CHIESTI 30 ERGASTOLI PER L’UCCISIONE DI 23 CITTADINI ITALIANI,MA HA SOLO VALORE SIMBOLICO.

HANNO SOLO UN VALORE SIMBOLICO I 30 ERGASTOLI CHIESTI NEI CONFRONTI DEI MACELLAI SUD-AMERICANI COINVOLTI NEL SEQUESTRO E L’UCCISIONE DI MIGLIAIA DI GIOVANI,23 ERANO ITALIANI.

Dieci anni di indagini e sei di dibattimento,finalmente potrebbe chiudersi uno dei capitoli più bui degli anni 70 del ‘900. Chiesta la condanna all’ergastolo per 30 protagonisti del “Piano Condor”, che con la scusa della lotta al comunismo, arrestò, torturò e fece sparire oltre ventimila giovani, uomini e donne,pericolosi sovversivi per la loro militanza nei gruppi della sinistra latinoamericana. La stagione dominata dalle dittature delle giunte militari  al potere nel Continente del centro e sud america.

La generazione di giovani latino-americani massacrata nel giro di pochi mesi. Ingoiati nel buco nero di sequestri e omicidi. Prelevati in casa, di notte, per strada,al lavoro e  nelle università. Dopo essere stati arrestati, usando leggi di emergenza, applicate senza alcun rispetto del diritto internazionale, furono segregati nelle caserme dei militari trasformate in centri di interrogatorio e di tortura; furono sedati, caricati su aerei ed elicotteri e scaraventati nel vuoto . Vennero ritrovati sulle spiagge che costeggiavano l’Argentina, l’Uruguay, il Brasile trascinati a terra dalle maree e dalle onde,moltissimi non saranno più ritrovati.

Cercati, invano, da parenti e amici. I responsabile del loro sequestro e della loro morte, respinsero ogni richiesta di informazioni e negarono fino alla fine di essere coinvolti nella loro  scomparsa. La verità emerse in tutta la sua ferocia quando qualcuno ammise la mattanza.La giustificò sostenendo che si trattava di una guerra. La guerra fatta di  colpi di Stato, con i carri armati, con l’abolizione della libertà. Terrore in nome della lotta al comunismo: Il  fantasma,l’incubo, che ossessionò il Centro e Sud America e che sotto la regia degli Usa che con un fiume di miliardi, tramite la Cia, finanziò e sostenne i più spietati regimi sorti nella seconda metà del secolo scorso.

Le 30 persone,delle quali la Procura ha chiesto la condanna all’ergastolo, spiccano per essere ex Capi di Stato ed esponenti delle giunte militari di Bolivia, Cile, Perù, Uruguay e Paraguay. Accusati, a vario titolo, della morte di 23 cittadini di orgine italiana. I loro familiari, tramite avvocati e studi legali, si rivolsero alla nostra magistratura che svolse delle accurate e difficili indagini, fino all’istruzione di un dibattimento a Roma. Gli imputati devono rispondere a vario titolo  di omicidio plurimo aggravato e di sequestro di persona. L’unica assoluzione è stata chiesta nei confronti del tenente di vascello Ricardo Éliseo Chávez Dominguez, uruguajo, capo delle operazioni speciali del Fusna, il servizio segreto della Marina. L’inchiesta era legata agli effetti e alle conseguenze del “Piano Condor” e riguardava 140 persone (59 argentini,11 brasiliani, 6 del Paraguay). Ma difficoltà  amminstrative e la morte di molti dei protagonisti di quella stagione, ha ridotto a 30 gli imputati.

La sentenza,la decisione della Procura, che rappresenta la pubblica accusa, ha comunque  valore simbolico. La giustizia, in Italia, tutela tutte le vittime,che lo siano in Italia o più lontane, come erano i nostri 23 latinoamericani di origine italiana. Un verdetto, con tutte le garanzie previste dal codice, serve anche a dimenticare gli orrori ed evitare che si ripetano.

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