COSTUME E SOCIETA'

ALESSANDRA MORETTI:”IL PREMIO NOBEL PER LA PACE TOCCA ALL’ITALIA”PER LA GESTIONE DEI MIGRANTI.

alessandra-moretti-845x522«Su una cosa sono d’accordo con Zaia: il premio Nobel per la Pace non lo merita l’Europa, ma l’Italia e in particolare l’isola di Lampedusa, per il coraggio che sta dimostrando alla frontiera del Mediterraneo. Al tempo stesso, arriva dal Canton Ticino una lezione durissima per chi agita le paure e promuove il separatismo. C’è sempre, infatti, un leghista più leghista di te, c’è sempre qualcuno che è più a nord e che dice prima noi. A dimostrazione che il gioco sempre più diffuso in Europa, quello dell’alzare i muri, provoca boomerang e spirali senza via di uscita». Lo scrive in una nota la Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto Alessandra Moretti.

«Se l’Europa continua a perdersi in chiacchiere – continua l’esponente democratica – noi non possiamo certo aspettare. Dobbiamo gestire il fenomeno migratorio sapendo che il tema della sicurezza è prioritario. Proprio per questo il governo sta continuando sulla strada delMigration Compact. Ovvero, accordi bilaterali con i Paesi di origine, sia per i rimpatri che per creare occasioni di sviluppo capaci di frenare l’esodo, oltre alle identificazioni in tempi rapidi con hotspot, ai rimpatri di coloro che non hanno diritto allo status di rifugiato e all’accoglienza diffusa per quanti fuggono da guerre e persecuzioni».

«La via dell’accoglienza italiana si chiama Sprar – prosegue la Capogruppo – e prevede unacogestione con i Comuni, in modo tale che i profughi ospitati siano collocati in comunità capaci di integrarli, superando i sistemi fallimentari voluti dai governi di centrodestra. Anche sui numeri occorre fare chiarezza e non demagogia: la spesa per ogni richiedente asilo è di circa 30 euro al giorno, una cifra di gran lunga inferiore ai 46 euro del periodo in cui la gestione era affidata al ministro leghista Roberto Maroni. Lo stesso Maroni che, in piena emergenza, nel marzo 2011, fece un appello agli enti locali perché accogliessero migliaia di profughi. La cosa grottesca – conclude Alessandra Moretti – è che oggi la Lega di Salvini e Zaia lancia gli strali contro un governo che sta costruendo appunto un piano capace di coinvolgere i sindaci, senza imporre loro l’accoglienza».