DARIO FO. SOLO UN “CIAO”GRANDE QUANTO IL CIELO.

C’è una regola antica nel teatro. Quando hai concluso non c’è bisogno che tu dica altra parola. Saluta e pensa che quella gente, se tu l’hai accontentata nei sentimenti e nel pensiero ti sarà riconoscente.

Il giullare,il premio nobel si è spento all’ospedale Sacco di Milano,ricoverato da circa due settimane, i familiari erano stati avvisati dell’aggravarsi delle condizioni di salute.Il premier  Renzi: “L’Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese”. I parlamentari M5s: “Compagno di viaggio e punto di riferimento del Movimento”,Grillo sarai sempre con noi”. Davide Casaleggio: “Persona straordinaria”. L’ultimo saluto sabato alle 12 in piazza Duomo.

La retorica ha il suo spazio,ma Dario Fo era unico.E’ morto da “uomo libero”,sicuramente fuori dagli schemi,dagli schieramenti e dalle etichette che di volta in volta gli hanno appiccicato sul cappotto.

Dario Fo il repubblichino fascista,a 18 anni nella repubblica di Salò,Dario Fo il compagno che rinunciò al prestigio e alle lusinghe del potere negli anni sessanta in RAI,Dario Fo compagno di una vita di Franca Rame,sequestrata e violentata dai neofascisti per il suo impegno civile e politico.La crisi,chissà se mai superata da Dario Fo per la violenza subita dalla sua compagna di vita,conosciuta negli ani ’50,sposata nel ’54 e nel ’55 gli diede il figli Jacopo. Dario Fo compagno che con il movimento del ’68  condivise gli anni del sogno,della rivoluzione,la fantasia al potere,che negli anni della repressione del movimento studentesco e operaio collaborò alla creazione del “soccorso rosso”con avvocati,dissidenti e leader di Lotta Continua.Gli anni ’70 con i suoi sconvolgimenti,gli scontri di piazza,una rivoluzione improbabile e migliaia di compagni arrestati nelle retate della celere dopo le manifestazioni di piazza,dopo e non durante gli scontri;i rastrellamenti che ricordavano le S..

S. nazifasciste con persone arrestate sui marciapiedi,lungo le fermate dEl metrò,lontane dagli scontri,ma con l’unica colpa di essere lì in quel momento.

Dario Fo  e Franca Rame sono stati un esempio da non strumentalizzare per fini politici o elettorali; devono restare un monumento alla libertà e alla democrazia.

La vita artistica di Dario Fo la conosciamo tutti e tutti ne parlano dimenticandosi che dietro l’artista c’è sempre stato un uomo e una donna Franca a cui tutti dobbiamo l’unica cosa di cui nessuno parla: “essere cresciuti ed avere imparato ad essere liberi, e da uomo libero Dario se ne andato,chi altri può dire altrettanto”.14606331_1476408512375472_5892098074553154616_n

 

 

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