USA.CAMPIONESSA DI SCACCHI RIFIUTA DI METTERE IL VELO PER GIOCARE IN IRAN.

USA 02/10/2016

Coraggiosa e senza compromessi la mossa di Nazì Nodarovna Paikidze. Pluridecorata campionessa di scacchi al governo iraniano e alla Federazione internazionale di scacchi ha comunicato che lei non parteciperà al prossimo campionato mondiale di scacchi  a Teheran qualora fosse obbligata a indossare il velo.nazi-scacchi-kcwf-u43230410613885qbd-1224x916corriere-web-sezioni-593x443 Ventitreenne,russo-georgiane, sposata con un cittadino statunitense,gioca con i colori americani dal 2013. Teheran non consentirà alle scacchiste di giocare a capo scoperto, senza deroghe alle regole vigenti da 37 anni. La campionessa, però spera che,il fronte del rifiuto possa coinvolgere anche altre regine della scacchiera e il torneo sia tolto all’Iran e disputato altrove. Il dispiacerebbe e il disappunto arriva dalle colleghe iraniane, convinte che il braccio di ferro non serva per l’emancipazione femminile nella Repubblica islamica.L’appuntamento per i mondiali di scacchi femminili è fissato per il prossimo mese di febbraio. La talentuosa campionessa in carica, Paikidze-Barnes, detentrice dei titoli di International Master e Woman Grandmaster, sostenuta dall’ecuadoriana Carla Heredia Serrano,invita le altre 64 concorrenti a boicottare il torneo di Teheran. Contrarie a disertare il torneo le iraniane,che le scacchiste occidentali vorrebbero aiutare a liberarsi dalla schiavitù dell’hijab.

 Il boicottaggio sarebbe un errore per la Woman Grandmaster iraniana, Mitra Hejazipour, coetanea di Nazí secondo cui l’Iran non mai ospitato campionati mondiali femminili di altri sport. Il torneo è importante per le donne iraniane: un’opportunità per mostrare la nostra forza. In realtà, l’Iran ha organizzato quattro edizioni dei Giochi Islamici femminili (l’ultima nel 2005), sotto la direzione di Fazeh Hashemi, figlia dell’ex presidente Rafsanjani, poi caduti entrambi in disgrazia.

Non avvallerò l’oppressione religiosa e sessista sulle donne indossando il velo ha dichiarato la Nazì. La stessa posizione manifestata pochi mesi fa, al Salone del libro di Torino, dalla Premio Nobel Shirin Ebadi, che disapprovava anche la docilità con cui Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e vicepresidente della Commissione, si era coperta il capo durante la sua visita ufficiale in Iran. I vertici della Federazione internazionale degli scacchi, Susan Polger, cercano una soluzione, ma nega di aver ricevuto reclami,spiega che il Paese degli ayatollah è stato l’unico a candidarsi per ospitare le scacchiste di tutto il mondo.

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