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LA MICCIA DELLA POLVERIA MEDIORIENTALE ACCESA DA GEORGE BUSH E ALIMENTATA DAGLI SCEICCHI DEL PETROLIO.

Era il 1990 e il raiss di Baghdad,Saddam Hussein,secondo produttore al mondo di petrolio,armato e finanziato dai governi occidentali nella lunga guerra contro l’Iran,decideva di riprendersi il Kuwait.

L’occupazione dell’ex provincia Irachena non andò giù agli ex alleati di Saddam che con la prima guerra del golfo liberarono il Kuwait,ma lasciarono al suo posto il dittatore ancora utile in funzione anti Iraniana e Islamica.

L’eredità di BUSH padre venne raccolta da BUSH junior,che la storia ricorderà come il peggior presidente degli USA, e accarezzata l’idea di impadronirsi del petrolio Iracheno aspettò il momento giusto per regolare i conti lasciati in sospeso dal padre.

L’attacco alle torri gemelle fornì l’alibi per attaccare l’Iraq e stilare una lista di stati definiti canaglia su cui appuntare l’attenzione dei paesi alleati e da isolare. La crociata si realizzò con l’alleanza delle tre B: BUSH,BLAIR e BERLUSCONI e la complicità di altri paesi volenterosi.

La guerra in Iraq che avrebbe dovuto concludersi con la rimozione del raiss dal potere ha invece innescato una reazione che continua ancora oggi.

La primavera araba che nelle intenzioni avrebbe dovuto liquidare i vecchi  reggenti dei regimi mediorientali e instaurare moderne democrazie ha finito per radicalizzare lo scontro politico,culturale e militare con l’Occidente.

L’eliminazione di Saddam,Mubarach,Gheddafi in ordine di tempo e il tentativo fallito contro Assad da parte dell’opposizione democratica hanno realizzato una condizione di guerra totale che coinvolge tutti ed in cui tutti sono contro tutti.

La creazione dello stato islamico,dell’ISIS,dell’ISIL  è stato solo l’ultimo tentativo per mantenere un clima di tensione e di scontro militare nell’area MEDIORIENTALE. Non sono mancati i buoni affari con scambio di petrolio,in nero,da parte delll’autodefinito stato islamico da una parte e soldi per finanziare la guerra,armi e appoggio logistico dagli altri,Turchie in testa,ma non solo perché come ha dichiarato Putin sono almeno 40 i paesi dell’area che con lISIS fanno buoni affari.

L’intervento diretto della Russia nello scacchiere medio-orientale ha rimescolato le carte e sconvolto i piani degli alleati diretti e indiretti dello stato islamico e delle opposizioni al regime di Bashar al Assad.

Gli attentati sul territorio europeo sono sicuramente la conseguenza del cambio di rotta e l’atteggiamento dei governi europei nei confronti dello stato islamico che in questi anni non è mai stato realmente combattuto dall’occidente e che ha fatto affermare a Putin”Gli Americani sono in grado di trovare l’acqua su Marte,ma non riescono a vedere una carovana dell’ISIS che si sposta nel deserto della Siria e dell’IRAQ.Che sia il nuovo confronto militare tra le superpotenze iniziato in Corea, Laos,Vietnam continuato in America Latina con Cuba,il colpo di stato e le dittature  in Cile,Argentina,il tentativo di destabilizzare il Venezuela e infine spostato in Siria,Iraq e Libia. Intanto sulla distruzione e la condizione di disperazione del popolo Palestinse nessun commento,forse agli esportatori di democrazia non interessano le uccisioni e le punzioni collettive che Israele attua contro la Palestina ed i palestinesi sia che  essi siano combattenti di Hamas o bambini inermi.

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