, ha speso 150 miliardi di fiorini (quasi 500 milioni di euro) per la difesa dei confini con la costruzione della barriera e i pattugliamenti permanenti. Una posizione totalmete diversa da quella ribadita pochi giorni fa dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ricordato come l’Italia sopporti praticamente da sola il peso dell’emergenza migratoria e umanitaria nel Mediterraneo rimarcando che assieme al dovere della solidarietà bisogna prendere sul serio e rispettare i timori e le preoccupazioni dei cittadini e saper tenere insieme solidarietà e sicurezza, umanità e legalità.Ieri il ministro degli Esteri ungherese aveva accusato l’Italia di non rispettare le regole sui migranti innescando una serie di reazioni tra cui quella del capo della Farnesina, Paolo Gentiloni, che ha invitato Budapest a non dare lezionì a Roma. L’attacco è arrivato dopo che Renzi aveva annunciato che l’Italia è pronta al veto sul bilancio dell’unine europea, se paesi come l’Ungheria e la Slovacchia non accoglieranno i migranti come previsto dagli accordi Ue.

La risposta di Renzi è arrivata attraverso i micorfoni di Radio Radicale: Il presidente Orbán, che ho imparato a conoscere in questi 2 anni e 8 mesi ha una visione dell’Italia non puntuale. Non è vero che il deficit aumenta, anzi sta diminuendo rispetto al passato. Non è vero che l’Italia è in una situazione di difficoltà o nervosismo. Io ho detto una cosa chiara che capisco possa non piacere a Orbán: l’Europa deve prendere atto dei documenti che l’Europa stessa ha firmato e che sono impegnativi anche per l’Ungheria e inizia a farsi carico dei migranti, oppure noi non chiediamo niente all’Europa. Ma siccome nelle prossime settimane inizia la discussione sul bilancio, c’è una piccola novità: il presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana comunica ufficialmente che metterà il veto su qualsiasi bilancio che non contempli pari oneri e onori. E’ troppo facile fare gli splendidi solo quando c’è da incassare. Il premier ha poi aggiunto: L’Italia non è più il salvadanaio al quale si viene a chiedere soldi senza prevedere uguali diritti e doveri. Il tempo in cui l’Italia faceva il salvadanaio e basta è finito.

Il piano europeo prevede che l’Ungheria dovrebbe ospitare un totale di 1.294 migranti ricollocati da Italia e Grecia. Questo piano è una delle risposte della Commissione europea alla crisi migratoria globale, di fronte alla quale la Germania ha già accettato più di un milione di persone nel 2015. La maggior parte è arrivata attraverso la cosiddetta rotta balcanica: dalla Grecia i migranti si dirigono a nord verso l’Ungheria, poi attraversano l’Austria per giungere in Germania. Grazie a un a un controverso accordo con la Turchia, i migranti su questa rotta sono diminuiti significativamente, ma i timori che l’accordo possa sfumare restano.

Lo scorso2 ottobre in Ungheria si è tenuto un referendum sui migranti , che però non ha raggiunto il quorum del 50 per cento, nonostante una martellante campagna del governo con slogan tipo: Bruxelles sta pianificando un’ulteriore distribuzione di decine di migliaia di profughi invece di fermare l’immigrazione. Ma la quasi totalità del 43,23 per cento di quanti hanno votato ha detto no alle quote di ripartizione di migranti decise dalla Ue. Un risultato che, nonostante il mancato raggiungimento del quorum ha fatto dire al premier ungherese: I risultati devono essere presi in considerazione. L’Unione europea non potrà imporre la sua volontà all’Ungheria.

Orbán minaccia di agire legalmente contro la Commissione europea e resistere contro le quote obbligatorie di redistribuzione dei migranti, fino a porre il veto, se Bruxelles non le cancellerà dalla sua agenda, ha detto il premier ungherese sottolineando che il recente referendum nel suo Paese sarà lo strumento per fare pressione. Per Orbán la questione è in stallo ed è necessario che il premier slovacco Robert Fico, che detiene la presidenza a rotazione, proponga una soluzione entro il prossimo vertice Ue.

Ci sarà dibattito sul fatto che una popolazione straniera possa essere imposta sul popolo di uno Stato membro dell’Ue contro il suo volere,per Orbán sarà una grande battaglia, e per questo dobbiamo modificare la Costituzione. Decidere se accettare i migranti, per il premier ungherese, spetta agli Stati sovrani, quindi la sua intenzione è cambiare la Costituzione per vietare l’insediamento dei migranti.

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