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L’ITALIA DEI NON-CITTADINI ITALIANI


08/078/2016

ITALIANI CHE SI SENTONO SEMPRE MENO ITALIANI.LE SICUREZZE GIA’MESSE A DURA PROVA DALLA GLOBALIZZAZIONE E DEFINITIVAMENTE SCOMPARSE CON LA CRISI DEL 2008.

L’Italia della burocrazia e della cattiva politica;italiani sempre più insicuri,disperati e troppo spesso dimenticati dalle istituzioni.

Riforme lasciate a metà da tutti i governi,compreso l’ultimo presieduto da Matteo Renzi,a alla flessibilità del lavoro sempre più precario promettevano contrappesi con riforme sociali,accompagnamento e corsi di riqualificazione sempre più mirati al reinserimento nel mondo del lavoro,ovviamente il tutto condito con l’assegno di disoccupazione e sostegno al reddito per un periodo fino  a 24 mesi con un contributo fino 1.300 euro al mese.

Le promesse,un pò cialtronesche,sono state mantenute a metà. La riforma dell’articolo 18 ha avuto i suoi effetti finendo per precarizzare quel poco che era restato di garanzia per le vecchie generazioni di lavoratori e per quelle future mentre di riforma degli ammortizzatori sociali neppure l’ ombra.Solo chiacchiere,fumo e niente arrosto anzi no! L’arrosto c’è stato ed ha arrostito tutti coloro che sono finiti sulla graticola della disoccupazione.

Gli ammortizzatori sociali furono rivisti in peggio dalla ministra Fornero,la mobilità per i lavoratori che ne avevano diritto,si riduce di 6 mesi ogni anno fino a scomparire,la cassa integrazione in deroga,scomparsa anch,’essa,il sussidio di disoccupazione da 1.300 euro al mese un miraggio,al massimo si arriva a 850 euro e con 30 anni di contributi non supera i 10 mesi di erogazione.

In questa condizione di solitudine e disperazione certa politica riesce persino a superare se stessa innescando quello che potremmo tranquillamente definire processo di deitalianizzazione in cui i poveri sempre più poveri finiscono con perdere la cittadinanza e i diritti garantiti dalla costituzione come il diritto alla salute,accade nella ricca Brianza e nella civilissima Toscana e nel resto d’Italia.

La solitudine,associata alla disperazionealla sfiducia nel futuro,ormai tinto di ombre scure, e la martellante propaganda xnefoba e razzista di settori della politica italiota,alla ricerca di consensi elettorali, produce come unico effetto quello di scatenare una guerra tra poveri.

La guerra innescata da una serie di rivendicazioni, ponendo al centro dello scontro non il diritto cosituzionale al lavoro ed a una vita dignitosa per tutti,di rivalsa nei confronti di persone ancora piu’sfortunate e disagiate quali i migranti ai quali qualsiasi paese civile deve dare accoglienza e opportunità. Alle rivendicazioni si aggiungono la disinformazione che soffiando sul brace dell’ignoranza innesca comportamenti esasperati,che fanno arrivare ad affermare:”Quelli scendono dai barconi e trovano accoglienza,visite sanitarie,acqua,cibo,un letto dove dormire ,il telefono cellulare con la scheda e soldi gratis mentre noi on abbiamo da mangiare,da dormire e i nostri politici se fregano di noi preferendo dare attenzione agli immigrati”. Ragionamenti sicuramente sbagliati,ma che fotografano un realtà neppure troppo lontana da una situazione di disgregazione sociale ai quali la politica,il governo continua a non dare risposte concrete se non attraverso spot pubblicitari e dati ISTAT,che nulla hanno a vedere con la disperazione di chi non ha lavoro,un letto in cui dormire ed un piatto di spaghetti da mangiare.

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