LA PIETRA TOMBALE E LA REQUIEM DEL P.D. AD UN MESE DAL REFERENDUM COSTITUZIONALE.

RIFORMA SI,RIFORMA NO.AD UN MESE DAL VOTO REFERENDARIO SULLA COSTITUZIONE L’UNICA COSA CERTA E’ CHE IL P.D. COME LO CONOSCIAMO OGGI NON ESISTERA’ PIU’.download-1

Gli atti dell’ultimo direttivo consegnano agli elettori,agli iscritti e ai simpatizzanti del P.D. uno scenario desolante di divisioni interne,di livori,voglia di riscatto,arroganza e vendette trasversali.

Il segretario e presidente del consiglio Matteo Renzi ha confermato la linea fin qui seguita ed ha ancora una volta sbattuto la porta in faccia alle minoranze del partito,salvo prendere in considerazione la bozza Chiti-Fornaro sui metodi per l’elezione del  Senato della Repubblica.Il resto è ormai storia antica,dall’accordo del Nazareno in poi la minoranza del partito non ha contato più nulla ed anzi è stata maltrattata,vilipesa e umiliata come fosse la feccia del paese,di cui liberarsi velocemente o nascondere sotto il tappeto come si fa per la polvere. images-5

Bersani giura che mai se ne andrà dal partito,che era,è e resta la sua casa,ma fino a quando riuscirà potrà sopportare le umiliazioni del bullo fiorentino non si sà.

Matteo Renzi la sua parte la fa e la fatta bene anche in passato,alleandosi di volta in volta,con Berlusconi,Alfano e condividendo le richieste degli industriali ai quali ha sostituito il P.D. al  P.D.L. nella difesa degli interessi corporativi della categoria.

Dal discorso di Torino i cui toni sono chiari:” da sindaco di Firenze ho assistito a tante conferenze degli industriali in cui si chiedeva alla politica di intervenire sui temi del fisco,del mercato del lavoro,sulla defiscalizzazione ed io in due anni ho realizzato tutto questo e perciò non capisco le contestazioni che mi giungono da una parte di voi”.

Più chiaro di così non poteva essere e alle politiche di intervento sul mercato del lavoro a farne le spese è stato l’art.18 quale unico unico strumento di tutela dei lavoratori;la decontribuzione che ha fatto risparmiare le imprese sui contributi previdenziali,gli sconti sull’IRAP.

Dopo due anni di massacro del mondo del lavoro,della Costituzione esiamo ormai giunti al capolinea,con il direttivo di ottobre 2016 Renzi con la sua maggioranza ha intonato la requiem del partito e messo una pietra tombale su ciò che ha rappresentato in questi anni per una parte rilevante del paese.

Il 4 dicembre comunque vada,che vinca il SI o il NO,la messa funebre del partito è già stat prenotata,il giorno dopo il referendum costituzionale il P.D. come lo abbiamo conosciuto non esisterà più. La vittoria del SI realizzerà il partito a cui  Renzi ha lavorato in questi anni,il “partito della nazione” di cui abbiamo avuto un assaggio alle amministrative con un inedita coalizione Renzi-Verdini;fallita miseramente con la bocciatura di Fassino  a Torino e Giacchetti a Roma.Il partito asso pigliatutto di Renzi che,forse anche giustamente elimina le coalizioni sopratutto quelle innaturali come l’attuale,ma che taglia definitivamente i ponti anche con la minoranza P.D. destinata a scomparire dai banchi di Montecitorio per fare spazio ai fedelissimi di Renzi.

La vittoria del NO significherebbe invece riportare indietro le lancette dell’orologio e a ripensare al nuovo centrosinistra con pari dignità tra le parti e gli alleati,ma con il rischo reale di non riuscire nuovamente a formare un governo in grado di governare.

Agli elettori l’ardua sentenza,l’unica cosa che in questo momento è certa è: “il 4 dicembre 2016,il P.D. è morto per passare a migliore,o forse no,vita.Ne danno annuncio la dirigenza del partito che fu e che non sarà”.Per l’occasione si svolgeranno i rosari,il funerale ed una messa in suffragio accompagnati da un requiem al ricordo.images-7

 

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