MOSCA.LA PORTAEREI KUZNETOV,SOMMERGIBILI E INCROCIATORI IN SIRIA AI PRIMI DI NOVENBRE.

Venti di guerra aeronavali, Russia-Nato, la flotta Russa sulla rotta siriana seguita con attenzione dall’alleanza. Gli spostamenti della task force guidata dalla Kuznetsov, la portaerei russa accompagnata dall’incrociatore Pietro il Grande, da due unità anti sub  Severomorsk e Kulakov  e da quattro navi di supporto. Non è escluso che di scorta ci sia un sommergibile. La formazione raggiungerà la Siria ai primi di novembre.Il dispiegamento di forze ritenuto senza precedenti e di grande interesse per il comando atlantico.

L’unità ha lasciato la sua base di Severomorsk ed è stata presa in consegna dalle navi alleate. La fregata norvegese Namsen, la britannica Richmond, infine dalla belga Leolpold I. L’osservazione condotta anche con ricognitori e da un sommergibile. Il dispositivo che sarà integrato nelle prossime ore da 6 vascelli della Royal Navy  per il pattuglieranno della Manica,il controllo verà ceduto alle formazioni alleati fino a destinazione. La Kuznetsov potrebbe incontrare due corvette russe in movimento nei pressi della costa portoghese. Il viaggio della portaerei Russa è, per gli schieramenti, un’occasione di training reale in teatri diversi con la possibilità di testare le proprie tattiche.

Le gravi tensioni con l’Alleanza atlantica e la crisi in Siria,hanno spinto  il Cremlino a mandare una serie di segnali per ribadire il proprio impegno nella regione.Per questa ragione ha firmato un’intesa per l’uso permanente della base siriana di Tartus e
ha aumentato il proprio dispositivo aeronavale nel settore creando un’ombrello missilistico;sistema che poggia sulla flottiglia operativa da un anno e sulle installazioni a terra,che dovrebbe fare da deterrente nel caso gli Usa volessero agire contro  Assad.
Il trasferimento dell’unica portaerei, un pezzo importante ma con problemi tecnici  seguita da rimorchiatori.
La presenza di caccia con i Sukhoi imbarcati, velivoli che potrebbero essere impiegati per eventuali raid contro i ribelli siriani congiuntamenteall’uso delle  le piste già presenti.

Gli esperti  hanno seguito la missione della Yantar, sofisticata nave per ricerche subacque e operazioni di intelligence. Pur avendo dichiarato l’intenzione di recarsi in Oman, l’unità si invece diretta nelle acque siriane lavorando in due aree attraversate da cavi per le comunicazioni. L’ipotesi più plausibile è la ricerca di sensori sottomarini della Nato. La verifica dei cavi per scoprire se sono stati oggetto di intrusioni,anche la Nsa americana lo ha fatto in passato. Tra le ipotesi anche la “manutenzione” della rete Internet in Siria,partita il 19 e che proseguirà fino al 28. Gli scopi potrebbero essere diversi e ognuno ha la propria idea;tra alcuni giorni probabilmente saranno più chiari gli scopi della missione.Anche una  seconda nave russa per ricerche oceanografiche, la Donuzlav, ha attraversato mercoledì il Bosforo per recarsi in Siria.

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