SPAZIO LIBERO

LA FABBRICA INCERTA.MARIA DALLA FABBRICA AL SUICIDIO.

La storia che raccontiamo è la stofia di Maria operaia FCA di Pomigliano suicida dopo anni di cassa integrazione.

  • Niente mimose ,ma garofani e pensieri di lotta. Gli operai di Pomigliano hanno organizzato una piccola cerimonia davanti al reparto logistica di Nola,in cui lavoravano  280 addetti in organico di Pomigliano,storico stabilimento di FIAT.La festa della donna nel segno dell’azione e della testimonianza,lontana anni luce dal chiassoso inno al consumismo e all’omologazione che è diventato l’8 marzo in questo reparto di confino.Maria operaia di 47 anni trasferita da Pomigliano senza mai lavorare,che dopo diversi anni di cassa integrazione si è suicidata nell’appartamento in affitto dove viveva sola.Una dei tanti compagni uccisi dalla precarietà. Sotto la scritta un garofano rosso e un foulard rossi,simboli di un identità operaia mortificata da un padronato asservito alle logiche perverse della flessibilità e della precarietà. A  22 anni montava il tergilunotto dell’Alfa 33 ,da sola. Oggi prende psicofarmaci,ma voglio credere che la figura dell’operaio torni ad essere quello di una volta. Un inno alla dignità calpestata,intima essenza di un lavoratore,di un combattente e di una donna. In questi giorni la famiglia Agnelli ha annunciato l,’intenzione di abbandonare definitivamente l’Italia con le sue finanziarie decidendo in questo modo l’oblio della storia di migliaia di persone che della fabbrica Italia hanno fatto una ragione di vita.

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